Un filo d'olio e la pizza diventa Cult

9 Feb 2012, 18:26 | a cura di Gambero Rosso
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"L'impasto lo vedo proprio come un esaltatore dell'olio e quello a cui pensavo era di degustare questa preziosa materia prima proprio attraverso i vari tipi di impasto… La pizza salsiccia e friarielli, ad esempio, è ottima con un grande extravergine umbro, oppure la O' Fiore Mio con burrata di Andria e prosciutto stagionato 24&

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nbsp;mesi l’abbino a uno stupendo olio siciliano".

 

Abbiamo fatto due chiacchiere con uno dei maestri pizzaioli più innovativi e geniali del panorama nazionale, Beniamino Bilali della pizzeria Berberè a Castel Maggiore (Bo) e O' Fiore Mio a Faenza che, grazie a un gioco di abbinamenti fatto con Giorgio Melandri, animatore di Enologica a Faenza, ha deciso di accostare le sue pizze ad alcuni tra i migliori oli italiani (la maggior parte dei quali valutati con Tre Foglie da Oli d’Italia, la guida del Gambero).

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Ma a Beniamino Bilali che olio piace?
Beh, non posso tradire i prodotti di Brisighella, che nelle migliori espressioni sono eleganti e delicati, completamente diversi ad esempio da altro oli campani che ha provato ultimamente e che mi hanno affascinato per potenza aromatica e struttura”.

Anche sull'uso dei prodotti di alta qualità come l'extravergine nella ristorazione, Bilali ha le idee ben chiare: "Lo considero un investimento che dovrebbe diventare prima realtà e poi normalità. Dobbiamo essere noi che lavoriamo nella ristorazione i primi a far uscire fuori i prodotti di qualità e per quanto mi riguarda è una necessità utile al mio obiettivo".

 

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Che dire? Un appello ai cuochi: siete voi i primi ambasciatori e cultori dell’eccellenza, è il vostro mestiere!

Indra Galbo
09/02/2012

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