È fatta, sono scesi in campo trasformandosi da partecipanti a organizzatori. Parliamo degli chef che, non paghi di essere le nuove guest star di manifestazioni gastronomiche, programmi tv, riviste di ogni genere, hanno saltato il guado e si sono assunti in prima persona il compito di organizzare, promuovere, decidere.
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Appena archiviata Festa a Vico, la prima e la più nota tra le manifestazioni nate dall’intraprendenza di uno chef, ci troviamo in una gimcana di eventi che, uno dietro l’altro e a volte contemporaneamente, vedono impegnati cuochi e ristoratori in veste di organizzatori.

Gli eventi sul cibo si moltiplicano. Ma se ne sentiva l’esigenza? Fausto Fratti (patron del Povero Diavolo e organizzatore di Spessore insieme a Pier Giorgio Parini) è perentorio. No, o almeno non sempre. “Ormai chiunque si sveglia fa una manifestazione. Ilproblema non è quante se ne fanno, ma come e perché.Servirebbe qualcuno capace di raccontare con chiarezza e distinguere un bell’evento da uno standard e uno civetta. Ma chi? Si sono lasciati prendere la mano tutti: cuochi, blogger, critici”. In sintesi: servono meno eventi improvvisati e con più valore. Della stessa idea, Cristiano Tomei: “Ci sono tanti eventi: le vetrine, quelli con un forte ritorno economico, e così via. Bisogna riconoscere quelli evitabili e rinunciare a qualcosa a favore del cliente che viene al ristorante e vuole stringerti la mano”.Aggiunge Fratti: “si dovrebbe produrre un manuale di partecipazione alle manifestazioni. Ed educare anche il consumatore finale”

Gli obiettivi

Ma qual è il senso di eventi del genere? “Alcuni sono un modo di promuovere il proprio locale” dice Fratti “perché indirettamente si parla anche del luogo che li organizza. Dovrebbero far capire alla gente la differenza tra un posto e l’altro. Ci aspettiamo che la gente venga e apprezzi quello che abbiamo fatto, e capisca quello che c’è dietro”. Cambiano le misure ma non le aspettative: “speriamo che il pubblico incontri uno chef, un produttore, un artigiano, sotto il tendone o fuori, che si incuriosisca, perché in ogni piatto c’è il racconto di un territorio, del lavoro di una persona e di un mondo” dice Enrico Vignoli, nell’organizzazione di El Mani. “L’altro anno abbiamo avuto 60mila presenze, con questi numeri hai il foodies che viene apposta, il riminese a passeggio e il romagnolo in vacanza: devi andare incontro a tutti ma puoi anche educarli. Dire: ‘guarda sei in un tendone da circo, questa è la Romagna, questo è il nostro lavoro, se vuoi ti porto a conoscere i produttori’ e farlo nel modo più libero”. Tornare alla condivisione è l’obiettivo di Tomei: “Penso che un viaggio nel gusto e nel piacere di stare insieme sia il futuro di un certo tipo di eventi. Senza troppa filosofia. Libertà è partecipazione, diceva Gaber e vorrei far partecipare tutti” e aggiunge “questo mondo deve imparare a prendersi meno sul serio, il cibo tornare una cosa semplice e immediata, senza protagonismi. Le feste servono per stare insieme punto e basta”.
Un altro approccio è quello espresso di Vinòforum che nasce come un grande evento di impronta commerciale, un villaggio del vino e del cibo all’interno delle manifestazioni estive romane, e che negli anni ha saputo cresce in termini di numeri e qualità, anche grazie alla regia, per quanto riguarda tutta la parte del food, di Arcangelo Dandini: “oste e padrone di casa” nel ciclo di cene gourmet Cantine da chef. “L’obiettivo era creare una proposta cibo di livello senza cambiare la natura democratica della manifestazione. Quindi siamo riusciti a organizzare un calendario di cena a 50 euro: 3 piatti e tre vini in abbinamento, la presenza di critici e giornalisti di settore ad accompagnare le serate”. Un obiettivo centrato anche dai temporary restaurant che propongono assaggi d’autore a prezzi calmierati. E così per le pizzerie con il meglio dell’arte bianca italiana. “E poi ci divertiamo molto”.

