Progettate una visita al Taste of Roma? Dopo la nostra visita di ieri abbiamo stilato un piccolo vademecum per superare indenni la prova del Taste. Tanti piatti, tantissimi sapori, incontri, assaggi, scoperte imperdibili o meno. Ma c'è un modo per vivere più facilmente il Taste. Ecco come.

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1. A che ora?

I giardini pensili dell’Auditorium sono grandi, molto più di quel che possiate immaginare ma l’affluenza a questo evento anche. Molto, molto di più di quel che pensiate. Significa migliaia di persone, ventimila nel 2014. Se non siete amanti dei bagni di folla e delle file di 45 minuti per assaggiare un pur straordinario gnocco griffato Cristina Bowerman, scegliete le partenze intelligenti. Non siete a pranzo dai vostri suoceri, quindi preferite i fuori orario. I migliori? Prima di cena e dopo pranzo, intorno alle due e mezzo. Dovreste salvarvi, a meno che tutti non facciano lo stesso ragionamento. Se siete degli inossidabili abitudinari, che non possono rinunciare alle comodità di un pranzo tradizionale, in orari consoni, seduti e con apparecchiatura e piatti di sostanza, evidentemente questo non è il posto per voi. Qui si viene per assaggiare e curiosare. Lasciatevi andare!

 

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2. Studiate

Ci sono diversi punti in cui ricaricare la card con cui acquistare i piatti, negli stand di enoteca Trimani nell’intera area del Taste. Una volta ritirato il kit per vivere la rassegna, non vi affollate al primo desk accanto a quello in cui si prendono bicchieri, ma individuate quello più vicino a voi. Un po’ ovunque troverete dei pieghevoli: non ignorateli, vi saranno preziosi. C’è la piantina con indicati tutti gli stand e l’elenco ristoranti con i relativi piatti. Quando qualcuno vi dirà di provarne assolutamente uno, saprete raggiungerlo a colpo sicuro senza girare a vuoto per decine di minuti. Trovate un minuto libero e fate un elenco di piatti che volete assaggiare. Potete anche seguire un filo conduttore, i percorsi sono pressoché infiniti, per genere o per ingrediente, per esempio paste ripiene (il raviolo al vapore di Marco Martini, quello di mare di Angelo Troiani, quelli con sugo di castrato di Riccardo Di Giacinto, i tortelli di grano arso di Stefano Marzetti o gli agnolotti di Lele Usai), gamberi rossi, tartufo, ma anche piatti ormai storici (la battuta di gamberi di Alba Esteve Ruiz), nuove creazioni e così via. Oppure andate a mano libera e lasciatevi sedurre da quel che vedete passare.

 

3. Tanta fame?

Se avete un appetito robusto sappiate che qui le porzioni sono da assaggio, come si desume dal titolo della rassegna. Significa che la pasta sarà di certo meno di 50 grammi, i ravioli potrebbero essere tre di numero, il merluzzo giusto un trancetto, per non parlare della battuta con il caviale di Heinz Beck. Questo proprio per lasciare la possibilità di provare più cose. Inutile quindi strabuzzare gli occhi: sono taste, assaggi, e così sia. Ma attenzione a non sottovalutare il potere saziante dato della varietà di gusti. Vi parrà di non aver mangiato niente e, allo stesso tempo, di essere sazi. Tanti sapori saturano, è bene saperlo. Provate a infilare, uno dietro l’altro, la capacanta in tempura al nero con latte di cocco e guanciale di Andrea Fusco, lo spaghetto con telline gelato di pomodoro amaretto di Fiuggi e harissa di Giulio Terrinoni e polpo alghe radici e blend uma.-mia di Francesco Apredda e poi ci direte. Non avventatevi con ingordigia sul primo piatto che vi sembra più robusto, ma lavorate di fino. Prendete un amico, o anche due, e girate con loro dividendo gli assaggi. Visto che mai e poi mai avrete la sensazione di cenare realmente come dopo 120 grammi di pastasciutta e pollo con patate, tanto vale ridurre ulteriormente le porzioni e lasciarsi sedurre dalla gola. Dividete e ottimizzate. E poi nessuno vieta di riprendere un piatto che è piaciuto particolarmente se volete goderne ancora e da soli.

