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Più di mille e duecento pagine, tutte a colori, foto e schede dettagliate di ciascun prodotto per un approfondimento completo ed esauriente: è l’ultimo nato in casa Qualivita, la fondazione che si occupa di monitorare la qualità certificata it

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aliana.

 

Un intero Atlante, suddiviso in due tomi, dedicati al vino ed al cibo e contenente ben 243 prodotti agroalimentari e 521 denominazioni vitivinicole del nostro Paese.

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La novità dell’edizione 2012 è, però, la parte dedicata al vino. Una vera e propria new entry per  tutti quelli che ad un buon piatto vogliono abbinare un vino alla stessa altezza, ma non solo.

 

L’Italia è un caso particolare rispetto agli altri grandi produttori vitivinicoli. Il 70% circa della sua intera superficie vitata, parliamo di 650 mila ettari o poco più, è dedicata a coltivazioni DOCG, DOC e IGT, lasciando solo il restante 30% alla produzione del cosiddetto ‘vino da tavola’. Un patrimonio apprezzato dal mercato interno e adorato dal mercato estero.

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Ed è così che a ben guardare i numeri ci si accorge che le 521 denominazioni di origine provenienti dal Belpaese sono circa 1.700 tipologie di vini differenti e reperibili sugli scaffali della grande, media e piccola distribuzione.

 

Numeri importanti impongono monitoraggi attenti. Con l’aumentare della scelta aumenta la confusione del consumatore che ha diritto ad una informazione limpida, trasparente ed esaustiva. Non sempre etichetta e simboli riescono a soddisfare la curiosità, ci pensa quindi Qualivita con un atlante ad hoc.

 

E se l’etichetta lascia ancora alcuni dubbi nel consumatore italiano che ne vuol sapere di più, cosa dire dei mercati esteri? Oltre ad essere promossi e presentati, i prodotti dalla denominazione di origine fuori dai patrii confini vanno anche difesi, non solo dalla leale ed in certi casi incentivante concorrenza, ma soprattutto dalla contraffazione.

 

Queste, che talvolta risultano dannose anche per la salute, minacciano gravemente il posizionamento sul mercato, abbassando la fiducia di un consumatore che poco informato preferisce non rischiare e vanificando gli sforzi di coltivatori onesti e appassionati.

 

È per questo motivo che l’Atlante fornisce informazioni dettagliate, con approfondimenti che vanno dall’origine della materia prima alla sua lavorazione, passando per gli enti che ne certificano la filiera produttiva e le possibilità di reperimento, senza dimenticare curiosità, consigli e immagini.

 

Da questa, che potrebbe essere definita una vera e propria indagine, si possono trarre anche interessanti spunti di riflessione. Sapere che un determinato vino viene venduto maggiormente su mercati asiatici può aiutare ad aggiustare il tiro.

 

E quando si legge che il comparto agroalimentare italiano ha un giro d’affari di 130 miliardi di euro l’anno, con un export che da 23 miliardi passerà a 25 entro la fine del 2012, il cofanetto diviso in due tomi sembra il famoso prodotto “che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo”.

 

Niente generazione spontanea quindi e neanche il figlio di un non meglio precisato spirito del tempo, ma il prodotto di un lavoro continuo e costante che dalla coscienza di persone appassionate si rischiara ad Atlante.

 

 

Saverio De Luca

15/05/2012