Ultimi scampoli d’estate, primi vagiti d'autunno. Settembre e ottobre sono ambasciatori dei migliori prodotti dell’anno e invitano a week end fuori porta. Ecco la nostra proposta per un tour enogastronomico a prezzi contenuti in Val Curone, a meno di un’ora di macchina da Milano.
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Le strade di Milano si sono ormai ripopolate di impiegati e lavoratori, pronti per organizzare i fine settimana che li separano dalle vacanze natalizie. L’inizio di settembre è il momento ideale per visitare la Val Curone e fare un’immersione nei profumi semplici e nei sapori genuini.
Percorrendo l’autostrada A7, in direzione Genova in meno di mezz’ora ci si trova a Tortona, cittadina piemontese al confine con Liguria e Lombardia.
La fiorente campagna regala in questi mesi il meglio di sé. I viticoltori sono impegnati con la vendemmia e la loro trasformazione, i contadini raccolgono mele, pesche, cavoli e zucche dopo mesi di cure. I tartufai sono già alla ricerca dei primi pregiati tuberi e le tavole si colorano di piatti ricchi e gustosi. Una materia prima che non richiede complicate elaborazioni, ma offre il meglio di sé con preparazioni semplici che non di rado consentono di raggiungere un ottimo rapporto tra qualità e prezzo. Per esempio negli agriturismi dove si producono affettati, salumi, formaggi e carne, abbattendo gli oneri di trasporto e riducendo al minimo la filiera in modo da garantire costi contenuti e piatti da sogno.

Risalendo la Valle, la prima tappa gourmet è nello splendido contesto di Volpedo, nota per essere la patria del pittore Pelizza Da Volpedo, e conosciuta in tutto il mondo per la produzione di ottime pesche e considerato oggi uno dei borghi più belli d’Italia.
Nel caratteristico centro storico, all’interno di un palazzo del XVIII secolo recuperato a fine ‘800 come dimora della famiglia Palmana, sorge oggi la Locanda Canevari. Gli interni, in stile neobarocco creano un’atmosfera sospesa nel tempo. Gli stucchi, i camini, gli infissi e gli affreschi: tutto rievoca il XIX secolo. Anche le camere che si trovano al piano superiore sono impreziosite con mobili d’epoca ed eleganti tende in stile.
Gianluca Liscia è chef e titolare del locale; dopo aver gestito e lavorato in diversi ristoranti ha deciso da poco tempo di intraprendere questa nuova sfida. La sua cucina parte dal territorio per poi dispiegarsi anche in piatti meno usuali per questi luoghi, per esempio un menù a base pesce che propone soltanto nei mesi estivi. La scelta dei piatti è vasta e muta mensilmente a seconda della reperibilità delle materie prime, oltre i piatti alla carta si può scegliere il menù degustazione, ideale per avere una panoramica esaustiva sul territorio.
Si parte con la scelta di un antipasto tra il salame nobile del Giarolo, presidio Slow Food della zona, servito con lo gnocco fritto oppure il formaggio Montebore, anch’esso celebre presidio della valle, proposto in tre forme differenti: accompagnato con confetture, impanato e fritto e fuso, accompagnato con crostini e verdure; tra i primi gnocchetti al Montebore, i ravioli di carne e il risotto alle pesche di Volpedo, tra i secondi piatti si celebra il Piemonte con una succulenta tagliata di fassona, in alternativa lo stinchetto al Timorasso o il tomino alla piastra. Per finire dolcemente la cena ottima la mousse alle pesche di Volpedo. Il menù ha un costo di 25 euro e lo si può abbinare con vini del territorio ma anche con un’assortita scelta proveniente dal resto d’Italia e del mondo.
Nei mesi di ottobre e novembre i menù a base funghi e tartufi.
A pochi chilometri da Volpedo, a Montemarzino, il ristorante Da Giuseppe offre un’ottima vista panoramica tra le Valli Grue e Curone. Gestito da più di trent’anni dalla famiglia Davico che negli anni è rimasta fedele alle ricette della tradizione locale riadattandole però alle moderne tecniche di cucina, pur mantenendo lo storico forno a legna, utilizzato ancor oggi per la cottura del pane e degli sformati di verdure e per raffinate preparazioni a base di funghi e carne.
La famiglia Davico produce salumi e vini che si possono degustare al ristorante. Tra gli antipasti si può scegliere tra salame di loro produzione, insalata di tartufi neri o sformato di cardi con fonduta e tartufo bianco, tra i primi agnolotti di stufato, tagliolini con porcini e risotto con tartufo bianco. I secondi spaziano dai porcini alla foglia di vite, alla tagliata con funghi trifolati e cinghiale con la polenta, si termina con il bonet piemontese, la meringa con marron glacè o il semifreddo al torrone. La lista dei vini è dedicata in modo particolare ai vini locali e piemontesi, non si dimentica però dei grandi vini delle altre regioni italiane e dei paesi esteri.

Risalendo ulteriormente la Val Curone in direzione Caldirola si giunge a San Sebastiano Curone, patria del Pittor Felice Giani, uno splendido borgo medioevale a fondo valle del Monte Giarolo. La caratteristica piazzeta, nella quale si affacciano le splendide facciate affrescate in stile liberty, e le vie circostanti ospitano da ormai trent’anni, la terza domenica di novembre, la mostra mercato del tartufo, da sei anni considerata fiera nazionale.

