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Una piccola valle, un po' fuori dai circuiti turistici, la Val di Funes detiene oggi il presidio Slow Food più giovane del trentino Alto Adige. Un presidio un po' diverso dagli altri nella forma e nella sostanza. Innanzitutto nasce dall'iniziativa privata e dalla voglia di non lasciar scomparire un animale dalla faccia si

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mpatica: la Pecora Villnosser Brillenschaf. A dispetto dell’impronunciabilità del nome, è molto graziosa e si presenta proprio, come direbbe il suo nome in italiano, con due macchie intorno agli occhi, simili a occhiali.

 

Un tempo era buona per la lana e ancora, in minima parte si utilizza, ma oggi si è scoperta anche la bontà della sua carne, in particolare degli agnelli, che vengono lavorati per ricavarne salami e piccoli kaminwurtz o ragù. In realtà la carne fresca viene utilizzata dai ristoratori della zona che sostengono la filiera di produzione di queste carni comprando tutto il prodotto, in un accordo con il produttore che fa assomigliare il tutto ad un Gruppo di Acquisto.

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Il prodotto è davvero molto particolare: buona masticabilità, grana sottile, colore scuro, con suggestioni gustative intense che, oltre che dalla carne, dipendono da ciò che l’animale mangia in alta montagna tra metà maggio e metà settembre. Un bel modo per mantenere la biodiversità.

 

 

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Elisabetta De Blasi

 

26/10/2012

 

 

Foto di apertura presa da slowfoodtrentinosuedtirol.it