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Presentare e promuovere l’eccellenza italiana attraverso la valorizzazione dei prodotti IGP nella grande distribuzione: è questo l’intento dell’iniziativa che ha visto come protagonisti mele e speck Alto Adige IGP e collocata nell’ambito del progetto UE “La

nuova

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sicurezza alimentare europea –proseguimento”.

 

Una vasta operazione di promozione ha infatti avuto luogo nei mesi di marzo ed aprile in numerosi punti vendita delle catene Esselunga e Il Gigante su tutto il territorio nazionale, concentrandosi soprattutto al nord, con l’obbiettivo, attraverso degustazioni e distribuzioni di schede dettagliate, di informare il consumatore sul significato che si cela dietro al marchio IGP e sul perché questo sia garanzia di qualità.

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Mele e speck sono due prodotti che insieme al vino portano in se la tradizione di un territorio, la sua cultura e l’impegno nel mantenere una filiera produttiva il più limpida possibile.

 

Il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) certifica tutto questo e garantisce al consumatore finale la certezza di acquistare un prodotto sano e dalla certa provenienza, che è stato sottoposto a scrupolosi controlli prima di essere immesso su mercato e che è stato prodotto seguendo rigide discipline nel rispetto delle antiche tecniche di lavorazione.

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Le mele altoatesine, si legge nella guida Qualivita, hanno alle spalle una lunga storia che risale addirittura ai tempi di Carlo Magno. L’imperatore, narrano le cronache del tempo, ghiotto di questo frutto ne ordinò la coltivazione su vasta scala. Ancora oggi la zona di produzione comprende ben 72 comuni della Provincia di Bolzano con circa 40 varietà.

Grazie alla sua versatilità, questo frutto è entrato nelle cucine con i più vari impieghi. Solo per citare qualche esempio, la mela è l’ingrediente principale intorno al quale ruotano i dolci sapori dello Strudel e al contempo un’ottima variazione d’accompagnamento per piatti a base di carne suina e cacciagione.

 

Lo Speck non è da meno. La sua storia risale ai tempi delle invasioni longobarde. Di un particolare e innovativo metodo di conservazione, combinando affumicatura e asciugatura all’aria, si parla già nel Duecento. Questa tecnica permetteva non solo di mantenere al meglio la carne, ma soprattutto di esaltarne i sapori. Salatura, affumicatura e asciugatura divennero ben presto oggetto di veri e propri studi, con tanto di ricette segrete. Il risultato dei giorni nostri è quindi un affinamento durato centinaia di anni che il marchio IGP controlla, garantisce e protegge.

 

Saverio De Luca

24/04/2012