Ai piedi del Monte Velino si trova un comune di poco più di millecinquecento abitanti. È Massa D’Albe. È l'Abruzzo che pochi conoscono: tenace, spigoloso, austero. Qui mamma e figlia hanno recuperato le terre di famiglia, abbandonate da due generazioni, mettendo in piedi un'azienda agricola biologica con ben settecento galline alimentate a semi di canapa.  

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Di storie belle è pieno il mondo, anche se la burocrazia (specie quella italiana) leva spesso le forze e la fantasia. Non è il caso di Silvia Bambagini Oliva dell’Azienda agricola Silvia O. che, insieme alla mamma Marisa Colitti, si sta dedicando con fermezza alle sue galline. L’idea risale al 2011 ma le galline livornesi, protagoniste della storia, esistono da ben più tempo…

Gli inizi e l’intuizione vincente

Mia mamma è un’insegnante in pensione che, una volta andata a vivere a Massa D’Albe, per passione e tradizione di famiglia, ha ripreso il piccolo pollaio di nonna e cominciato ad allevare galline livornesi. All’epoca le uova erano destinate a parenti e amici”. Nel 2011, però, l’intuizione di Silvia Bambagini Oliva cambia le sorti di questo piccolo allevamento: “Un giorno, arrivata a Massa – in quel periodo vivevo e lavoravo come montatrice a Roma, ma tornavo spesso – parlando con mia mamma, mi sono chiesta se ci fosse un modo per rendere le uova meno dannose per chi ha, come lei, problemi di colesterolo alto. Così, senza nessuna conoscenza scientifica, ho ipotizzato che cambiando l’alimentazione delle galline, magari aggiungendo semi di canapa, si potesse incidere sul prodotto finale: l’uovo”.

Effettivamente i semi di canapa sono indicati per prevenire malattie cardiovascolari, ridurre i livelli di colesterolo LDL e rafforzare il sistema immunitario. Chiamatela fortuna del principiante, fatto sta che Silvia ci azzecca. Così mamma e figlia si sono messe d’impegno per creare un’azienda agricola con metodiche di allevamento e alimentazione tutte particolari.“Cercando e chiedendo, abbiamo raccolto informazioni sui finanziamenti predisposti dalla Comunità Europea per i giovani imprenditori agricoli. Allora abbiamo scritto un progetto per creare un allevamento biologico di galline ovaiole”. Come è andata? “Dopo tempi amministrativi infiniti e grovigli burocratici sfinenti, abbiamo vinto il bando”.

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Lo scoglio della burocrazia

Facendola breve (per quanto possibile): Silvia ha fatto domanda di finanziamento a marzo 2011 e la risposta positiva è arrivata a fine novembre 2012. “Stavo partendo per Berlino, lasciando perdere tutto: le terre di famiglia, Massa D’Albe, il mio sogno”. Fortunatamente ci ha ripensato, anche se ha dovuto aspettare dicembre 2013 per la prima tranche del finanziamento (di 40.000 euro). L’attesa non è finita qui: la Regione Abruzzo, prima di erogare la seconda tranche, ha dovuto verificare che i soldi fossero stati spesi effettivamente per il progetto presentato e ha chiesto delle modifiche (eppure aveva vinto il finanziamento proprio quel progetto!). “Le terre dovevano risultare di mia proprietà”. Detto fatto. “Sono andata dal notaio e ho assecondato le richieste. Peccato però che la seconda tranche sia arrivata a fine 2014. Nel frattempo, l’unica cosa da fare, era investire i soldi che avevo messo da parte”. Pensate se fosse successa la stessa cosa a un ragazzo con nulla in mano? Probabilmente avrebbe lasciare le cose a metà, abbandonando baracca, burattini e sogni.

Azienda agricola Silvia O.

Oggi l’azienda agricola certificata bio conta 700 galline livornesi, con una produzione di circa diecimila uova al mese (tutte vendute), allevate in pollai fatti con legno di castagno e rispettando le caratteristiche di spazio richieste per un allevamento biologico. Ovviamente questi sono all’interno di un terreno più grande, dove le galline possono scorrazzare, mangiare insetti e scavare vermi nella terra, volare, allungare le ali senza problemi di gerarchia.

