[caption id="attachment_91884" align="alignnone" width=""]http://med.gamberorosso.it/media/2012/10/329950_web.jpeg[/caption]

La Svizzera, piccola com'è, sembra che abbia poco da dire in fatto di prodotti. E invece svela innanzitutto la sua ricchezza numerica di presidi Slow Food che la pone al secondo posto, appena dopo l'Italia, e poi nasconde delle risorse interessanti. Il punto della situazione è stato fatto a Torino, al

Pubblicità

lonedelgusto.it/” target=”_blank”>Salone del Gusto, dove è stato anche rivelato un piccolo giallo: dietro un gran numero di prodotti con il marchio ‘chiocciolato’ ci sono spesso – sembra – solo uno o due produttori effettivi.

 

La domanda, in questo caso, è: parliamo di produzioni o di marchi commerciali? ma ci sono anche le storie belle, seppur difficili. Un prodotto davvero interessante, da non perdere, proposto in assaggio guidato è il Vacherin fribourgeois a latte crudo. Un formaggio che per essere davvero serio deve però essere anche a latte crudo: davvero difficile perché solo il 2% dei produttori – che hanno le bestie nei pascoli d’alpeggio – non utilizza la termizzazione del latte. Per fare il Vacherin fribourgeois, la mungitura della mattina viene aggiunta a quella della sera; si fa coagulare la cagliata che viene poi sollevata con un telo di stoffa. La cagliata viene quindi anche lavata, per ridurne l’acidità.

Pubblicità

 

 

 

Fratello povero del Gruyère, il Vacherin fribourgeois era in origine prodotto in forme più piccole quando il latte non era abbastanza per il suo più blasonato parente. Oggi invece è considerato un grande prodotto, secondo a nessuno. Il suo odore è sapido e pungente, in bocca è eccezionale: erba, sentori di fieno e di frutta secca.

Pubblicità

 

Elisabetta De Blasi

 

26/10/2012 

foto di apertura presa da www.cheese-awards.ch