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L'ultima in ordine di tempo è stato il grido di Fabrizio Pagliardi della Barrique di Roma. Una "recensore esperto", Claudia7L di Roma, età 25-34, autrice di 32 recensioni su Trip, ha stroncato il locale di via del Boschetto affermando di aver mangiato delle "polpette alla romana" e che "Il menu del pranzo è vario ma le porzioni piccole e leggermente insipide". Fabrizio ha scritto a Tripadvisor dicendo che quel piatto lui non lo ha mai né fatto né messo in carta. Risponde Trip: "Abbiamo condotto un'indagine interna dalla quale è emerso che la recensione in questione è conforme alle linee guida per la pubblicazione sul nostro sito. Pertanto, la recensione non sarà rimossa".

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L’amara conclusione di Fabrizio (nella foto) è una provocazione che mette però in luce le ombre dell’anonimato e del sistema delle recensioni di Tripadvisor: “Ho capito che l’unica strada sono le recensioni fasulle per infognargli il sistema: da domani inizio con alcuni amici con una bella raffica di recensioni positive sui ristoranti dove abbiamo mangiato peggio negli ultimi tempi, tutti posti in cui siamo stati veramente per tanto saranno credibili“.

Ma quindi Trip è il demonio? O non sarà invece una mano santa?

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Un collega di Fabrizio, Alessandro Pipero (nella foto) patron del ristorante che porta il suo nome nell’Hotel Rex di Roma, quest’anno ha saltato le ferie grazie a Tripadvisor. E non è scontento di questo! “Beh, sì, in effetti Tripadvisor mi ha portato molti clienti, soprattutto stranieri e non posso davvero lamentarmi“. Pipero è al settimo posto nelle graduatorie del sito di schede online. “Già, e sopra di me ho solo pizzerie! Quindi sono contento. Certo, poi ci sono le incongruenze come due recensioni del tutto negative di cui però non si capisce nulla e che non citano nulla di ciò che è stato mangiato o bevuto. Però, è la vita!” 

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Ne cerchiamo un altro di ristoratore, un omone gourmet di Paestum, Raffaele Chiumento (nella foto) che insieme alla famiglia porta avanti una delle bandiere del mangiar bene della costa cilentana, Nonna Sceppa. Anche il suo ristorante è al settimo posto, su 38. Ha molte recensioni positive e la metà dei contributori lo considera “eccellente”. Lo sentiamo al telefono. “Se vuoi una persona che davvero non sopporta il sistema di Tripadvisor, lo hai trovato! Trovo la cosa indegna. Non a caso il governo francese è sceso in tribunale accanto agli albergatori e Trip ha subito molte condanne. Da noi invece no. La prima cosa che trovo indegna è l’anonimato. Poi la estrema difficoltà di replica. Io, per provocare, ho fatto un’autorecensione pessima su Nonna Sceppa: ho scritto che la mozzarella in carrozza è stata servita appena fritta mentre tradizionalmente si serve fredda; che sono stato a cena giovedì, mio giorno di chiusura e via con cose di questo tipo… La scheda è rimasta per oltre un anno! Poi alla fine, un amico di qui che gioca con questi siti ha scritto per due volte al sito e la scheda farlocca è stata tolta. Ma vi segnalo un’altra cosa: un voto pessimo con 0 in tutto, scritto da un signore che aveva il cane e che noi non abbiamo fatto entrare perché non accettiamo gli animali. Posso capire la sua indignazione e rabbia, ma come fa a dare zero alla cucina e a tutto il resto se non è neppure entrato, dichiarandolo? Così come ce n’è un’altra sempre con voto pessimo che critica un cameriere. Io ricordo quella sera e quel tavolo, è vero che il cameriere vista lora tarda li ha un po’ pressati. E sono d’accordo con un voto non positivo per questo. Ma ritengo che alla fine l’uso di internet sia come una sventagliata di mitra a chi ti ha dato uno schiaffo!“.

Insomma, chi ha ragione? Certo, di incongruenze ce ne sono a bizzeffe. Ammesso che le recensioni siano vere, si trovano mischiate insieme sensibilità, punti di vista, palati e aspettative estremamente diverse tra loro. Il che può anche essere un fatto positivo, ma solo se i punti di partenza sono chiari. Altrimenti che valore ha un giudizio? Staremo a vedere…

Stefano Polacchi

22 agosto 2012