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Fare squadra. Espressione tra le più abusate eppure tra le più scandite, alla Festa a Vico, nei capannelli tra chef, nei tanti momenti di incontro che trasformano la quattro giorni in un happening continuo della cucina italiana. Lo ripetono in tanti. Lo ha detto ieri sera Davide Scabin. Lo ripete

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strong>Norbert Niederkofler, organizzatore dell’altra grande festa, la Chef’s Cup in val Badia: “sono le Feste dei due Sud, la nostra in Sud Tirolo. Siamo nati insieme, con l’intenzione poi di alternarci. Ma il successo è tale che l’alternanza non ha senso“, ci racconta l’altoatesino.

 

 

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E non è questo un modo di fare squadra? Si, ma non basta. Oggi dobbiamo porci il problema di educare il pubblico, le nuove generazioni, far comprendere sino in fondo il valore vero e profondo delle nostre risorse gastronomiche. La Francia sta sparendo dall’orizzonte. Michel Bras ha tre cuochi che lavorano solo sulla pasta. Vorrà pur dire qualcosa! Gli unici a non renderci ben conto della ricchezza che abbiamo siamo noi“.

 

Nei fatti questo significa per Norbert – che riaprirà il suo Rosa Alpina a San Cassiano a metà giugno – una cucina di montagna, che punta esclusivamente sui prodotti locali. Niente più pesce di mare e via libera alle verdure cucinate alla vecchia maniera. “Nei vecchi ricettari, accanto alle ricette c’erano anche le indicazioni su come coltivare i vegetali. Ecco, noi vogliamo riprendere in considerazione l’antica saggezza gastronomica e produttiva. Tornare a fare il burro come dalle nostre parti lo si è sempre fatto. Less is more. Una cucina dieci volte più semplice. Questo è il futuro“.

 

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Maria Consolo

4 giugno 2012