Dal primo locale di Nettuno, nel 1990, a oggi. Gianfranco Panattoni riapre a Roma il suo Sangallo: caffetteria, wine, food, ma soprattutto ristorante a tutto mare sotto i grattacieli del Torrino, vicino all'Eur.
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Nel 1990 per dar libero sfogo alla sua passione gastronomica, decise di abbandonare la sua professione di imprenditore e con la complicità della giovanissima Emanuela Bellucci (aveva poco più di 20 anni) portò aria nuova nella sonnacchiosa Nettuno, dando vita a un ristorante di pesce che si fece presto notare per una cucina equilibrata sostenuta da una materia prima di qualità (sempre bei tartufi) e affiancata da una carta di vini con belle etichette italiane e qualche chicca d’Oltralpe.

Il benvenuto con gli anelli di cipolla fritti accompagnato da una bollicina giusta divenne presto un must. Un tratto distintivo che ha accompagnato Gianfranco Panattoni ed Emanuela nel trasferimento nel cuore della capitale, in vicolo della Vaccarella, nel 1993. Un’avventura durata fino al 2003 quando Gianfranco, stanco, decise di tirare i remi in barca e dedicarsi ad altra attività. Ma la passione, si sa, quando è vera prima o poi torna a farsi sentire ed ecco che dieci anni dopo Gianfranco ci riprova. Questa volta a dargli man forte e spingerlo nella nuova avventura non c’è solo la fida Emanuela, che nel frattempo è diventata mamma felice di cinque figli, ma, soprattutto, la figlia Laura che aveva tanta voglia di aprire un ristorante e per questo “ha lasciato anche un posto fisso, non solo lei, pure il marito, che matti…!” racconta Gianfranco stupito ma in fondo contento di tornare a caccia di materie prime di qualità. Il nuovo Sangallo ha aperto i battenti da appena dieci giorni questa volta nella periferia sud della Capitale, al Torrino, zona da sempre avara di indirizzi gastronomici da appuntare. Siamo davvero alle prime battute ma le idee sono già chiare e non solo per quegli anelli di cipolla che salutano subito l’avventore, ma per il progetto complessivo. Sangallo, caffetteria – wine – food si legge sull’insegna. E infatti si comincia al mattino con servizio di caffetteria sostenuto da ciambellone e crostate fatti in casa da Laura e discreti cornetti (ma Gianfranco sta cercando il prodotto giusto), poi aperitivo con salumi e formaggi e torte rustiche. Siamo alle prime battute, mancano ancora molti prodotti (si conta di andare a regime con una serie di golosità, a cominciare dal cioccolato di Guido Castagna, entro fine ottobre). Stesso discorso per la carta dei vini: le poche etichette di oggi saranno integrate a breve da una selezione italiana a misura di cucina (sempre e solo pesce di mare acquistato ad Anzio personalmente da Gianfranco) e qualche bella etichetta francese. In fase di ampliamento anche il menu che già regala comunque piacevoli sorprese come la zuppetta di ceci, gamberi e tartufo, il rombo con purè di patate al tartufo, gli spaghetti alici, pecorino e fiori di zucca. La voglia c’è, l’esperienza anche, non resta che fare il tifo per il terzetto con la speranza che regali a Roma sud una tavola garbata, piacevole e gustosa come ha fatto in passato.

Sangallo | Roma | via Avignone, 128 | tel. 06.925956683

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a cura di Laura Mantovano