Tra le sezioni collaterali della Berlinale c'è Culinary Cinema. Film a tema e cene d'autore ispirate alle pellicole. Tra i nomi in cartellone Jonathan Nossiter, Michelle Yeoh alla regia, i Roca e Tim Raue ai fornelli. Ma al Festival del Cinema c'è spazio anche per lo street food.
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In corso nella capitale tedesca dal 6 al 16 febbraio c’è la Berlinale, un festival del cinema che rispetto a tutti gli altri – in autentico stile berlinese – dà più attenzione ai film e meno al glamour delle passerelle, con qualche ovvia eccezione in apertura e durante il primo weekend di proiezioni.
Il Festival del Cinema di Berlino, come tutti i grandi festival, ha una struttura complessa ed è composto di tante sezioni collaterali, una delle quali è Culinary Cinema: uno spazio interamente dedicato al rapporto tra cibo e cinematografia. Arrivato all’ottavo anno sotto l’egida del regista e scrittore Thomas Struck, è diventato uno degli appuntamenti più attesi, tanto che a una settimana dall’inizio della kermesse, già tutti gli eventi in calendario erano sold out.

Ogni edizione ha un tema diverso: nel 2013 il titolo era Dig Your Food – From Field to Fork (Raccogli il tuo pranzo – Dal campo alla tavola), quest’anno l’allusione alla celluloide è ancora più palese con We Like it Hot…But don’t let it Burn (Ci piace caldo… ma non farlo bruciare). “Dove saremmo senza il fuoco?” scrive nella presentazione il direttore “Presumibilmente tra gli alberi, perché l’uso del fuoco ci distingue da tutti gli altri esseri viventi. L’antropologo Richard Wrangham ci chiama la scimmia che cuoce. Senza la cottura, non avremmo l’idea del tempo, del futuro, della storia. Ma il fuoco è anche una minaccia per il futuro dell’umanità, con un riscaldamento globale che ha raggiunto un livello allarmante. Cerchiamo di non stare a guardare le cose che bruciano. La cucina può insegnarci a trovare il giusto equilibrio”. Su questo presupposto etico si fonda la parentesi gustosa della Berlinale, che è articolata in una serie di proiezioni, film usciti nel corso dell’anno, in cui il cibo gioca un ruolo importante e a cui viene poi associato un grande cuoco, una personalità culinaria che gode di indiscutibile notorietà internazionale. Ispirandosi alla pellicola lo chef deve quindi preparare una cena con tanto di menu.
Per l’edizione corrente il pezzo forte è rappresentato dai fratelli Roca dalla Spagna, il cui ristorante Celler de Can Roca è il numero uno nella lista dei 50 migliori ristoranti del 2013 secondo la temuta classifica di San Pellegrino. Ma anche gli altri sono tutti nomi decorati delle tavole, che operano per lo più a Berlino: così Daniel Achille, dichiarato chef dell’anno 2014, Matthias Diether, del First Floor del Palace Hotel, Michael Kempf, del Facil al Mandala Hotel e l’immancabile Tim Raue, forse il miglior ristorante della capitale tedesca, doppiostellato Michelin.

Quest’anno il compito di inaugurare la sezione è stato del melodramma asiatico Final Recipe, starring Michelle Yeoh (La tigre e il dragone, 2000), in cui un ragazzo persegue la propria ambizione di dedicarsi al ristorante di famiglia, contro la volontà dei genitori. Sempre dal sud est asiatico anche Zone Pro Site: The Movable Feast di Chen Yu-hsun, dove, invece, Wan eredita controvoglia il ruolo della cuoca per poi scoprire una straordinaria vocazione. Bushi No Kondake racconta di come un samurai impara a cucinare ed amare. Con Natural Resistance Jonathan Nossiter (Mondovino, 2004) si sposta dalla Francia all’Italia per riflettere sulle difficoltà dei viticoltori italiani che non cedono alla standardizzazione della produzione. In Culinary Cinema anche due documentari italiani quest’anno: Walter Bencinicon I Cavalieri della Laguna porta all’attenzione del pubblico la storia di una cooperativa di pescatori sulla costa della Toscana, mentre nel corto I Maccheroni, appena restaurato dalla cineteca di Bologna, Raffaele Andreassi racconta il mito italiano della pasta al sugo. Il programma prevede inoltre dei tè pomeridiani: incontri in cui vengono approfonditi alcuni argomenti dei singoli film. I fratelli Roca dalla Spagna parleranno della loro storia nella gastronomia. L’attore e regista Diego Luna e lo scrittore Eric Schlosser (Fast Food Nation, Reefer Madness, Chew On This), hanno scelto come soggetto la schiavitù salariale. Il 14 febbraio, nell’ambito della Berlinale Goes Kiez (Berlinale dietro l’angolo, che porta i film delle sezioni principali nei quartieri della città) il Culinary Cinema sarà presente per la prima volta al mercato coperto Nove di Kreuzberg. E sarà proprio il Mercato Nove Mobile durante la Berlinale a curare lo street food per gli ospiti del festival, nel vicolo di Joseph von Eichendorff, a due passi dall’ingresso principale del Berlinale Palast. Il programma è sostenuto dalla società di produzione tedesca Warendorf, partner ufficiale del Culinary Cinema e produttore di alta qualità. Culinary Cinema è anche in partnership con il Movimento Internazionale Slow Food.

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http://www.berlinale.de

a cura di Federica Polidoro