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Il sapore unico dei pascoli della Val Padana in un formaggio dal formato tutto meridionale. Un connubio ben riuscito tra la cultura delle paste filate tipica del sud Italia e l'ambiente padano, particolarmente vocato alla produzione lattiero casearia. Un prodotto che potrebbe essere uno dei simboli gastronomici che celebrano al

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meglio i 150 anni dell’Unità d’Italia.

 

Tutto è iniziato quando a metà del XIX secolo alcuni casari esperti dell’Italia meridionale ebbero l’illuminazione di sfruttare l’abbondanza e l’alta qualità del latte vaccino prodotto nella zona padana. Così ai sapori unici di una materia prima ricca si sono unite tecniche di lavorazione antiche, quelle della produzione dei formaggi a pasta filata.

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Cambiano le forme, cambiano le dimensioni ma soprattutto il modo di concepire quella tipologia di formaggio. Da forme di pochi etti a pezzature di più di un quintale. Da paste filate da latte vaccino consumate rigorosamente fresche a prodotti capaci di stagionare a lungo, conservando una consistenza e un livello di umidità unico. È solo nel 1993 che la denominazione di origine “Valpadana” si affianca al termine “provolone” e nel 1996 il formaggio ottiene finalmente la Dop.

Questo formaggio, originario dell’Italia meridionale, è prodotto esclusivamente nella zona di origine che ha conquistato il primato di produzione dello squisito formaggio stagionato a pasta filata. E in cucina la duplice origine del Provolone Valpadana si traduce con la grande versatilità del prodotto, perfetto in piatti che richiamano la tradizione culinaria del nord e del sud Italia. Provatelo fuso in una delle tipiche preparazioni invernali del Settentrione, a fettine o a tocchetti in una pasta al forno o in una pizza rustica, realizzate seguendo alcune delle più tradizionali ricette campane.

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Il formaggio dalle 3 T

Tradizione, territorio e tipicità, sono queste le colonne portanti della produzione del Provolone Valpadana. Perché ogni prodotto racconta la storia di un luogo, delle persone, delle tradizioni e delle esperienze tramandate, quelle che lo rendono unico e incredibilmente tipico. Ed è soprattutto “territorio” la parola importante, perché è il posto dove tutto comincia e dove tutti gli elementi contribuiscono a dare un certo frutto della terra: dal terreno stesso all’aria, dalla vegetazione alle usanze, dalle tecniche agli uomini.

Insomma, “territorio” è la culla di un prodotto, il posto dove nasce e viene allevato. Per il Provolone Valpadana questo luogo, piccolo e particolare, dai confini ben definiti e chiaramente connotato, abbraccia lembi o tutta quanta l’area delle province di Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi, Milano, Mantova Piacenza, Padova, Rovigo, Verona, Vicenza, Trento. E in una fetta di Provolone Valpadana, morso dopo morso, sentirete tutti i sapori del latte, dei pascoli, di un metodo di lavorazione antico, tramandato di generazione in generazione. Una filiera certificata e ripercorribile, che grazie al lavoro attento e appassionato di produttori e del Consorzio di Tutela garantisce al consumatore un prodotto sano, trasparente e buonissimo.

 

 

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www.consorziotutelaprovolone.it/

 

 

luglio 2012