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"Vodka? Mai! Non ha senso un alcol senza sapore... Noi non la usiamo". E così dobbiamo rinunciare al Moscow Mule, il drink che abbiamo chiesto al barman di questo grazioso, strepitoso impossibile (apre alle 24!) cocktail bar che tutto sommato è più un dopolavoro per bartender che un luogo per girovaghi delle sere romane. Ma

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andiano per tappe, alla scoperta di quello che è forse il più incredibile luogo per amanti del bere miscelato nella capitale, dove abbiamo scoperto che qui la Vodka è davvero al bando. E se lo dicono loro…

 

 

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Arriviamo in un vicolo stretto e buio, nel cuore di Roma, proprio dietro a via del Banchi Vecchi (vicolo Cellini, 30); dietro una porticina anonima c’è un bar d’altri tempi. “Parola d’ordine?” chiede una voce al di la della porta: per fortuna la sapevamo, l’abbiamo avuta via Facebook… Sì, perché lo “speakeasy” è uno stile di bar clandestino nato durante gli anni del proibizionismo dell’alcol in america (1919 – 1933), dove ad accedervi erano solo pochi eletti che necessariamente dovevano conoscere la parola d’ordine.
Non siamo per fortuna negli anni del proibizionismo ma lascio a voi la fatica di una piccola ricerca che ne varrà assolutamente la pena!

Passata la porta sembra di essere catapultati negli Anni 20, avete presente Midnight in Paris? Il barista, che in questo caso è riduttivo chiamarlo così, ci fa sedere sui piccoli divanetti e ci prende addirittura i cappoti. Il bar è accogliente e pieno di dettagli che ne esprimono la cura e la passione di chi lo gestisce, atmosfera rilassata, fragranza di mela-cannella che inebria le narici.

 

 

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Chiediamo un Ginger Lee, un Mint Julep, un Manhattan, un Big Bamboo e… un Moscow Mule, che però qui non fanno perchè è a base di vodka. Vodka che appunto, a detta del barman, non ha un sapore proprio ma assume il sapore degli ingredienti a cui la abbini.

Il Jerry Thomas project nasce nell’autunno 2009 ad opera di Antonio Parlapiano, Roberto Artusio e Leonardo Leuci e Alessandro Procoli, alcuni tra i migliori bartender della capitale. E’ un bar dedicato a Jerry Thomas considerato il “padrino” di tutti i barman. Apprezzabile è la coerenza con la quale viene perseguito questo progetto, la serata continua con la degustazione di mix paradisiaci che abbinano in maniera ineccepibile gin, vermouth, whiskey, homemade syrups, bitters, frutta fresca ecc…ciascuno servito nel suo bicchiere, perchè questi cocktail hanno tutto il diritto di avere un proprio bicchiere, che ne enfatizzi il sapore già sublime che li caratterizza…
Una serata indimenticabile nonostante i fumi dell’alcol!

Annalisa Zordan
26 aprile 2012