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La squadra è quella di 'Gusto, padre (sarebbe meglio dire madre?) di tutti i concept restaurant multifunzionali di Roma, che ha aperto le porte della ristorazione all'architettura e tenuto a battesimo un nuovo modo di fruire il cibo. Correva l'anno 1998, e c'erano Dario Laurenzi

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come consulente, l’architetto Roberto Liorni, l’ufficio stampa Doriana Torriero, l’executive chef Claudio Schiano, il barman Pino Mondello. Lo stesso team cura questi 997 metri quadrati in zona Ostiense. Affiancati in cucina da Fulvio Penta e al bancone del bar da Francesco D’Ascenzo.

 

 

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Obiettivo dichiarato: piacere, confort, relax, leggerezza e ironia. Semplicità e gusto “senza troppe paranoie”. Una “casa di Piacere” come è stata chiamata nelle settimane passate.

Noi nel frattempo abbiamo curiosato per raccontarvi in anteprima formula, spazi, proposta gastronomica e suggerire qualche assaggio qua e là, attraversando il locale dalla zona bar all’area dei fritti e della griglia, dalla parte opposta, lungo i 13 metri di bancone e oltre.

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L’ambiente
Moderno, luminoso, informale, curato, accogliente: in perfetto stile Liorni. Quindi grandi vetrate, gioco di materiali (legno, mattoncini, cuoio, marmo), uso attento delle luci, e soprattutto un’atmosfera da moderna trattoria, che mantiene lo spirito ex industriale di questo spazio mescolandolo a un’aria vagamente vintage. Il tutto coronato da divertenti menu, bottiglie “firmate” con marchio Porto Fluviale, e tanti piccoli tocchi freschi e divertenti. 
 

Il bar

Dalle 10 e 30 alle 2 di notte, che diventano 4 per venerdì e sabato. Si parte quindi da una colazione tardiva, per chi gode di orari rilassati. Cornetti e torte fatti in casa, caffè e cappuccino, wi-fi, e tisane. Dopo uuna certa ora spazio ai cocktail, con Pino Mondello & friends. La carta dei cocktail è suddivisa in 4 sezioni: aperitivo italiano, mondo spritz (ovvero lo spritz e tutte le sue varianti), oltre lo spritz (cioè le creazioni di Mondello) e i grandi classici. Poi si aggiunge una lista di superalcolici, con quattro o cinque proposte di tequila, di rum, di gin e così via, ognuno in tre varianti: shottino, normale, e lavorato, ovvero mixato secondo l’estro del momento dal barman (Pino Mondello per l’appunto).

 

 

Il bancone

Di fritto in fritto, di panino in panino, di assaggio in assaggio il bancone – tredici metri – permette di mangiare praticamente a qualsiasi ora. Basta sedersi e vedere che succede. Perché il bancone vive di vita propria, rubacchiando qua e là – dal menu della trattoria, ma non solo – piatti e piattini in porzioni piccole-medie-grandi. Così un quarto di porzione si trasforma in uno stuzzichino. È il concetto delle tapas, in un certo senso, o se preferite dei cicchetti.

 

 

L’area street food

La si riconosce dalla sporgenza del bancone ed è talmente street che vi si può accedere anche dalla strada. Quale street food? Polpette, supplì, cheese burger, kebab, hot dog, fish & chips all’italiana (ovvero con le alici), panino con la fettina in padella, pizze e focacce.

 

Tutto fatto in casa. Pare ce ne sia abbastanza per riempire le ore di buco tra colazione pranzo e cena.
PS ecco la ricetta dell’hamburger versione Porto Fluviale: per la carne un impasto di 70% spalla e 30% pancia, la razza è un incrocio tra chevrolet e maremmana proveniente da un allevamento toscano a ciclo chiuso e bio; farine mulino Sobrino per il pane, pomodoro, lattuga, salse classiche – ketchup e maionese – fatte in casa.

