Mangiare all'aperto. Ecco la nostra selezione di undici indirizzi a Torino e dintorni. Ristoranti, trattorie, bistrot e caffetterie con dehors, angoli di quiete con vista sui palazzi storici, immersi nel verde o sospesi sulla città, in un vortice di proposte golose tra tradizioni regionali e cucina contemporanea.
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Da città industriale a città salotto, capitale gourmet e centro di iniziative culturali. Torino è decisamente in grande evoluzione. Oggi sembra fatta apposta per passeggiare sotto i portici, tra le piazze o per i viali alberati; e sfidando le rigide temperature invernali o il sole cocente, la capitale subalpina ben si presta alla vita en plein air. Lo testimoniano i tanti parchi, come quello famosissimo del Valentino, i locali del Quadrilatero o dei Murazzi, oppure il suggestivo quartiere dedicato al cinema in prossimità della Mole. Ma questa propensione si percepisce anche nei tantissimi mercati: da Porta Palazzo, il più grande mercato europeo all’aperto, al Balon, mercato delle pulci e dell’antiquariato.
A Torino la vita trascorre piacevolmente all’aperto: gente in giro, caffè e ristoranti a cielo aperto. Vi segnaliamo dunque undici indirizzi con un’unica discriminante, oltre alla qualità: l’aria aperta.

TORINO
Tappa obbligata per una visita a Torino è la Mole Antonelliana, oggi museo del cinema da cui godere di una vista panoramica eccezionale, a ottantacinque metri d’altezza. Salite su e guardatevi intorno. Tornando con i piedi per terra, proprio sotto al tempietto c’è Sotto la Mole, uno dei posti più affidabili della città se si cerca una cucina ben fatta, sobria e senza fronzoli. Rosa Anna Grosso in sala e Simone Ferrero in cucina esprimono, insieme, ospitalità e tradizione culinaria piemontese. Nel piacevole dehors da torcicollo (impossibile non stare con il naso all’insù per ammirare la mastodontica Mole) potete gustare i piatti del menu degustazione oppure scegliere alla carta. I consigli? Risotto con gamberi di fiume e fiori di zucca, e millefoglie di melanzane, pomodoro e robiola di Roccaverano.

Centralissimo anche il secondo indirizzo. Se vi lasciate alle spalle piazza Castello e vi dirigete verso i Murazzi e il Po, giungete in una delle più belle piazze della città sabauda, piazza Vittorio, che potete ammirare dallo splendido dehors di Porta di Po, osteria che prende il nome dalla vecchia porta di accesso della città. Lo chef e patron Giorgio Marone propone una cucina che segue il territorio, le stagioni e le radici senza mai cadere nel banale; la sua è, in poche parole, una reinterpretazione – passateci il termine assai abusato – in chiave moderna dei piatti piemontesi. Quindi ravioli di melanzana e seirass in concassè di pomodoro fresco e basilico per iniziare, trota salmonata in carpione di moscato e dulcis in fundo pesca farcita al cioccolato e amaretto.

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A pochi passi, se volete fare una pausa mordi, fuggi e via, dirigetevi da Poormanger dove fanno delle ottime patate piemontesi, dalla polpa farinosa e di grossa taglia, cotte in forno e farcite con salumi e formaggi di produttori locali e non, verdure stagionali fresche o grigliate. Qui l’imbarazzo è tutto nella scelta. Sia del condimento che del dove mangiare, visto che di cibo di strada si tratta, a parte i pochi punti di appoggio interni, le possibilità sono infinite: tutta la bella Torino, con i suoi portici e le sue piazze si trasforma in uno spazio per mangiare all’aperto, senza contare che Poormanger ha messo le ruote al forno per portare per sagre, fiere, eventi la sua golosa proposta.

Sempre nel cuore della vecchia Torino un altro indirizzo con tavoli all’aperto è L’Osto del Borgh Vej, dove Angelo Losito propone una cucina tradizione, strettamenta legata al territorio con delicate alternative a base di pesce. I consigli non potevano non ricadere sugli agnolotti del plin al sugo d’arrosto o sulla fresca battuta di fassone da gustare seduti nella graziosa piazzetta.

Se la giornata si fa insostenibilmente calda ritagliatevi un po’ di pace sulle rive del Po, nel Parco del Valentino; non il più grande ma sicuramente il più centrale. Nelle vicinanze ci sono due ottimi indirizzi per una pausa gourmet.

La caffetteria-bistrot San Salvario, è l’indirizzo azzeccato per gli eterni indecisi – della serie avrei voglia di qualcosa di buono ma non so esattamente cosa – che qui trovano pane per i loro denti: baguette, pizza e focacce sempre appena sfornate; ma anche pasta fresca, hamburger, pollo, insalate e verdure grigliate per il pranzo o croissant, muffin, strudel, ciambelloni, crostate, biscotti e bagels per le pause più golose. Poi, all’ora dell’aperitivo, un tripudio di salumi, formaggi, torte salate, quiche, accompagnate da una bella scelta di vini, tra cui, ovviamente, il vino San Salvario. Da gustare nel gazebo che ritaglia un angolo di quiete nella vivace via Berthollet.

