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Adrian Ciobani risponde con una battuta che in lui, moldavo, lascia un po' esterrefatti per la profonda romanità del suo spirito... Che tipo di Carbonara è quella che hai fatto? Una vera Carbonara? "Speramo de sì" fa lui con un sorriso di simpatia...

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Beh, con la sua Carbonara, il giovane moldavo (foto sotto, nella redazione del Gambero) si aggiudica il primo posto nell’esame finale di Professione Cuoco, presso le Scuole del Gambero Rosso di Roma. 

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Lui, da dieci anni a Roma dove si è stabilito con la sua famiglia emograta dalla Moldavia, si è prima doplomato come grafico, poi ha fatto l’operaio all’aeroporto di Fiumicino, poi ha lavoricchiato nella cucina di un amico cuoco vicino a Tivoli… Fino a quando… “Io in realtà avrei voluto fare l’alberghiero. Poi però ho studiato altro, ma ho sempre avuto la cucina in testa. Il lavoro a Fiumnicino non mi dà soddisfazione, così ho pensato di tornare alla passione per i fornelli. Un amico, cuoco a Tivoli dopo aver frequentato le scuole del Gambero, mi ha fatto vedere come funziona una cucina, come si lavora, cosa si fa… Poi, mi ha spinto lui a pensare a una scuola (nella foto in basso, la classe di Adrian: lui è il secondo da sinistra). Inizialmente volevo farne un’altra, più economica, ma alla fine ho deciso di dar fonpo ai miei risparmi e fare quella del Gambero, che mi sembrava la migliore anche perché ho visto che tanti ragazzi usciti da qui sono a lavorare in Italia e nel mondo in cucine importanti”.

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Ma perché proprio la Carbonara? “Perché adoro la cucina romana, voglio impararla bene… Anche alcune cose del nord mi attirano, ma ora voglio approfonidre questa. Infatti, per lo stage vorrei continuare a star qui. Voglio un basso profilo, purché riesca a entrare davvero nello spirito di questa tradizione culinaria… Poi vedrò di assimilarne altre, come quelle siciliana o campana”.

E il futuro? “Mi piacerebbe girare il mondo, lavorare fuori, ma anche in Italia sto bene. So solo che non voglio tornare in Moldavia!”. Di anni, Adrian ne ha 23. davanti ha la vita. E la possibilità di realizzare il sogno, la sua passione. Intanto, la sua Carbonara è stata da applauso… roba che nemmeno a Roma si riesce a mangiare sempre ben fatta, anzi!

Stefano Polacchi

23/01/2013