 

 

La trattoria
Cammin facendo la trattoria ci tira per mano all’interno della tradizione italiana classica e contemporanea, quindi dal ragù alla bolognese di fattura filologica, alle classiche romane, dal timballo di anelletti al forno alla fettuccia con carciofi maggiorana pecorino di fossa, dallo stinco di maiale alle polpette di bollito, passando per baccalà alla livornese, involtini di pesce spada con agrumi ed erbe aromatiche, capocollo di maiale cotto a bassa temperatura e servito con il suo fondo; riprendendo qualche piatto un po’ fanè che fa tanto comfort food, come i tortellini con panna funghi e piselli. Anche questo è il regno della mezza porzione e dell’assaggio.
Prezzo medio: sui 28 euro per un antipasto di 10-15 cicchetti, un piatto e un dolce. Orario di lavoro: 12.30-15 e 19.30-24 o 01, secondo i giorni.

 

 

 

 

 

 

Le pizze
Doppio forno, doppio impasto e doppia pizza: romana e napoletana. Maggiori dettagli in seguito, ma basti sapere che La Pariolina è la casa madre di Porto Fluviale, che le farine sono biologiche macinate a pietra, la lievitazione è lunga, e che il banco gastronomia è a un passo, con formaggi e salumi pronti a essere tagliati per l’occorrenza. Alle spalle dei forni la griglia a legna per la carne, Ma scordatevi filetto e tagliata: qui si va di tagli e carni alternative, come salsicce, involtini di manzo con cotto e provola affumicata, coscia di pollo, quaglie, faraona, maiale. Nei fritti vince il classico con brio: supplì, crocchette, arancini, calzoncelli, polpette… in versione basic e non.
I prezzi per l’area pizzeria sono molto variabili: si parte con le pizze “democratiche” a 4,50 euro per salire con pizze carni e fritti. In teoria con 7 euro si può prendere una birretta e una pizza democratica. Poi dipende dall’appetito e dai gusti

 

Il pranzo della domenica
Prezzo e menu fisso per il pranzo della domenica: due antipasti, due primi di cui uno al forno, un secondo, due contorni portati nella fiamminga a tavola (servitevi da soli e buon appetito!). Per dolce un bel cabaret di pastarelle – fatte in casa – che arrivano incartate con tanto di fiocchetto… proprio come nelle migliori famiglie. Il tutto a 25 euro.

 

 

 

Il salotto

Manca uno sguardo al salotto, un angolo chiuso ma non troppo – con grandi porte a vetri e tende per una maggiore intimità – che vive di “cucina propria”: tavolo da 16 coperti con un piano cottura incassato, cucina completa con frigo e tutto il necessario per cucinare a disposizione degli ospiti. Il kitchen sharing ha diverse formule: con e senza cuoco, con e senza spesa, con e senza bevande. Insomma… come una casa, meglio di una casa, fino a trenta ospiti seduti.

 

 

Da bere
La carta dei vini (firmata da Giampaolo Bertini) ha circa 120 etichette con una certa attenzione ai vini naturali, bio e biodinamici, ma senza estremismi. Tutto qui vuole essere rassicurante. A partire dal prezzo: il vino della casa per esempio si aggira sui 9 euro al litro (il rosso è la fresa di Claudio Fenocchio, il bianco è parte della lavorazione di Le Moie di Fazi Battaglia), mentre una caña di birra è a 2,50 euro.

 

 

La FluviAle, firmata da Birra del Borgo, è la birra.

 

Questa la sintesi prima del taglio del nastro della Casa del Piacere.

 

PS
Siamo a un passo dall’apertura prevista al pubblico per il 12 dicembre, dopo la grande festa drink&dance con dj set dell’8… occhio ai social network.

 

Portofluviale
Via del Porto Fluviale, 22 Roma
tel. 065743199
www.portofluviale.com

 

Antonella De Santis

05/12/2012