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«Il nostro lavoro è quello di contrastare le frodi e gli illeciti nella filiera agroalimentare e tutti i giorni i nostri ispettori e funzionari sono impegnati per raggiungere risultati importanti, anche nonostante i tagli che l'Ispettorato sta subendo e che spesso costringono i miei uomini ad anticipare i soldi per la benzina per le

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missioni. Soldi che magari rivedono dopo un paio di mesi».

 

 

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Le parole dei Emilio Gatto, direttore ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi) – che abbiamo incontrato prima del convegno sull’ identità dell’olio extra vergine e sull’importanza del tappo antirabbocco in occasione di Oli d’Italia 2012 alla Città del Gusto di Roma – sono quelle di un uomo che sa e vive ogni giorno il pericolo che può scaturire in caso di ridimensionamenti e mancanza di fondi.
Un lavoro complesso e delicato, quello della repressione frodi, che viene sintetizzato nel rapporto annuale, appena pubblicato, del ICQRF nel 2011. Un anno in cui sono stati effettuati circa 35.000 controlli nei quali sono stati verificati 25.000 operatori e 61.000 prodotti. Un totale di 393 sequestri sia amministrativi che penali (per un valore totale stimato intorno ai 15 milioni di euro), che hanno coinvolto prevalentemente il settore vitivinicolo (183) e quello degli oli e dei grassi (73), evidentemente i più suscettibili a contraffazioni e sofistificazioni.

 

 

Osservando più attentamente il settore olivicolo appare una situazione a tratti paradossale: rapportando i dati con il ben più redditizio e voluminoso settore vinicolo ci si accorge che i reati relativi alla produzione di olio sono ben più alti (poco meno del doppio) di quelli della produzione di vino, e lo stesso vale per quanto riguarda le semplici diffide nei confronti dei produttori. Un dato che prima di tutto dimostra quanto questo settore abbia costantemente bisogno di attenzioni al fine di garantire un assoluto rispetto di tutte le fasi della coltivazione e della produzione, e che inoltre evidenzia la facilità con cui può essere messa in atto una frode.

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Sfogliando il calendario dei sequestri, quelli che riguardano l’olio extravergine si concentrano fondamentalmente nel centro-sud della penisola, con punte importanti in Puglia, Lazio e Sicilia. La maggior parte delle frodi si possono racchiudere in due categorie: la prima riguarda la classificazione del prodotto, spesso indicato come extra vergine, ma in realtà di categoria inferiore se non addirittura palesemente lampante, mentre la seconda riguarda la provenienza dell’olio che viene dichiarato italiano quando invece è di origine comunitaria. Altri sequestri invece hanno riguardato soprattutto prodotti oleari dalle etichettature non corrette oppure detenuti “in nero”.

Passa anche attraverso le maglie dell’ICQRF, quindi, la tutela del settore agroalimentare che è tra le colonne portanti dell’economia italiana nonchè il nostro miglior biglietto da visita all’estero. E, vista la situazione, è davvero una scelta miope quella di far subire agli 007 anti-frode dei tagli di budget che spesso non permettono ai funzionari di svolgere il lavoro.

Indra Galbo
8 giugno 2012