 

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4. Costi

Condividere gli assaggi con qualcuno è utile anche perché, se volete assaggiare 5-6 cose e magari accompagnarle con un paio di bicchieri di vino, la cifra potrebbe superare tranquillamente i 45 euro cui bisogna aggiungere i 16 di ingresso. Non è poco, in effetti. Ecco un altro motivo per dividere con qualcuno: non avrete certo più fame per un agnolotto di meno mentre il conto finale, a parità di prove, potrebbe essere considerevolmente più basso. Attenzione poi ai piatti marchiati World of Taste: sono più costosi, 10 euro l’uno. Anche se spesso li valgono davvero tutti come il cevice di Roy Caceres da Metamorfosi. Mettete anche in conto che potreste, eventualmente, desiderare un panino con il prosciutto per fermare il girotondo di sapori. Comunque lo stand di un produttore di porchetta di Ariccia c’è.

 

5. Sete e affini

Altra conseguenza del turbine di assaggi è la sete. Feroce. Avrete la necessità di ripulire la bocca. Bottigliette a go go, ovviamente, ma non dimenticate la Casa dell’acqua da poco inaugurata all’Auditorium, proprio di fronte alla biglietteria di Taste. È uno dei chioschi verdi di forma esagonale, sorta di fontanelle hi tech che fornisconogratuitamente acqua di ottima qualità, fresca, naturale e frizzante. È il momento di rispolverare la vecchia abitudine di portare sempre con sé un bicchiere o una .Soddisfatta la sete, pensate ai vini. La proposta conta più di 50 etichette divise per generi per agevolare la scelta: spumeggianti, cristallini, colorati scelti proprio per accompagnare i piatti. In particolare, per le 12 ricette World of Taste, c’è un abbinamento ad hoc studiato da Trimani, Leggete, chiedete, studiate. Per gli amanti del bere miscelato si trovano anche cocktails.

 

6. Che stanchezza

Sembrerà un’ovvietà, ma lasciate l’abito di gala (e le scarpe!) per altre occasioni e se potete, non appesantitevi con zaini e borse da sollevamento pesi. Qui si cammina, e tanto, ci si siede poco, più spesso ci si appoggia giusto il tempo per finire il proprio piatto. Insomma, è una prova che richiede anche un bell’allenamento fisico. Non aumentate il livello di difficoltà… a meno che non abbiate questo come obiettivo primario.

 

7. Gli altri

Leggete tutto, ma proprio tutto il programma. Perché oltre ai ristoranti con i loro stand e il menu, ci sono molte altre cose da scoprire e provare, tante attività (alcune a pagamento o su prenotazione): il blind taste con Leffe con percorsi sensoriali bendati, le degustazioni con Trimani che promettono di far conoscere grandi vini in mezz’ora, il brunch di sabato e domenica, le Sensational Dinners extralusso di Krug, gli showcooking nei corner Elettrolux, le lezioni di cucina e così via. E poi non sottovalutate gli altri corner di prodotti e produttori che possono riservare sorprese davvero interessanti. Tra questi l’Oyster Oasis: oltre una dozzina di tipi diversi di ostriche tra cui scegliere, percorsi di degustazione di diverse varietà, anche in abbinamento a un calice. Ma non limitatevi agli assaggi comparati: Corrado Tenace è uno dei grandi nomi del settore, vale davvero la pena di concedersi una pausa per ascoltare le sue spiegazioni, è un’occasione preziosa per approfondire questo mondo e capire le differenze tra i diversi tipi di ostriche. Potreste conoscere poi aziende che lavorano lumache, fiori edibili e altre erbette solitamente introvabili. Fine corsa, gradite un caffè? Curiosate al caffè delle meraviglie con Musetti. Un viaggio per scoprire i molti volti di questa bevanda: le storie, le aree geografiche, le miscele, e le altre tradizioni. Per farla finita con la convinzione, tutta sbagliata, che il caffè sia solo uno, il nostro espresso.

 

Taste of Roma 2015 | Roma | Auditorium Parco della Musica | viale Pietro de Coubertin, 30 | dal 17 al 20 settembre 201 | ingresso: 16 euro | tel. 06 80241281 | www.tasteofroma.it

 

a cura di Antonella De Santis

foto di Andrea di Lorenzo

 

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