[caption id="attachment_133673" align="alignnone" width=""]Pranzo di Pasqua in Grecia[/caption]

Quest’anno la Pasqua cristiana e quella ortodossa saranno celebrate nella stessa data: la coincidenza fra i due calendari ci offre l’occasione per raccontarvi le tradizioni gastronomiche greche. Dal Kouloraki alla zuppa maghiritsa, passando per ovelias e tsourekia.

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Pasqua ortodossa e Pasqua cristiana

Non c’è periodo migliore per visitare la Grecia. Ad aprile, quando il turismo è prevalentemente interno e le temperature non hanno ancora raggiunto le vette dei mesi estivi, questo Paese suddiviso fra le isole e la terraferma inizia a risplendere, grazie ai colori dei suoi prati di papaveri e al blu intenso del mare. Quale migliore opportunità della Pasqua per fare una visita? E quale migliore occasione della coincidenza con la Pasqua ortodossa per conoscere le tradizioni gastronomiche greche? La sovrapposizione fra calendario gregoriano, seguito dai cristiani d’occidente, e calendario giuliano, a cui fa riferimento la chiesa ortodossa, compresa quella greca, non è un evento regolare, bisogna infatti aspettare il 2025 perché si ripeta.

 

La Pasqua in Grecia

La Pasqua per i greci è la festa più importante dell’anno. Viene onorata con celebrazioni suggestive che mescolano elementi di stampo pagano ad altri di matrice cristiana durante la Settimana Santa, detta anche Settimana Grande, che inizia il sabato precedente la Domenica delle Palme e si conclude la Domenica della Resurrezione, protraendosi quindi oltre i canonici 7 giorni.

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Si comincia il sabato “di Lazzaro”, durante il quale i giovani sono soliti bussare casa per casa cantando canzoni tradizionali e ricevendo in cambio dolci o frutta secca. Un tempo, la giornata dedicata a questo personaggio biblico, era l’occasione per le ragazze greche di incontrare i futuri fidanzati e per le famiglie di organizzare i matrimoni.

 

Pasqua in Grecia

 

La domenica successiva è detta “Giorno della vita e della morte” e ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme tra palme e schiere festanti di fedeli. Un questo giorno chiese e case vengono abbelliti da palme e da nastri, mentre le tavole vengono arricchite da pietanze a base di pesce.

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Nella Settimana Santa ogni giorno ha un significato ben preciso: lunedì è il “grande giorno” in cui si inizia il digiuno per la purificazione, mangiando poco o nulla e bevendo esclusivamente acqua; martedì è “il giorno della “grande crisi”, in cui si iniziano a sperimentare i sentimenti di pentimento; mercoledì inizia la purificazione vera e propria, partendo da pulizie approfondite della propria casa e dei luoghi di culto.

 

Pasqua a CorfùPasqua a Corfù

 

Il culmine della Pasqua e le uova rosse

Da giovedì in poi il fervore delle celebrazioni diventa più intenso: è questa la giornata dedicata a colorare le uova sode di rosso, a simboleggiare allo stesso tempo sia il sacrificio di Cristo che la sua Resurrezione. Tutte le città e i paesi della Grecia, che siano sulla terraferma o sulle isole, si riempiono letteralmente di uova colorate.

 

Le uova di Pasqua in GreciaLe uova di Pasqua in Grecia

 

Il venerdì è il giorno del “grande dolore”: le luci vengono tenute basse o spente, gli addobbi vengono rimossi, cala un generale silenzio. Dopo la celebrazione degli esperinos (i vespri) nelle parrocchie ogni comunità celebra, a modo suo, la morte di Cristo, generalmente con processioni molto suggestive che ricordano i funerali. Ad Atene si brucia un fantoccio di Giuda precedentemente appeso su una barca al porto; a Corfù, nel Sacro Santuario della Madonna degli Stranieri (Panaghia ton Xenon), i fedeli rompono delle brocche d’acqua per simulare un terremoto così come descritto nel Vangelo, mentre diverse orchestre suonano musica classica per le vie dell’isola (è infatti chiamata Pasqua musicale di Corfù); a Tinos, isola in cui si registra un sincretismo religioso, l’Epitaffio di San Nicola, il santo protettore dei naviganti, arriva alla spiaggia di Kalàmia e viene immerso in acqua, con il suggestivo scenario del tramonto a fare da cornice.

