Si rivolge ai ristoratori in Italia e all'estero, ovunque ci sia un menu da leggere e un potenziale numero di clienti stranieri che potrebbero non avere familiarità con la lingua: Smart Hamster traduce i nomi dei piatti, aggiunge informazioni, facilita le comande. Lo hanno appena lanciato due italiani. Ecco come funziona.
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Viaggiare oggi non è più così elitario, complici le compagnie aeree low cost, la possibilità di tagliare i costi delle agenzie e l’avvento di siti come Booking.com, Airbnb o Couchsurfing che garantiscono soggiorni a prezzi molto più convenienti di un tempo. Peccato però che molti, una volta superato il confine di casa propria, non sappiano la lingua del paese che si apprestano a visitare. E, tra le varie difficoltà che si incontrano in casi del genere, quanto è fastidioso sedersi al tavolo di un ristorante, consultare il menu e non capirci nulla affidando la propria scelta alla fortuna? Due giovani fiorentini, che per ora vogliono rimanere in anonimato, hanno risolto il problema. La start-up in questione è Smart Hamster e il servizio che offre l’hanno chiamato Smart Menu. Ecco perché.

Che cos’è Smart Hamster?
È l’azienda che ci ha permesso di lanciare Smart Menu. Ovviamente non ci fermeremo qui.

Che cos’è Smart Menu?
È il servizio che traduce il menu di un ristorante in tutte le lingue più conosciute, inviando la traduzione professionale direttamente ai dispositivi dei clienti, senza l’ausilio di tablet o quant’altro. Con Smart Menu il ristoratore non deve far altro che fornirci il proprio menu. Punto.

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Come e quando è nata l’idea?
Tre anni fa: quando andai in Germania a trovare mia sorella, mi resi conto che la maggior parte dei ristoranti aveva il menu solo in tedesco, così si finiva sempre con l’ordinare i soliti piatti noti per paura di fare la scelta sbagliata. Solo quando la soluzione tecnica a questo problema era alla mia portata, ho concretizzato l’idea di un traduttore di menu insieme al mio amico e collega.

Come funziona esattamente?
Noi inviamo al ristorante un pacchetto di segnalibri con dei QR Code diversi per ogni tavolo, quindi legati al tavolo e non alla lingua del cliente, creando così una sorta di banca dati grazie alla quale sappiamo esattamente la nazionalità dei clienti, i piatti che hanno scelto e l’ora in cui hanno pranzato o cenato. Questi dati servono a noi e al ristoratore per delle statistiche utili in futuro. Per quanto riguarda il cliente, una volta scansionato il QR Code con il suo dispositivo, sceglie la sua lingua e seleziona i piatti che vuole provare. Quando preme il tasto “invia menu”, compare il resoconto nella lingua prescelta e in quella del cameriere, il quale raccoglierà i dati.

Quanto costa il servizio al ristoratore?
Ci sono tre pacchetti. Il pacchetto base (Lunch Box) costa 29,99 € al mese e, oltre alla traduzione del menu, comprende lo sticker “Freddy” per la vetrina e l’applicativo gestionale in-cloud: il ristoratore ha un suo profilo e tramite questo può modificare il menu aggiungendo una descrizione schematica dei piatti (grado di piccantezza, gluten free o no, vegano, vegetariano..). Quello che consente al ristoratore di decidere il layout del menu, magari integrando la descrizione dei piatti con delle foto, viene 39,99 €, mentre il pacchetto Gourmet costa 69,99 € per il fatto che diamo la possibilità al cliente di ordinare direttamente dal suo dispositivo. In questo caso è inclusa la stampante che invia direttamente in cucina le comande. In realtà quest’ultimo pacchetto l’abbiamo pensato prevalentemente per gli alberghi e le ordinazioni in camera, ma è un servizio che proporremo più avanti.

Al cliente?
È totalmente gratuito.

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Come reagiscono i ristoratori alla vostra idea?
Rimangono piacevolmente sorpresi.

Quanti e quali ristoranti hanno aderito?
Stiamo pubblicizzando il servizio da nemmeno due settimane quindi i numeri non sono grandi, comunque stiamo seguendo dei ristoranti a Firenze e siamo in trattativa con dei locali a Milano, in vista dell’Expo, e a Londra, dato che mi capita di andarci spesso per lavoro.

Cosa ci guadagnano i ristoratori?
Per ora non promettiamo di incrementare il numero di clienti ma sicuramente se una persona comprende il menu al 100%, sarà predisposta a ordinare più portate. Se io capisco il menu ordino più cose.

Come vi siete finanziati inizialmente?
Con i nostri risparmi.

Che problematiche avete dovuto affrontare?
Probabilmente il dover fare tutto da soli per paura che ci rubassero l’idea. Poi però, dato che siamo dei tecnici, ci siamo dovuti appoggiare a un’agenzia di comunicazione per realizzare tutta la parte grafica e per renderla appetibile.

Progetti futuri?
Confidando nella diffusione di Smart Menu stiamo ultimando un’app che consente all’utente di conoscere preventivamente, magari prima di partire per la vacanza, quali ristoranti sono nostri affiliati. In questo caso per il ristoratore ci sarà anche un incremento di clienti.

www.smarthamster.com

a cura di Annalisa Zordan

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