Prologo, dove i visitatori verranno accolti dai volontari, Ascolto della creazione, La globalizzazione dell'indifferenza, Nutrirsi di Cristo ed Educarsi all'umanità. Infine, La carità come principio e il Congedo. Sono le esperienze che accompagnano il visitatore nel percorso della Santa Sede a Expo.
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Papa Francesco ha recentemente ribadito che è uno scandalo che ci sia ancora fame e malnutrizione nel mondo. E allora perché investire 3 milioni di euro per il Padiglione della Santa Sede a Expo? Effettivamente questa domanda se l’è posta anche Sua Santità. Tant’è che quei soldi li avrebbe voluti investire in altro, non certo nella realizzazione di soli “trecentosessanta metri quadrati di superficie calpestabile”, come ha sottolineato L’Osservatore Romano. Ma vediamo quali sono i motivi della partecipazione della Santa Sede a Expo Milano 2015, cercando di entrare nel dettaglio.

I motivi della partecipazione

È vero, la cifra investita nell’esposizione supera quella stanziata per iniziative di solidarietà, come quella per contrastare l’espansione del virus Ebola in Africa o quella per rispondere alle necessità della popolazione di Genova colpita dall’alluvione. Ma è altrettanto vero che la presenza di un padiglione della Santa Sede alle esposizioni internazionali non è certo una novità: da Pio IX a Benedetto XVI, la Santa Sede, attraverso queste occasioni, ha voluto far sentire la sua voce sulle questioni cruciali come l’organizzazione politica del pianeta, il futuro delle risorse, il tema della pace, la difesa dei diritti sociali o la trasformazione dei ruoli dentro la società. Negli ultimi decenni le expo sono diventate luoghi di riflessione, sottolineando la necessità di una convivenza tra i popoli sempre più profonda, strutturata e armoniosa. Non solo, la Santa Sede attraverso l’Expo ha la possibilità di utilizzare il linguaggio estetico, attraverso i capolavori artistici che la fede cristiana ha saputo generare.

Il concept: Non solo Pane. Alla tavola di Dio con gli uomini

Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. È da questa frase del Vangelo che si sviluppa il messaggio della Santa Sede, che vuole concentrare l’attenzione dei visitatori sulla forte rilevanza simbolica del cibo, da sempre oggetto di riti, simboli, racconti, calendari e regole ma anche strumento fortemente identitario e capace di costruire relazioni con il mondo, il creato, il tempo e la storia. Attraverso il suo Padiglione la Santa Sede vuole inoltre offrire uno spazio di riflessione attorno alle problematiche che ancora oggi sono connesse all’alimentazione e all’accesso al cibo, mettendo in luce come il nutrire sia al cuore dell’esperienza cristiana e della riflessione culturale e spirituale che ha generato dentro la storia: “È uno scandalo che ci sia ancora fame e malnutrizione nel mondo! Non si tratta solo di rispondere a emergenze immediate, ma di affrontare insieme, a tutti i livelli, un problema che interpella la nostra coscienza personale e sociale, per giungere ad una soluzione giusta e duratura”. Così dichiara Papa Francesco.
La sfida della fame e della malnutrizione non ha solo una dimensione economica o scientifica, che riguarda gli aspetti quantitativi e qualitativi della filiera alimentare, ma ha anche e soprattutto una dimensione etica ed antropologica. Educarci alla solidarietà significa allora educarci all’umanità: edificare una società che sia veramente umana vuol dire mettere al centro, sempre, la persona e la sua dignità, e mai svenderla alla logica del profitto”. Da una parte, dunque, si vuole contrastare la tentazione di ridurre l’uomo ai soli bisogni fisici e materiali. Dall’altra si vuole rilanciare l’idea che l’azione del nutrire, intesa in modo integrale, è lo spazio che Dio ha istituito per educare gli uomini e per incontrarli.

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Il Padiglione: il chiostro

L’aspetto complessivo è quello di un blocco costituito da un unico materiale, quasi fosse una pietra, che trae ispirazione dall’architettura conventuale, dal chiostro: lo si vede dalla forma della parete nord, modellata da due sezioni di arcata, a tutto sesto e a sesto acuto, dalle quali emerge, come da una spaccatura della roccia, la vegetazione che cresce sul tetto. Si è dunque voluto evitare di renderlo simile a una chiesa, infatti sulle pareti esterne mancano del tutto elementi esplicitamente cristiani. Il messaggio cristiano è invece affidato a scritte in acciaio poste sulla facciata e sulle pareti esterne con le parole “non di solo pane” e “dacci oggi il nostro pane”, tradotte in 13 lingue. In tutto questo la parola d’ordine della progettazione, effettuata dagli architetti dello studio milanese Quattroassociati, è sobrietà: il padiglione della Santa Sede è uno dei più piccoli tra quelli presenti a Expo (la base è di 15 per 25 metri, alta 15).

Percorso espositivo

Situato in posizione centrale, quasi fosse il punto fermo attorno a cui ruotano le aree espositive delle altre nazioni, al padiglione vi si accede da un’entrata caratterizzata da una enorme vela gialla in tessuto. Il percorso comincia dal Prologo (attesa fuori dal padiglione) dove i visitatori verranno accolti dai volontari, per poi continuare con l’osservazione della facciata esterna e delle scritte in tredici lingue. Questo è il momento dell’Ascolto della creazione. Da questo momento si pone l’attenzione sul cibo con i temi: La globalizzazione dell’indifferenza (cibo e relazioni) e Nutrirsi di Cristo (cibo e corpo). Una volta dispiegati tutti i significati concettuali, si passa nel campo dell’esperienza: l’invito è di passare dalla conoscenza all’esperienza personale attraverso i temi Educarsi all’umanità e La carità come principio. Il visitatore a questo punto è sulla porta di uscita del Padiglione. Qui vengono proiettati tre video: il primo raffigura in modo accelerato le immagini del percorso che il visitatore ha compiuto, il secondo ordina e ripresenta gli esiti dell’interazione e il terzo mostra le opere di solidarietà e carità in campo alimentare e della nutrizione che la Chiesa realizza in giro per il mondo. Giunti sulla soglia i volontari salutano i visitatori. Ed è il momento del Congedo.

http://www.expoholysee.org

a cura di Annalisa Zordan

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