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Difficile trovare al Vinitaly una sala conferenza così piena. E invece per la presentazione del libro "Vino e Cucina"di Bruno Vespa e Antonella Clerici, la sala Vivaldi era stracolma.

 

Il format  editoriale è semplice: 100 ricette pe

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r 200 vini. Le prime scritte dalla Clerici, i secondi selezionati dal giornalista in abbinamento ai piatti. Quello di Vespa, nei confronti del vino, è un atto d’amore. Lungo 10 anni, tanti quanti sono gli anni di collaborazione per le riviste Panorama e Capital. Il Vespa-pensiero è ricco di spunti.

 

Leggetene un po’:

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 – “Il vignaiolo è un uomo non banale. Tutte le mattine apre la finestra e guarda il cielo  “

 – “Il vino è anche sofferenza: l’industriale come il contadino penano per le stesse ansie”. 

 – “Il vino è un mondo di vita”

 – ” Ma come si fa a corteggiare una donna senza vino? 

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 – “Il mondo della politica ha il dovere di aiutare quello del vino. Pochi altri settori nel nostro Paese conoscono una crescita costante come questo. Va incentivato politicamente l’export e trasformare i nostri potenziali concorrenti in solidi consumatori”

 – I vini di oggi sono meno ingessanti e intimidenti”

 – Sono un ragazzo abruzzese che consuma vino e ne ama parlare. Il mio approccio è sempre quello del  consumatore. Per questo motivo non ho scelto vini costosi. Ok goderne ma senza avere i sensi di colpa per quello che si è speso”

 – La tragedia vera? essere astemi

 – “Odio finire un pasto con uno spumante secco”

 – “Sono convinto che,  a parità di bottiglie senza annata, gli spumanti italiani danno parecchio filo da torcere alle bollicine francesi. Tra una vecchia bolla italiana e una francese, scelgo, senza dubbio la prima; regge meglio il tempo”.

 

Ad ascoltarlo, tanto per citare solo la prima fila, c’erano Jacopo Biondi Santi, Vittorio Moretti, Angelo Gaja, Fulvio Pierangelini. Che fossero d’accordo con lui non è dato saperlo. Di certo lo hanno applaudito a lungo. 

 

Francesca Ciancio

26/03/2012