Parigi primo novecento. Il salotto di Gertrude Stein è rifugio dei maggiori artisti e scrittori dell'epoca. Luogo d'incontro e di ristoro grazie anche ad Alice B. Toklas, cuoca e intellettuale che ci racconta un'epoca e la sua straordinaria vicenda personale attraverso le pagine di un ricettario inconsueto.
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C’è la ricetta della Minestra di alloro di Dora Maar (una delle infinite varianti dell’“acqua cotta”) e quella degli Gnocchi alla romana secondo Fernanda Pivano, ma pure le Mele glassate di Cecil Beaton e decine di altri consigli. Raccolti in un capitolo specifico intitolato semplicemente Ricette di amici.

Responsabile della collazione (con due L), Alice B. Toklas, storica compagna di Gertrude Stein e animatrice – in specie per le sue straordinarie e raffinatissime doti culinarie – di un cenacolo parigino dove, intorno alla coppia, si radunava la crème degli americani in Francia e pure la comunità artistica più d’avanguardia, Picasso in testa (in onore del quale viene “inventato” l’omonimo branzino; anche se “il solo pittore da cui ebbi mai una ricetta fu Francis Picabia, e, anche se si tratta semplicemente di un piatto di uova, è all’altezza della fama del suo creatore”).
La Toklas ha così costruito una sorta di biografia scandita da piatti e preparazioni, da creme e dolci, da paste e cotture. In altre parole, aneddoti e tranche de vie abbondantemente innaffiati da succulente e talora elaboratissime ricette, da lei stessa concepite o carpite ai migliori chef dell’epoca o ancora scovate sulle pagine di personaggi come Stephane Mallarmé o Josephine Baker. Dando vita a un libro che ha il suo maggior pregio nell’essere difficilmente collocabile e definibile.

Insomma, non un banale ricettario di quelli che infestano le librerie degli Autogrill, ma un volume in cui l’autrice è molto francese, intendendo con quest’ultimo termine nel senso che la stessa Toklas specifica: “I francesi hanno un modo tipicamente francese di accostarsi al cibo; mettono, nel considerare l’importanza della buona cucina, lo stesso rispetto, impegno, intelligenza e interesse che riservano alle altre arti, alla pittura, alla letteratura e al teatro”. E così può capitare che addirittura i pesi si ribaltino: “Dopo aver gustato il primo ineffabile gazpacho a Malaga e un secondo, completamente diverso ma altrettanto delizioso, a Siviglia, ottenere le relative ricette diventò una questione indubbiamente molto più importante di tutti i Greco e gli Zurbarán, di tutte le cattedrali e i musei”.

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I biscotti di Baudelaire | Alice B. Toklas | Bollati Boringhieri | pp. 234 | prezzo 16,50 euro

a cura di Marco Enrico Giacomelli