 

Uova rosse per la Pasqua grecaLe uova di Pasqua in Grecia

 

Il Sabato è il giorno di preparazione per la celebrazione della Resurrezione, che inizierà a mezzanotte e si concluderà la sera successiva. Si decorano le candele per il fuoco santo, che non dovrà spegnersi per 40 giorni e soprattutto si preparano i piatti che saranno consumati durante il pranzo e la cena della domenica di Pasqua.

 

Koulorakia, zuppa maghiritsa, ovelias e tsourekia: i piatti della Pasqua greca

I koulourakia sono dei biscottini a forma di esse o a treccia che si mangiano per tutto il periodo pasquale. La loro preparazione inizia il mercoledì, con la benedizione della farina poi distribuita a forni e massaie che il giorno successivo la impiegheranno per i dolcetti, impastandola con burro, uova ed essenza di mandorla. I biscotti vengono decorati in maniera diversa, con frutta secca e canditi. Ad alcuni, chiamati lazzari, viene data la forma di figura umana, con mani, piedi e testa in risalto rispetto al resto del corpo. I biscotti ben conservati saranno consumati ben oltre il periodo pasquale.

 

KoulorakiaKoulorakia

 

Con la zuppa maghiritsa entriamo nel capitolo delle carni, in questo caso d’agnello, animale molto utilizzato nella cucina greca. È il piatto che rompe formalmente il digiuno pasquale: le donne greche lo preparano la mattina del Sabato Santo usando le frattaglie dell’agnello che verrà poi cotto sulla brace il giorno successivo. È una zuppa che cuoce diverse ore e va preparata con largo anticipo. A questa si accompagna l’avgolemono, un intingolo a base di brodo di carne, uova sbattute e succo di limone, che sarà aggiunto alla zuppa una volta ultimata la cottura. In alcune parti del Paese si aggiunge anche del riso bianco in cottura. Questa pietanza rappresenta la prima portata del lungo banchetto che si apre a mezzanotte del Sabato Santo per concludersi la sera successiva.

 

zuppa maghiritsa, Pasqua in Greciazuppa maghiritsa

 

Il piatto principale della Pasqua greca è l’ovelias (o ovelhas), l’agnello cotto alla brace. Non è solo un piatto, ma un vero e proprio rito dalle origini molto antiche, narrato addirittura da Omero. La mattina di Pasqua gli uomini si vestono con gli abiti tradizionali e si alternano alla cottura: l’agnello viene prima immerso in una marinatura fatta con acqua, vino rosso, limone, cipolla e spezie varie, poi asciugato bene e messo ad arrostire. Tutto intorno, bande e danzatori tradizionali allietano il lavoro dei cuochi. Quando è pronto non è raro vedere più nuclei familiari sedersi allo stesso tavolo e festeggiare insieme mangiando all’aperto.

 

Ovelias, l'agnello pasquale grecoOvelias, l’agnello pasquale greco

 

Infine un dessert dal sapore particolare, il tsourekia. È una sorta di pane dolce a forma di treccia che si consuma dopo il pranzo di Pasqua. Il suo gusto deciso viene dalle spezie utilizzate per prepararlo, che sono insostituibili: il mahlepi, i semi di una pianta aromatica diffusa in tutto il medio oriente, in Grecia e in Turchia, dal sapore simile a quello della mandorla amara; il masticha chiou (o mastiche chios), una resina che si estrae dal tronco e dai rami del “mastichodendro”, poi trasformata in cristalli; ilkakoules, una varietà locale di cardamomo. Spesso in Grecia queste tre spezie sono vendute in una mistura già pronta per preparare il tsourekia e altri dolci simili. È un dolce da gustare in loco, che non troverete fuori dal Paese se non rivisitato in pallide imitazioni: un motivo in più per passare la Pasqua alla scoperta delle tradizioni e dei sapori della Grecia.

 

a cura di Francesca Fiore

 

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