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Qui, nel ristorante Corona, dal 1702 si tramanda di generazione in generazione l’arte della buona cucina e dell’ospitalità. Marta, figlia della storica proprietaria Matilde, è ora l’anima del ristorante, che continua a muoversi su due fronti: stagionalità e tradizionalità. Tra gli antipasti troviamo anche qui il salame nobile del Giarolo, insieme a involtini di prosciutto e maionese in gelatina, frittatine di ricotta e torte di verdure, tra i primi piatti gli gnocchetti alla bava di latte, i taglierini all’uovo fatti in casa impreziositi, nei mesi autunnali con il pregiato tartufo bianco e i ravioli di carne; tra i secondi polpettone in umido, l’antica ricetta del manzo all’inferno fino alla tradizionalissima trippa con le fagiolane e i bolliti misti. Classici anche i dolci: il bonet alla piemontese con uva e amaretti, il creme caramel con granella di nocciola e il montebianco di castagne. La carta dei vini è ospita le migliori etichette locali e qualche eccellenza proveniente da altre regioni.

A poche centinaia di metri dal centro storico, una cascina in pietra e mattoni di fine settecento, ristrutturata negli anni ’90, ospita L’agriturismo Cascia Battignana (nella foto d’apertura), il luogo ideale per trascorrere un week-end di gusto e relax lontani dal traffico cittadino. La struttura è immersa nel verde delle colline. Qui lo scorrere del tempo viene meno, il rumore dei motori è solo un ricordo lontano e la splendida terrazza panoramica permette di pasteggiare coccolati dai suadenti rumori della natura. Nel piano superiore della struttura 8 camere danno la possibilità di pernottare durante tutto l’anno.
Lo Chef Marco e il suo secondo Alessandro ogni giorno variano il menù degustazione a seconda della disponibilità dei prodotti. Immancabili tra gli antipasti gli affettati misti di produzione propria, su tutti il salame nobile del Giarolo accompagnato con lo gnocco fritto, la pancetta aromatizzata con aglio e vino bianco e il lardo concio, ma anche tartare di fassona piemontese con tartufo bianco e quiche al Montebore. Tra i primi, tutti fatti in casa, pansotti spinaci e ricotta, tagliolini all’uovo con tartufo bianco e irisotto Timorasso e Montebore; tra i secondi piatti oltre alla squisita tagliata di fassona e la grigliata mista di carne, si può assaggiare la braciola di maiale al Montebore: una sorta di tasca farcita con il formaggio e passata in forno, oppure la torretta, un secondo piatto vegetariano a base di verdure grigliate e formaggio Montebore a strati sovrapposti poi gratinata in forno. Per finire tra i dolci si può scegliere tra il tiramisù, la mousse di pesche o le crostate di marmellata fatta in casa.
Il costo del menù è di 25 euro e comprende quattro antipasti misti, un primo piatto, un secondo, dolce, caffè e vino della casa.
A breve sarà attivo, proprio dietro il ristorante, anche un caseificio nel quale Marco e Alessandro intraprenderanno una nuova sfida: la produzione di formaggi che si potranno degustare in loco o essere acquistati.

Poco distante da San Sebastiano Curone, a Gremiasco, il Ristorante Belvedere, sito all’inizio della via pedonale che conduce nel centro storico del borgo, rappresenta un monumento locale, con in sala Giuliano e Alberto, in cucina, da ormai più di trent’anni, la mamma Agnese. Un’esperienza rassicurante e infallibile nella preparazione dei piatti. Oltre ad affettati e formaggi della zona, la proposta include sformatino con cipolle e cotechino, tortino di fagioli bianchi con fonduta al Montebore, e frittelle di fiori di zucca; tra i primi si trovano la pasta ai Gonzaga, un pasticcio di tagliatelle con sugo di carni bianche e fonduta servito all’interno di una crosta di pane, agnolotti con sugo d’arrosto e gnocchetti di ortiche e Castelmagno mentre tra i secondi tondino di manzo ai porcini, spezzatino di cinghiale in salmì e porcini fritti. Una nota di particolare merito va ai dolci con la mousse di pesche con crema al porto, la bavarese di cannella con salsa di prugne e le ottime crostate fatte in casa. Il menù degustazione, compreso di vini del territorio, è di circa 30 euro.

Locanda Canevari | Volpedo (Al) | via De Antoni, 32 | tel. 0131.80589 | http://www.locandacanevari.it

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Da Giuseppe | Montemarzino (Al) | via IV Novembre, 7 | tel. 0131.878914 | http://www.ristorantedagiuseppe.it

Ristorante Corona | San Sebastiano Curone (Al) | via Vittorio Emanuele II, 14 | tel. 0131.786203 | http://www.corona1702.com

Agriturismo Cascina Battignana | San Sebastiano Curone (Al) \ strada Battignana, 1 | tel. 340.9659808 | http://www.battignana.it

Ristorante Belvedere | Gremiasco (Al) | via Cavalier Bonfiglio Dusio, 5 | tel. 0131.787159 | http://www.belvederegremiasco.com

a cura di Stefania Bobbio