Due nuovi Tre Forchette e tre nuovi Tre Gamberi. E in più una coppia di graditi rientri nella parte alta della classifica. Ma l'Italia del buon mangiare e del buon bere non è solo questa: più di 2000 insegne in guida, di cui circa 300 new entry, raccontano lo stato di salute della ristorazione italiana.
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Ed eccoci arrivati. Ristoranti d’Italia 2015 fa oggi il suo ingresso in libreria e in edicola, a (buon) uso e consumo degli appassionati al consueto gioco del saliscendi, dei collezionisti che le dedicano uno scaffale della libreria, e di chi la ripone nel cruscotto della macchina per averla a portata di consultazione ogni volta che c’è bisogno di capire quale sia la deviazione giusta da fare a ora di pranzo o di cena.

25 anni dall’esordio, una diffusione capillare sul territorio maggiore di edizione in edizione, più di 600 pagine e oltre 2000 segnalazioni per radiografare lo stato della ristorazione in una fase storica così volubile e altalenante come quella attuale, esplorando i grandi capoluoghi e la provincia profonda, i borghi arroccati sulle montagne e le più frequentate località balneari, ogni luogo più o meno accessibile dove ci sia una tappa gastronomica che valga la sosta e l’esperienza.

E la situazione si fa di anno in anno sempre più interessante: delle insegne che trovano spazio nelle pagine della guida, quasi 300 sono new entry, ed è ormai chiaro come il Belpaese tenga egregiamente il passo con le realtà internazionali più evolute. E non parliamo soltanto delle 24 insegne che occupano le vette della fascia cosiddetta alta in un’armonica convivenza tra classico e contemporaneo, ma anche dell’esercito di combattenti di fascia media che lavorano giorno per giorno alla promozione di una cultura e di una consapevolezza più lucida e attenta sul cibo e sul vino. La loro strategia vincente viaggia su pochi ed essenziali passaggi: una comunicazione efficace e immediata col cliente (vedi siti web sempre più spesso veloci, aggiornati ed efficienti); contatti diretti e scambi continui con la rete di piccoli produttori del circondario; organizzazione di proposte flessibili e versatili che permettano a ogni cliente di trovare soddisfazione alle proprie esigenze, anche a quelle dietetiche e nutrizionali (aspetto cui quest’anno, come anticipato nelle cittadine di Roma e Milano, c’è un premio dedicato). Senza dimenticare chi investe fatica e impegno per mantenere bassa l’asticella del prezzo, magari attingendo da un orto di proprietà, o sobbarcandosi l’impegno di una struttura polifunzionale con azienda agricola e produzione in proprio delle materie prime, o, ancora, sfruttando le potenzialità delle energie rinnovabili e dell’ecocompatibilità dei materiali e degli ambienti.

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Menzione dovuta, comunque, alla laboriosa Lombardia, che sulla scia dei preparativi per l’imminente Expo, può vantare il primato di Tre Forchette. Se d’altro canto la metropoli meneghina ha perso per ora il suo posto al sole (data la recente separazione fra la famiglia Trussardi e Luigi Taglienti), ha al suo attivo – caso unico per una città – ben due delle 18 migliori trattorie d’Italia.

Ed è proprio la grande famiglia dei Tre Gamberi a essersi allargata, a dimostrazione che la custodia delle tradizioni regionali nostrane mantiene, e giustamente, un alto livello di apprezzamento da parte del pubblico. A Milano, San Giovanni in Persiceto e Olevano Romano appartengono i tre esordienti (due già anticipati dalle guide cittadine di Milano e Roma) nell’agguerrita squadra dei capocannonieri della cucina di territorio (quello di Pasquale Torrente e del suo Convento a Cetara è un felice rientro), orfana però di un fuoriclasse come la Locanda al Gambero Rosso, che proprio qualche mese fa ha abbassato le saracinesche della sua dimora nascosta in una frazione di Bagno di Romagna. Ed è proprio con un saluto affettuoso a Giuliana, Moreno e Michela, una bellissima famiglia di osti “di cuore”, che auguriamo buona consultazione a chi sceglierà di farsi guidare così, da una lettura onesta, seria, accurata, ragionata, compiuta in mesi di perlustrazioni alla scoperta delle migliori tavole d’Italia.

a cura di Valentina Marino

Guida Ristoranti d’Italia 2015 Gambero Rosso | Prezzo: 22€ | disponibile in edicola e libreria | clicca qui per acquistare la guida online

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TRE FORCHETTE
Il punteggio è espresso in centesimi.

95

Osteria Francescana – Modena

La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri – Roma

94

Don Alfonso 1890 – Sant’Agata sui Due Golfi [NA]

Villa Crespi – Orta San Giulio [NO]

93

Le Calandre – Rubano [PD]

La Madia – Licata [AG]

La Torre del Saracino – Vico Equense [NA]

92

Laite – Sappada [BL]

Lorenzo – Forte dei Marmi [LU]

Dal Pescatore – Canneto sull’Oglio [MN]

Reale – Castel di Sangro [AQ]

St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina – San Cassiano/Sankt Kassian [BZ]

Casa Vissani – Baschi [TR]

91

Devero Ristorante del Devero Hotel – Cavenago di Brianza [MB]

La Madonnina del Pescatore – Senigallia [AN]

Piazza Duomo – Alba [CN]

La Trota – Rivodutri [RI]

Ilario Vinciguerra Restaurant – Gallarate [VA]

Da Vittorio – Brusaporto [BG]

90

Il Povero Diavolo – Torriana [RN]