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Se siete invece riusciti a dare un nome ai vostri desideri, e sono proprio desideri di crêpes; ecco che vi viene in soccorso Adonis, una buona creperia dove ogni giorno il menu propone nuovi abbinamenti interessanti e attenti alla stagionalità, da mangiare dentro, comodamente seduti, oppure fuori, in piedi o nell’ambitissima panchina di legno.

Sull’altra riva del Po e a pochi minuti dal centro, c’è un luogo di relax immerso nel verde. Stiamo parlando di Con Calma, un indirizzo dove godere della frescura della collina torinese sotto un pergolato centenario di uva fragola. La cucina, di quella che fu una vera e propria piola, alterna piatti regionali a composizioni d’ispirazione più creativa. I consigli dello chef? Roast beef in crosta di ginepro e caffè, con salsa olandese, e insalata di lenticchie e pesche, con salsa al Murianengo.

Nel nostro tour gastronomico torinese non può mancare un indirizzo nei pressi del vecchio polo industriale cittadino: il Lingotto; che oggi, anche grazie allo zampino dell’architetto Renzo Piano, è diventato meta culturale e di aggregazione. La Pista è un locale elegante e moderno e coniuga perfettamente la ricca tradizione culinaria piemontese con il passato industriale della città. Qui c’è infatti la possibilità di percorrere la rampa elicoidale che porta al tetto del Lingotto, quella che un tempo veniva usata per il collaudo dei modelli di auto Fiat, e di godere dell’incantevole vista che si scorge tra la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e la Bolla. La carta propone diversi itinerari degustativi ma i consigli dello chef Massimo Guzzone ricadono sul carpaccio di agnello sambucano con castelmagno e acciughe, e i paccheri di seppia farciti con baccalà mantecato su gazpacho leggermente piccante. Approfittatene subito, perché durante il mese di agosto rimane chiuso.

DINTORNI
Ci spostiamo fuori Torino, verso nord, per tre indirizzi anti calura.

Antica Locanda dell’Orco – Rivarolo Canavese (TO). La locanda si trova all’interno di una casa antica del centro storico del paese che prende il nome dall’omonimo fiume, quello che porta al Po l’acqua dal Gran Paradiso. Questa è una trattoria vecchio stampo – nel senso più positivo del termine – dove il confortevole dehors, completamente immerso nel verde, fa da cornice ad una cucina tradizionale. L’anima di tutto è il talentuoso chef Giuseppe Randisi che propone vitel tonnè alla loro maniera, quenelle di seirass e boraggine su coulis di pomodoro al basilico, e polpo cotto a bassa temperatura su piattella di Cortereggio e salsa al sesamo. (chiuso dal 16 a fine agosto).

Dolce Stil Novo alla Reggia – Venaria Reale (TO). All’ultimo piano della Reggia di Venaria, una delle più belle residenze sabaude, c’è il Dolce Stil Novo: terrazza da capogiro – così come il conto, non proprio alla portata di tutti – e una cucina piemontese contemporanea capace di guardare al territorio, senza mai perdere d’occhio modernità e gusto. Lo chef Alfredo Russo, uno dei più brillanti talenti nazionali, consiglia ai lettori tre piatti: pesce spada con condimento in carpione di Moscato, per i vegetariani il tortino di melanzane viola con pomodorini e fiori di origano e, per concludere in bellezza, strudel di pesche con amaretti e cacao. (chiuso dal 4 al 23 agosto).

Gardenia – Caluso (TO). In un casale dell’800 del borgo medievale di Caluso, nel Canavese, si trova il ristorante Gardenia. Oltre l’androne, c’è il giardino che ospita il curatissimo dehors dove potete ritagliarvi momenti lontani dalla frenesia cittadina. Ai fornelli la chef Mariangela Susigan esprime la cucina del territorio con originalità e creatività, utilizzando le materie prime coltivate nell’orto di proprietà. Assaggiatele accompagnate da burrata, sono deliziose. Mariangela consiglia anche i cannelloni ripieni di nasello con cozze, il fritto di paranza e la trota marinata con patate sotto sale e salsa di lavanda. (chiuso dal 17 al 22 agosto).

Sotto la Mole | Torino | via Montebello, 9 | tel. 011.8179398
www.sottolamole.eu

Porta di Po | Torino | p.zza Vittorio Veneto, 1e | tel. 011.8127642
www.portadipo.it

Poormanger | Torino | via Maria Vittoria, 32d | tel. 011.7442290
www.poormanger.it

L’Osto del Borgh Vej | Torino | via T. Tasso, 7 | tel. 011.4364843
www.losto.it

San Salvario | Torino | via Berthollet, 23f | tel. 011.0378091

Adonis | Torino | via Saluzzo, 25/e | tel. 011.0769491
www.adoniscreperie.com

Con Calma | Torino | s.da comunale del Cartman, 59 | tel.011.8980229
www.concalma.it

La Pista | Torino | via Nizza, 270 | tel. 011.6313523
www.lapista.eu

Antica Locanda dell’Orco | Rivarolo Canavese (TO) | via Ivrea, 109 | tel. 0124.425101
www.locanda-dellorco.it

Dolce Stil Novo alla Reggia | Venaria Reale (TO) | p.zza della Repubblica, 4 Reggia di Venaria | tel. 011.4992343
www.dolcestilnovo.com

Gardenia | Caluso (TO) | c.so Torino, 9 | tel. 011.9832249
www.gardeniacaluso.it

A cura di Annalisa Zordan

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