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Uno strategico villaggio della spesa spalmato su 5000 mq di spazio, 103 banchi dal design immacolato, 2.550 mq di percorsi pedonali e spazi pubblici. Ci sono tanti motivi per visitare il nuovo mercato di Testaccio a Roma, di fronte all’antico Monte dei Cocci. E’ un progetto avveniristico (firmato dall’architett

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o Marco Rietti), con pannellature traforate a tetto e i corridoi di apertura sui quattro lati dove poter passeggiare con tutta la famiglia, e uno spazio dove frutta e verdura, polli, pesce, i prodotti caseari e il forno del pane convivono con il design. 

 

 

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Sì, perché i nuovi concept box del mercato, bianchi e minimalisti nella loro struttura, hanno ispirato l’apertura di nuove botteghe per tutti quei foodies che, oltre al cibo, vogliono anche portare quel tocco in più a tavola. E così mentre Milano espone il mercato internazionale del design, Roma risponde con il design al mercato. Due indirizzi tra tutti: il box di arredo e accessori vari per la casa di Massimiliano Rubcich con il suo 20MQ e lo Lo spaccio di Testaccio, di Emanuela Comignani.

 

 

Il primo risponde a richieste del tipo: “due chili di carciofi, un po’ di prezzemolo e mi aggiunga anche quella poltrona di Philippe Stark.  E già che c’é mi dia quel tavolino della Kartell che mio marito ne va matto”.  In vendita, articoli di ogni genere, dagli oggetti per la casa, agli oggetti di uso personale. Molti pezzi comprati all’estero e spesso non distributi in Italia, con un occhio particolare ai designer giovani che non hanno ancora un loro canale di distribuzione. In questo nuovo spazio potrete trovare di tutto: da divertenti lampade, vasi, tovagliette, e oggetti di tutti i tipi, ma anche magliette e gioielli, il tutto esposto su casse di legno proprio come nei banchi li accanto.

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Il secondo, si ispira ai complementi inglesi e olandesi. Il motto è vivere la casa con semplicità e calore. Il box sembra un negozio del centro, dal decor volutamente shabby. Pareti e pavimento grigio scuro, oggetti che sembrano usciti dalla soffitta o dalle cucine di una Parigi dimenticata. Ferro, ghisa, legno. Piatti e mestoli smaltati, alla maniera delle nonne, e tanti utensili per la casa dal sapore vintage.Una combinazione vincente di oggetti di uso quotidiano, per la cucina e non solo, selezionati con semplicità, senza mai perdere di vista la funzionalità e l’estetica.

 

 

Vi è venuta fame? Due i punti ristoro: “Mordi e Vai” di Sergio Esposito dove per 3 euro si imbottiscono panini con trippa alla romana, bollito o ancora verdure e pollo ovvero gastronomia da asporto con materie prime di eccellenza e cucina povera della tradizione romanesca rivisitata, e “Dess’art” di Costanza Fortuna. Una putia (in dialetto siciliano) ovvero un  piccolo negozio. In questo caso un mini laboratorio espresso di pasticceria dolce e salata (notevoli le brioche, granite, cannoli -rigorosamente riempiti al momento- e cassatine).

 

 

E se ancora non avete fatto la spesa ecco due indirizzi, prima di tornare a casa. Sartor, il prét-à-porter delle carni, di Daniele Sartor, dove signore esigenti, fanno lunghe file pur di portare in tavola i suoi piatti pronti ovvero alta gastronomia a cuocere e altri prodotti di macelleria e Mèlofish di Carmelo Calogero, il miglior pescato direttamente dal porto di Anzio.

 

Michela Di Carlo

19/11/2012

 

Mercato di Testaccio 

Ingressi da via Galvani, via Franklin, via Manuzio

Orari: dal lunedì al sabato 6:00 – 15:00