Si corre, i tempi sono sempre più stretti, le cose da fare sempre più numerose ma a una cosa gli italiani non rinunciano: mangiare fuori. Ed ecco dunque, che a semplificare la vita, ci pensano i siti o le app di prenotazione online. Ma come funzionano e come è messo il mercato italiano? Abbiamo fatto una piccola indagine. Ecco che cosa ne è emerso.

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Partiamo dal fatto che la maggior parte dei siti italiani si sono ispirati all’americano Opentable: servizio di prenotazione in tempo reale fondato da Chuck Templeton a San Francisco nel lontano 1998. Da San Francisco si è poi espanso in tutti gli Stati Uniti e in altre grandi città internazionali. Nel 2008 è diventato anche app. Oggi conta di una rete con più di 30.000 ristoranti in tutto il mondo (Stati Uniti, Canada, Germania, Giappone, Messico e Regno Unito) e, solo per rendere l’idea, trova la soluzione a 12 milioni di commensali ogni mese. Non male, soprattutto se si pensa che nel 2010 ha acquistato per 55 milioni di dollari il concorrente Toptable, nato nel 2000 da un’intuizione di Karen Hanton, che al momento dell’acquisto contava 5.000 ristoranti nel Regno Unito, a Parigi, Dublino e New York. Altro esempio estero è LaFourchette. Siamo in Francia, un mercato più simile al nostro, e la creatura di Patrick Dalsace et Bertrand Jelensperger coinvolge 7.000 indirizzi. Tra l’altro hanno da poco pubblicato la guida A découvert – Le guide des meilleures terrasses, ovvero una raccolta delle recensioni fatte dagli utenti in cui sono stati selezionati quasi duecento indirizzi tra terrazze, giardini o dehors, a Parigi e all’Île-de-France. È fuori discussione che i siti di prenotazione online stiano prendendo sempre più piede, non a caso sia Opentable che LaFourchette sono stati acquisiti rispettivamente da Priceline Reserves e da TripAdvisor.
 

Ma in Italia le cose come vanno? Tre anni e mezzo fa nasceva RestOpoliS dall’investimento di competenze e risorse dei due soci Almir Ambeskovic e Antonio Sorrentini, che hanno saputo intuire il potenziale dell’idea proposta loro da Carlalberto Guglielminotti e Andrea Rossi, poi usciti dalla società. Mettendo il naso fuori dai confini nazionali si sono resi conto che OpenTable (negli Usa) e LaFourchette (in Francia) stavano prendendo sempre più piede. Li hanno presi a modello e si sono dati da fare per proporre un servizio simile ma non identico perché, si sa, il mercato della ristorazione italiana non è replicato (e forse tanto meno replicabile) all’estero. Come ci spiega Almir Ambeskovic: “Nel mercato americano si sente l’esigenza di prenotare sia perché andare a mangiare fuori è percepito come un evento – per delle soluzioni veloci ci sono i fast food – sia per via delle grandi distanze. Uno non rischia di macinare chilometri per poi trovare il ristorante pieno. Ed è per questo che ci siamo ispirati soprattutto a La Fourchette: il mercato francese è più simile al nostro”. Oltre alla conferma immediata della prenotazione 24 ore su 24, hanno puntato sul risparmio da parte degli utenti e altri vantaggi (come i buoni per delle cene) in base ai punti accumulati nell’iscrizione, con le recensioni o invitando gli amici a iscriversi. Insomma attività di loyalty, indispensabile su piattaforme di questa tipologia.
Gli affari? Pare stiano andando bene, i dati parlano chiaro: “Oggi stiamo crescendo del 50% mese dopo mese. Se compariamo un mese del 2013 con lo stesso mese del 2014 i nostri utenti sono aumentati di quindici volte. Oggi ne contiamo 100.000 ma quelli potenziali (quelli che raggiungiamo attraverso varie partnership) sono un milione”. In siti come RestOpolis la partecipazione da parte degli utenti, anche attraverso le recensioni, conta tantissimo perché garantisce il coinvolgimento dei ristoranti, disposti a pagare una fee fissa solo per comparire nel sito.“Solo per fare un esempio concreto, grazie al nostro sito si sono prenotati 1.300 clienti in un ristorante che ha aperto agli inizi di luglio”.
Entrando nel dettaglio, vediamo come funziona: “Gli utenti possono accedere al sito o all’app, scegliere il nome del ristorante (la nostra piattaforma ne conta 1.200), il piatto, la cucina, la zona o il prezzo e in base ai dati immessi, decidere dove prenotare anche secondo le recensioni. Queste, è bene sottolinearlo, sono tutte vere perché le possono scrivere solo quelli che effettivamente si sono recati al ristorante, in caso contrario è lo stesso ristoratore che ce lo comunica, viceversa paga la percentuale sulla prenotazione”. In base alle recensioni c’è una grande differenza di ritorno ed è proprio per questo che assegnano dei punti a chi le fa. Ed è sempre per questo motivo che i ristoratori non trattano i loro utenti come clienti di serie b. “Coloro che prenotano dal nostro sito possono mangiare quello che vogliono, noi non vendiamo coupon, e solo una volta in cassa ricevono lo sconto preventivato. Inoltre prevediamo una penale per il ristoratore che non rispetta le condizioni. Ovviamente se c’è la buona fede e il ristoratore ammette di aver sbagliato, il più delle volte è proprio lui a voler offrire la cena. Altre volte siamo noi a regalare un buono. Sembrerà incredibile ma uno dei nostri investitori, la prima volta che ha prenotato tramite RestOpolis ha avuto dei problemi, solo che poi gli è stata offerta la cena dallo stesso ristoratore. Lui stentava a crederci!”.
Per garantire tutto questo RestOpolis si avvale di una rete di dipendenti che si occupa di selezionare i vari ristoranti. Il filtro è minimo anche perché sono gli utenti stessi, attraverso le loro recensioni, a fare la fortuna o meno di un ristorante. Ovviamente l’unica cosa certa è che i locali debbano gestire le prenotazioni. I vantaggi di prenotare attraverso RestoPolis? “Noi in Italia abbiamo la migliore condizione garantita, nel senso che chi prenota con noi ha la precedenza rispetto a chi prenota con altri siti simili al nostro”.