Bello, ma non certo una cosa mai vista. Dov’è la novità? Proprio in quell’intuizione di Silvia sull’alimentazione delle galline, che è stata confermata da ben tre sperimentazioni scientifiche.“Nel primo esperimento, durato otto mesi, in collaborazione con l’istituto zooprofilattico di Teramo, sono state analizzate le uova di tre gruppi di galline, alimentate rispettivamente con semi di canapa, semi di lino e cereali di ogni tipo. Alla fine del periodo stabilito, è risultato che le uova delle galline alimentate a canapa erano più grandi e pesanti delle altre, e molto ricche di grassi Omega-3”. Nello stesso periodo è stato pubblicato, sul Journal of Consumer Protection and Food Safety, lo studio della dottoressa Hingrid Halle, ricercatrice per la nutrizione al Federal Research Institute for Animal Health, e del dottor Friedrich Schöne, professore dell’Università di Jena Friedrich-Schiller, che arriva alle stesse conclusioni, spiegando come i mangimi a base di canapa possano essere somministrati con sicurezza alle galline, arricchendo il tuorlo delle future uova di sostanze nutritive. “Le analisi sono state ripetute un anno e mezzo dopo dal Crab di Avezzano, il laboratorio di analisi e ricerca, (interessata a noi perché svolgeva degli studi sulla canapa autoctona) e anche questa volta i risultati coincidevano con il primo esperimento”.

Perché queste uova sono diverse? La spiegazione scientifica

Entrando nel merito dei risultati delle sperimentazioni scientifiche, si è notato un aumento degli acidi grassi polinsaturi in misura di 1:3 rispetto alle uova provenienti da galline alimentate con mangimi normali.

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Gli acidi grassi polinsaturi presentano sulla catena di atomi di carbonio più di un doppio legame. Si distinguono fra loro per la lunghezza della catena e dalla posizione dei doppi legami. In particolare la catena a 18 atomi di carbonio si distingue per avere la posizione dei doppi legami Omega-3 o Omega-6. Queste molecole sono definite essenziali in quanto non possiamo produrli autonomamente nel nostro organismo.

Dalle ultime ricerche emerge che gli Omega-6, normalmente derivati dagli oli vegetali (ne sono ricchissimi olio di arachidi, girasole, soia), possono avere un effetto infiammatorio sull’organismo con conseguente aumento del rischio cardiovascolare e di contrarre tumori; al contrario gli Omega-3 attenuerebbero questi rischi avendo un’azione antinfiammatoria. Per la salute è importante che, nell’alimentazione, il rapporto fra Omega-6 e Omega-3 sia di 3-4:1.

Tornando alle uova: perché queste dovrebbero essere più salutari? Anche se il rapporto resta circa lo stesso delle uova normali, vista la difficoltà, nella dieta italiana, di trovare fonti di Omega-3 ben venga l’aumento del contenuto nelle uova, a patto però che si cerchi di limitare gli Omega-6, che, come detto sopra, si trovano in alcuni oli vegetali.

Progetti futuri: non solo canapa

L’alimentazione delle galline non si limita però ai semi di canapa (da sottolineare il fatto che i livelli di THC, la sostanza psicotropica, sono inferiori allo 0,2%). “Il mangime viene arricchito periodicamente con aglio, noto antibiotico naturale, zenzero, curcuma e tutte le spezie con potere disinfettante e antiparassitario, sia per parassiti interni che esterni. Questo soprattutto d’estate: sembrerà strano ma le galline durante l’inverno, essendo al coperto, si ammalano meno. Il problema arriva con la bella stagione e i molti parassiti che si porta dietroPer fortuna non abbiamo ancora avuto epidemie”. Dato le premesse, progetti futuri? “Raddoppiare l’allevamento per far fronte alla domanda. Ma se ne parlerà solo nel 2017, per ora la priorità rimane solamente la qualità”. A oggi distribuiscono ad Avezzano (Mauro Frabotta, Bottega Equosolidale, La Bottegaia, La terra di Gaia) e a Roma, da Pomarius, Bottega Liberati, Piccola Bottega Merenda e Emporio delle spezie. Senza tralasciare la ricerca: “Sempre con Crab di Avezzano stiamo finendo degli studi sul grasso e sulla carne delle nostre galline. Poi vorrei focalizzarmi sul mangime senza mais, un po’ per capire come erano le uova prima della scoperta dell’America, un po’ per usare i grani antichi autoctoni. Ci sto ragionando con l’Azienda Bio Agricola Fiore. Il mio sogno rimane però quello di chiudere la filiera e diventare un bio incubatore, che metta a disposizione pulcini bio dalla nascita”. Un bel progetto. Date un’occhiata anche al sito, con le bellissime illustrazioni della belga Bernadette Moens.

 

L’uovo e la canapa | Massa d’Albe (AQ) | Via Sant’Andrea, 75 | tel. +39 349 40 23 828 | luovoelacanapa.com

a cura di Annalisa Zordan e Caterina Pamphili