Street food italiano nei mercati di Londra. Il fritto misto di Cristiano e Marcello

19 Gen 2016, 16:46 | a cura di Michela Becchi

Un food truck in giro per i mercati e i diversi eventi di Londra, e non solo. Fried and Wine porta in il gusto del made in Italy nelle più grandi città inglesi. La loro specialità? La frittura.

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L'idea e l’offerta

Deve ancora compiere un anno, il banco itinerante di Cristiano Maddaloni e Marcello Verdone, presente a molti degli eventi di street food di Londra e delle altre città britanniche. Tutto ha inizio a marzo 2015, momento in cui prende vita un progetto nato dalla nostalgia per la cucina di casa, quella campana. “Siamo entrambi appassionati di cucina da sempre”, racconta Cristiano, “e in particolare ci piace sperimentare le diverse offerte del cibo da strada”. Escludendo la pizza, che è oramai patrimonio gastronomico del mondo intero, i due ragazzi si rendono conto che nella City mancano gli autentici sapori di Napoli. Come quello del cuoppo, tradizionale “cono di carta paglia che fa da contenitore ad una frittura di calamari, gamberi e bianchetti”. Un furgoncino, una buona friggitrice, materie prime fresche e tanta voglia di condividere con un pubblico internazionale il gusto di casa. Questi sono gli strumenti con cui Cristiano e Marcello hanno iniziato la loro avventura fra fiere e mercati. Fra gli eventi maggiori, ci segnalano Foodies Festival e BBC Food Festival.

Piatto principale è dunque il cuoppo di pesce, servito in abbinamento al Prosecco, "generalmente utilizziamo Mionetto, che ha un ottimo rapporto qualità/prezzo". Ne esiste, inoltre, anche “una versione di terra, a base di verdure, crocchette di patata e zeppoline”, tipiche frittelle di pastella. Ci sono poi le pizzelle fritte – immancabili per uno stand campano che si rispetti – con pomodoro San Marzano e mozzarella di bufala; infine alici e polipetti fritti. Tutto il pesce proviene dai banchi del Billingsgate Fish Market , “il principale punto di riferimento londinese per il pesce fresco”.

Burocrazia: permessi, tempi, regole

Non operiamo in un mercato fisso, ma giriamo per l’Inghilterra fra i vari food festival”. Tanti i banchi visitati e i mercati che li hanno ospitati saltuariamente. Il miglio? “Borough Market, il più completo nell’offerta e nella qualità dei prodotti”. Per lavorare nel settore dello street food a Londra – ormai lo sappiamo – occorre richiedere i permessi e seguire ferree regole di igiene. “La burocrazia inglese è molto più snella rispetto a quella italiana. Noi italiani siamo abituati a tempi e procedure completamente diversi, molto più lenti”.

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I permessi si ottengono per la maggior parte via internet, “la nostra società è stata creata online, a un prezzo molto ragionevole”. Circa 100 sterline per i permessi di vendita, “ottenibili solamente dopo un corso di formazione online e il conseguimento della certificazione HACCP”. La società va registrata presso il quartiere di appartenenza e i responsabili della zona effettuano i controlli periodici, “verificando che le condizione igieniche dell’attività soddisfino i requisiti richiesti”. I controlli di routine vengono poi ripetuti durante i vari eventi, “in cui principalmente vengono analizzate la freschezza degli alimenti e la manutenzione delle attrezzature”.

Progetti futuri

Un’attività in continuo movimento, ma che potrebbe presto stabilizzarsi in un luogo fisso con l’apertura di un punto vendita. “Ci piace girare per le varie città e le diverse aree di Londra”, commentano i ragazzi. “Ma fra i nostri progetti futuri c’è quello di rafforzare il brand Fried and Wine, e vorremmo farlo attraverso una sede stabile”.

Fried and Wine | Londra | www.facebook.com/friedandwine/?fref=ts

 

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a cura di Michela Becchi

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