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Quando la storia e la cultura di un luogo si legano alle tradizioni e alle meraviglie paesaggistiche creano una sinergia indimenticabile. E la Tuscia Romana e la Costiera di Enea ne sono un esempio. Ecco un itinerario per celebrare "La settimana del bello e del buono” con segnalazioni di offerte, eventi e promozioni. 

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Ricca di un inestimabile patrimonio storico e culturale la prima, immersa in uno dei paesaggi più belli della nostra provincia e nella suggestione del mito di Enea la seconda. Due eccellenze del nostro territorio che, seppur diverse, sono accomunate da un’offerta turistica che coniuga natura, storia, arte e cultura strizzando l’occhio al divertimento, alla buona cucina e al folklore.

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Numerosi gli spunti culturali ed enogastronomici della Tuscia Romana, a Nord-Ovest di Roma. Se  il litorale Nord accoglie turisti e bagnanti con bei tratti di costa sabbiosa e rocciosa, è anche vero che siamo nella più grande area archeologica d’Europa, la terra degli Etruschi. A voi decretare l’area piu’ bella. Senz’altro il re indiscusso della cucina locale è il Carciofo Romanesco (Igp). 

Segnate fin da ora in agenda la Sagra che lo celebra ogni anno a Ladispoli, ad aprile. Una grande manifestazione a cui partecipano molte regioni d’Italia e dove si può degustare una varietà considerevole di prodotti tipici. Non a caso, è nel Lazio che si sono sviluppate le coltivazioni più pregiate. La tradizione lo predilige ‘alla romana’, cotto a fuoco lento e condito con aglio e prezzemolo, oppure alla ‘giudia’, tagliato a spirale in modo da eliminare la parte legnosa, fritto nell’olio con il gambo in alto e bello croccante.

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Nell’attesa potete fare una sosta a Cerveteri. Oltre alla visita delle Necropoli del Sorbo e della Banditaccia, dichiarata nel 2004, dall’Unesco, Patrimonio mondiale dell’umanità, insieme a quella di Tarquinia, suggeriamo un pranzetto all’agriturismo “I 4 Ricci”, un’azienda agricola di ben 60 ettari dall’atmosfera familiare. I menù variano in base alle stagioni per garantire freschezza e sapori ineguagliabili. Per la Settimana del Bello e del Buono l’agriturismo rilancia un piatto tipico, i bucatini all’amatriciana, accompagnati dall’abbacchio romano Igp e un bicchiere di Cerveteri doc. Durante il giorno volendo potere scoprire in mountain bike o a cavallo le bellezze di questo territorio, fare pause rilassanti nella piscina e far visita agli animali della azienda.

Spostandoci più a nord, nella Maremma Romana, un incontro ravvicinato con i deliziosi broccoletti di Anguillara rappresentano un gustoso appuntamento da non perdere.  La leggenda racconta che l’ortaggio nacque per opera di un agricoltore, soprannominato “O Ciafero”, che durante una battuta di caccia ammazzò un piccione che aveva il gozzo pieno di semi di broccoletti. Estrasse i semi dalla gola del piccione e li seminò. Alcuni mesi dopo dai semi nacquero delle piccole piantine verdi, evidentemente ancora molto apprezzate. Oggi i broccoletti fanno parte della cultura gastronomica di Anguillara, che ogni anno, tra febbraio e marzo, li celebra con la manifestazione “Broccoletti in piazza”.

Vi è venuta fame? L’Azienda agrituristica “La Torre” ad Anguillara Sabazia, inserita nel parco di Bracciano e Martignano, propone per la Settimana del bello e del buono un menu tipico a base di Abbacchio Romano Igp, il tutto annaffiato con vino dei Castelli Romani. Volendo, si possono acquistare formaggi o gustare carni di frisona italiana. Noi suggeriamo una passeggiata nei dintorni. Dove oggi ci sono i pascoli c’era un lago, bonificato, di origine vulcanica dominata da una torre d’epoca romana da cui l’azienda prende il nome.

Da Anguillara costeggiando l’omonimo lago si arriva poi fino a Bracciano, frequente meta di escursioni e vacanze per il suo bellissimo castello e per i dintorni di particolare bellezza. Da modesto borgo di pescatori ed agricoltori, nel 1400 legò i suoi destini ad una delle famiglie più potenti dell’aristocrazia romana, gli Orsini-Odescalchi, trasformandosi in una fiorente cittadina, il cui castello, mirabile opera di architettura militare.

Per meglio comprendere la storia di Bracciano, il Museo civico (che aderisce alla Settimana del Bello e del Buono) offre sicuramente una chiave di lettura. Dall’età etrusca a quella romana e dall’età paleocristiana a noi. Lo stesso Museo è poi parte integrante della storia Braccianese. Infatti si trova nell’ex convento di Santa Maria Novella che fine al secolo passato ospitava gli agostiniani (infatti è anche chiamato Chiostro degli Agostiniani). Il convento venne fondato dal cardinale Giordano Orsini nel 1438.

Tra i ristoranti dove poter fare una sosta segnaliamo “Le Papere”, con palafitte sul lago di Bracciano. Il menu “bello e buono” proposto dalla struttura, è una gioia per gli occhi e lo stomaco: fritto misto pastellato, fettuccine con sfrizzoli, panuntella, cicoria strascinata, e happy-end con crostata di visciole. 

Piu’ a sud, costeggiando il litorale, troviamo la costiera di Enea che da Roma, e più precisamente da Ostia, si estende verso la provincia di Latina e comprende i comuni di Anzio, Ardea, Nettuno e Pomezia, incluse alcune note località di villeggiatura come Torvaianica, Lido dei Pini e Lavinio. Narra Virgilio che le leggendarie coste dell’attuale Torvaianica,frazione del Comune di Pomezia, fecero da sfondo alle gesta del profugo di Troia, Enea.

Il Museo Civico Archeologico Lavinium di Pomezia, che aderisce alla settimana del bello e del buono, offre spunti di riflessione per chi vuole approfondire il mito. Alcuni brani dell’Eneide avvolgono l’atmosfera di un’aura sacra e allo stesso tempo misterica, i giochi di luci affascinano l’ospite di quello che non è più un semplice museo ma un oscuro corridoio che porta indietro di 2700 anni, in quello che era e che sarà sempre il centro sacro e il cuore pulsante dell’italica stirpe fondata da Enea e continuata dai suoi discendenti tramite la grande civiltà di Roma antica.

Poco piu’ in la, a Nettuno, potrete concludere la giornata con una bella scorpacciata di pesce. Al Ristorante “Cacciatori” troverete una proposta marinara che non riserva spiacevoli sorprese, realizzata com’è con una materia prima freschissima ed elaborazioni convincenti, soprattutto per quanto riguarda i classici. Si può cominciare con una saporita zuppetta di cocci e tracine. E poi minestra di pesce con quadrucci all’uovo, tagliolini in bianco con seppioline gamberi e calamari, o una sostanziosa zuppa di pesce, che non delude mai. Quindi quello che c’è di fresco preparato nei modi canonici, all’acqua pazza, al cartoccio o gratinato, per finire in bellezza con zuppa inglese e panna cotta con crema di lamponi. Selezione enoica centrata, come ovvio, sui bianchi. Il servizio è cordiale, l’ambiente piacevole.

Michela Di Carlo

15/11/2011

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