Romano – Viareggio [LU]

S’Apposentu a Casa Puddu – Siddi [VS]

Enoteca La Torre a Villa Laetitia – Roma

Uliassi – Senigallia

TRE GAMBERI

Angiolina – Pisciotta [SA]

Antica Osteria del Mirasole – San Giovanni in Persiceto [BO]

Antichi Sapori – Andria [BT]

Armando al Pantheon – Roma

Ai Cacciatori – Cavasso Nuovo [PN]

Consorzio – Torino

Al Convento – Cetara [SA]

Caffè La Crepa – Isola Dovarese [CR]

La Locanda delle Grazie – Curtatone [MN]

La Locandiera – Bernalda [MT]

La Madia – Brione [BS]

Osteria del Treno – Milano

Un Posto a Milano – Milano

Pretzhof – Val di Vizze/Pfitsch [BZ]

Sora Maria e Arcangelo – Olevano Romano [RM]

Tischi Toschi – Taormina [ME]

Vecchia Marina -Roseto degli Abruzzi [TE]

Osteria della Villetta dal 1900 – Palazzolo sull’Oglio

TRE BOTTIGLIE

La Baita -  Faenza (RA)

Casa Bleve  – Roma

Le Case della Saracca – Monforte d’Alba(CN)

Damini Macelleria & Affini – Arzignano (VI)

Del Gatto – Anzio (RM)

Al Donizetti – Bergamo

Lanzani – Brescia

Enoteca Marcucci – Pietrasanta (LU)

Ombre Rosse – Preganziol (TV)

Oste della Mal’ora – Terni

Picone – Palermo

Roscioli – Roma

TRE MAPPAMONDI

Dao Restaurant – Roma

Iyo – Milano

TRE BOCCALI

Casa Baladin – Piozzo [CN]

Open Baladin – Roma

Premio qualità/prezzo

ABRUZZO
Zunica 1880 – Civitella del Tronto [TE]

CAMPANIA
Il Foro dei Baroni – Puglianello [BN]

CAMPANIA
Il Papavero – Eboli [SA]

FRIULI VENEZIA GIULIA
La Torre – Spilimbergo [PN]

LAZIO
Satricvm – Latina

LOMBARDIA
Due Spade – Cernusco sul Naviglio [MI]

MARCHE
Il Tiglio – Montemonaco [AP]

PIEMONTE
Da Fausto – Cavatore [AL]

PUGLIA
La Strega – Palagianello [TA]

TOSCANA
Mocajo – Guardistallo [PI]

Da tenere d’occhio

88
Aminta – Genazzano (RM)

85
La Tana – Asiago (VI)

Castel Toblino – Calavino (TN)

Signum – Salina (ME)

Il Cappero del Therasia Resort – Vulcano (ME)

84
Angelo Sabatelli – Monopoli (BA)

82
Le Tre Lune – Calenzano (PO)

81
Locanda dell’Angelo -Millesimo (SV)

Aga dell’hotel Villa Trieste – San Vito di Cadore (BL)

80
Osteria Arbustico – Valva (SA)

PREMI SPECIALI

Miglior servizio in sala

Duomo – Ragusa

Miglior servizio in sala d’albergo

Mistral del Grand Hotel Villa Serbelloni – Bellagio (CO)

Premio Gambero Rosso Animante Barone Pizzini

Al ristorante che ama il suo territorio e l’ambiente

“Al ristorante che ama il suo territorio e che con la cucina ne anima il valore. La qualità nasce dalla ricerca di materie prima ottenute nel rispetto della terra, dell’ambiente e dell’uomo.”

Antica Corte Pallavicina – Polesine Parmense (PR)

Premio Gambero Rosso e

cuoco emergente 2015

Oliver Piras – Aga dell’Hotel Villa Trieste – San Vito di Cadore (BL)

Premio Gambero Rosso e

Ristorante con la migliore proposta di primi piatti di pasta

Don Alfonso 1890 – Sant’Agata sui Due Golfi (NA)

Premio gusto&salute

Pietro Leeman – Joia – Milano

Paolo Teverini – Paolo Teverini – Bagno di Romagna (FC)

Heinz Beck – La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri – Roma

Domenico Alba – Cantina San Toedoro – Napoli

Premio Gambero Rosso e

Carta dei vini con la miglior proposta di Metodo Classico Trentodoc

La redazione del Gambero Rosso ha valutato la diffusione e l’apprezzamento del Trentodoc nella ristorazione italiana attraverso l’analisi di oltre 2.000 carte dei vini di tutta Italia. Sono state selezione le 5 migliori proposte di etichette Trentodoc dei ristoranti di tutta Italia, escluso il Trentino.

Premio 2015 Gambero Rosso
Carta dei Vini con la miglior proposta Trentodoc – Italia

I Portici – Bologna

I 5 ristoranti finalisti

3Quarti – Grancona (VI)
Chalet Galileo – Civitanova Marche (MC)
Codole – Canale d’Agordo (BL)
Marè – Cesenatico (FC)
I Portici – Bologna

Per il Trentino è stato difficile eleggere il vincitore del premio, il Trentodoc “gioca in casa” ed è la prima proposta nella ristorazione di ogni “ordine e grado”. Per questo motivo la redazione della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso ha deciso di nominare solamente la Migliore Carta Trentodoc Trentino.

Premio 2015 Gambero Rosso
Carta dei Vini con la miglior proposta Trentodoc – Trentino

Gallo Cedrone dell’Hotel Bertelli
Madonna di Campiglio (TN)

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