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Un modo efficace per combattere gli sprechi e aiutare le persone in difficoltà: questo il fine di molte iniziative locali della grande distribuzione, soprattutto da parte di aziende e consorzi che fanno della responsabilità sociale uno dei caratteri distintivi. Si chiama Brutti ma Buoni, come i famosi dolci lombardi, l'iniziativa d

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i Coop Adriatica, la cooperativa di consumo operante nelle regioni bagnate dall’Adriatico centrale e settentrionale. Il nome rende benissimo il concetto: confezioni danneggiate, o vicine al giorno di scadenza, contenenti prodotti assolutamente sani, vengono raccolte settimanalmente dalle associazioni di volontariato. Ogni anno si aggiungono alla lista di Coop Adriatica nuovi punti vendita che aderiscono all’iniziativa e cresce anche il numero di onlus che raccolgono gli alimenti soprattutto a favore di persone in difficoltà economiche, anziani e disabili. Brutti ma Buoni funziona, e i dati lo confermano: nel 2011 sono state donate 975 tonnellate di alimenti, pari a 5.300 pasti al giorno, per un valore di 4,5 milioni di euro. L’iniziativa è nata nel 2003 dalla collaborazione fra Coop Adriatica e la facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. 

 

Gli stessi studenti bolognesi sono gli ideatori dell’iniziativa Last Minute Market, a cui aderiscono tutte le otto cooperative associate a Conad. Anche qui vengono raccolti i prodotti invenduti, ma identici nella sostanza a quelli ancora sugli scaffali, e donati alle associazioni del territorio che preparano pasti caldi o borse alimentari per i più bisognosi.

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Caterina Pamphili

18/01/2012