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Mandorle tostate e caramellate. Il loro profumo e la strada. Chi di noi può dire di non rivivere questa scena con una certa nostalgia? Eh si, perché quelle mandorle sono un po' il simbolo dell'infanzia, della street-ghiottoneria da Luna Park, dei dolcetti senza pretese. Ebbene cari nostalgici, sappiate che il nostro baluardo dei be

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i tempi andati, altro non è che la più antica pralina riconosciuta dalla monarchia francese: data 1636. Si chiamano Prasline e il padre fu Clément Jaluzot, duca di Choiseul, Conte di Plessis-Praslin. Poco dopo averle brevettate, il duca si trasferì a Montargis (nei pressi di Orléans), che divenne da quel momento la capitale della prelibata mandorla.

È tuttavia solo agli inizi del 1900 che il processo di produzione della prasline viene canonizzato. Merito certamente di quello che oggi viene considerato il secondo papà del dolcetto, Léon Mazet, che dopo aver fatto esperienze dolciarie tra la Francia e l’Inghilterra, a Montargis compra la boutique “Au Duc de Praslin” e fonda quella che è ancora oggi la Maison Mazet. E un po’ come la riabilitazione del macaron sulla scena internazionale, la prasline intende uscire dal suo guscio di provincialità e conquistarsi la fama e il glamour della capitale francese.

È storia recente infatti l’apertura del nuovo punto vendita parigino della Maison Mazet: nel quartiere del Marais, la location è davvero suggestiva tutta boiseries, specchi, vetrine e gigli. L’architetto, Jun Yonekawa, per intendersi è lo stesso che ha curato la sala del ristorante Kunitoraya Villedo di Parigi e la boutique del burro d’Echiré a Tokyo. Un inizio in grande stile, per una maison che ha tra i progetti futuri proprio il Giappone, da tanti anni ormai meta di investimenti prediletta dai pâtissiers confiseurs francesi. pokies online australiane

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La domanda allora sorge spontanea: e gli italiani, ancora al Luna Park?

Rita Quaglia

17/04/2012

foto di Maison Mazet

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