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I costi e gli sponsor

Quello dei finanziamenti è un argomento delicato: “l’aspetto economico è il più difficile da affrontare” dice Fratti“le amministrazioni locali non sono interessate a investire, ci sostengono gli abitanti di Torriana e, per Scorticata, alcuni produttori. Noi con 30-40 ospiti a sera copriamo le spese. L’organizzazione di un evento come Festa a Vico è incredibile. Noi non possiamo permettercelo, non abbiamo sponsor. Queste cose andrebbero sostenute, promosse, ma nel nostro paese non è così ”. Situazione opposta per Al Meni “L’amministrazione di Rimini investe molto su turismo, cultura e divertimento, è la città della Fiera del wellness e la Notte Rosa. Le istituzioni locali sono una interfaccia attiva, soprattutto per la logistica e comunicazione” dice Enrico Vignoli, collaboratore di Massimo Bottura e anima del Postrivoro. Insieme a loro diverse realtà: il Comune di Rimini, Chef to Chef, Slow Food Emilia Romagna, Enoteca Regionale e Andrea Petrini.
Dentro l’amministrazione e fuori gli sponsor per Fudstock, la festa voluta da Cristiano Tomei, Lido Vannucchi e Croco e Smilace. “Il comune di Camaiore ci ha dato tutto quel che ha potuto, sono stati molto disponibili e di questi tempi è difficile. Ma abbiamo cercato di non coinvolgere sponsor, intanto perché oggi è complicato anche quello, e poi perché non volevamo essere condizionati nessuno. Chi partecipa lo fa in termini di volontariato. Il ricavato dei ticket per il cibo serve per le spese vive e non è detto che non ci si debba mettere del nostro”.

Le differenze

Volevamo una manifestazione diversa da tutte le altre” dice Fratti. Diversa anche da Scorticata che, sempre in combinata con lo chef Pier Giorgio Parini, si organizza a Torriana a luglio. “Chi viene qui viene armato solo dei propri coltelli, non sa cosa troverà in dispensa e dovrà decidere alle 10 del mattino cosa preparare alle 20. Per noi è l’unico modo per mettere alla prova la capacità e l’apertura mentale dei giovani chef che lavorano insieme a gruppetti di 3. Non è la solita manifestazione o congresso in cui il cuoco arriva con tutto già pronto o dove lo chef arriva e fa una comparsata:se invito un cuoco mi piace starci assieme e che sia disponibile a stare con gli altri. Un incubatore di idee, tanto è vero che “Al Meni nata nei tre giorni di Spessore” dice Enrico Vignoli “quest’anno si è ampliato nei numeri e nella durata, con tanto di dj set di Massimo Bottura”.
Fudstock invece nasce da un gruppo di amici con la voglia di fare una festa aperta a tutti.
La nostra è una festa” dice Tomei “non è la gara a chi ce l’ha più lungo, nessuno vuole portare il piatto o il prodotto dell’anno, ma solo stare insieme e divertirsi, senza troppe storie. È una sagra con ai fornelli qualcuno di più capace del solito: compri il tuo ticket e vai al banchetto che ti interessa. Non è che il produttore che chiama lo chef gli dice di fare un piatto e poi arriva il giornalista. Ognuno prepara quel che vuole, c’è una griglia di 7 metri, fuochi e forno”. E poi c’è il paesaggio: l’uliveto, il bosco, i profumi e gli odori, da un lato si vede il mare dall’altro la vallata. E lo spazio ridotto che spinge alla condivisione. “La zona è molto bella, ma ancora poco conosciuta, il livello della cucina sta crescendo. Era giusto condividere questo con altre persone, in modo un po’ anarchico. Questo è un investimento per la nostra vita, e per me è una soddisfazione già portare tante persone qui, nel paese in cui è nato mio padre, tra Lucca e la Versilia. Un paesino di 40 abitanti… Poi magari ne esce un format replicabile in altri posti simili, chissà“.

Vinòforum 2015 | Roma | dal 12 al 21 giugno 2015 | www.vinoforum.it  | Per leggere Vinoforum torna a Roma con 15 grandi chef e 2500 etichette clicca qui
Spessore 2015 | Torriana (RN) | dal 16 al 19 giugno 2015 | http://www.ristorantepoverodiavolo.com/spessore-2015 | 
Per leggere C’è Spessore 2015 al Povero Diavolo di Torriana. La cucina italiana giovane e moderna a raccolta da Piergiorgio Parini clicca qui
Al Meni | Rimini | dal 19 al 21 giugno 2015 | www.almeni.it
Fudstock | Migliano (LU) | il 28 giugno 2015 | www.fudstock.it

a cura di Antonella De Santis

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