Altra realtà italiana ben consolidata è MiSiedo. Nasce nel 2011 dalla partnership tra 2night e H-Farm, l’incubatore veneto più famoso d’Italia, con l’obiettivo di facilitare la gestione delle prenotazioni fornendo ai ristoratori la prima applicazione digitale (Erb) in Italia per iPad. MiSiedo offre infatti la possibilità a tutti i clienti di prenotare un ristorante consultando in tempo reale la disponibilità e prenotando con conferma istantanea dal sito e dalle app. A oggi i ristoranti nella loro piattaforma sono più di 1.200 e gli utenti registrati superano i 40.000, anche se non è obbligatorio registrarsi per navigare. Basti pensare che le app istallate superano il numero di utenti registrati (65.000). Per ora le città coinvolte sono Milano, Roma, Firenze, Venezia, Bari, Bologna, Treviso, Verona, Vicenza. Ma Simone Tomaello, uno dei founder, ci anticipa il lancio imminente nelle città di Napoli, Torino, Lecce e Perugia. Anche loro, prima di avviare MiSiedo, hanno studiato modelli stranieri come OpenTable, poi però si sono focalizzati sul mercato italiano, completamente diverso da quello americano o quello britannico.“Con noi il ristoratore” spiega Simone “utilizza la piattaforma digitale per gestire le prenotazioni, risparmiando tempo e offrendo informazioni attendibili in tempo reale. Molti infatti durante l’orario di servizio sono costretti a inserire la segreteria telefonica, perdendo così eventuali prenotazioni in seconda serata, oppure occupano una persona solo per rispondere al telefono. Attraverso MiSiedo evitano queste seccature”. Ma cerchiamo di capire come funziona esattamente il loro servizio e cos’è che li differenzia dai competitors. “MiSiedo non ha dei tavoli riservati ma collabora direttamente con i ristoratori i quali, non appena si libera un tavolo, lo segnalano attraverso l’app. Tutti i nostri competitors non sono a conoscenza della reale disponibilità”. Esempio: siete un gruppo di dodici persone e state facendo un aperitivo, decidete dunque di andare a mangiare sushi. Con MiSiedo si può vedere quali ristoranti abbiano un tavolo per dodici disponibile in quel preciso istante. Perché MiSiedo è una società digitale che vuole sostituire i libri di prenotazione con un Ipad e l’app. L’obiettivo? Digitalizzare il ristorante. E pare che i ristoratori stiano rispondendo molto bene: “Si rendono immediatamente conto dei benefici. Non a caso chi comincia a usare il nostro servizio poi non lo molla più”.
E la selezione dei ristoranti come avviene? “Abbiamo una rete commerciale che li seleziona in base al numero di prenotazioni: privilegiamo i ristoranti gettonati, che hanno bisogno più di altri di accelerare i tempi per le prenotazioni. Basta considerare che esiste un 30% dei ristoranti in Italia che gestisce l’88% di prenotazioni sul totale. Noi cerchiamo di contattare questi”. Anche qui il ristoratore deve pagare una fee per coperto prenotato attraverso MiSiedo. “Se poi si verifica un no-show (quando il cliente non si presenta) il ristoratore ce lo segnala. Una volta verificata la veridicità (solitamente contattiamo il cliente), se la cosa dovesse ripetersi, cancelliamo l’utente. In questo modo risolviamo un problema assai diffuso: quello delle prenotazioni andate in fumo. Non è da sottovalutare il fatto che un cliente non pervenuto è una perdita monetaria”. I vantaggi, anticipa Simone, non sono finiti: “Stiamo per lanciare servizi innovativi che evadono dalla prenotazione e coinvolgono i pagamenti. Di più non posso dire”. Che centri qualcosa l’uscita del nuovo iPhone 6?

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In Italia ci sono ovviamente altre realtà, da Quandoo, che opera a Milano, Torino, Monza e Brianza, Bologna, Lecco, Prato, Langhe e Roero, al non ancora avviatissimo Ristorante In Casa, da Restalo (venduto da poco a una società spagnola) al multitasking Yelp. Voi quale utilizzate?

a cura di Annalisa Zordan

www.opentable.com

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www.lafourchette.com

www.restopolis.com

misiedo.com

www.quandoo.it

ristoranteincasa.com

www.restalo.it

www.yelp.it