L'Italia all'estero? Una grande opportunità, soprattutto quando gioca la carta dell'enogastronomia. Ce lo ha dimostrato Welcome Italia, la grande fiera londinese dedicata alle eccellenze agroalimentari made in Italy.
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Destinazione Italia è il nome del nuovo decreto-vademecum di promozione del Made in Italy all’estero, varato dal Governo circa due mesi fa. Il fulcro del documento è l’invito ad aprirsi alla globalizzazione in senso creativo e sostenibile: ovvero esportare l’Italia nel mondo per fare entrare il mondo in Italia.
Welcome Italiaa Londra è il nome di chi quel percorso già lo fa e lo ha intrapreso spontaneamente. È il percorso di chi ci sta provando, intende implementarlo, si mette in gioco e ci crede.
Welcome Italiaè il nome di un grande evento culinario che si è svolto dal 18 al 20 ottobre presso la Royal Horticultural Hall, presentato come “la più importante e attesa manifestazione dedicata al settore food & beverage, a Londra, volta a promuovere i prodotti, il territorio e la cultura enogastronomica italiana”. Il nome stesso, in due lingue, è la sintesi di un viaggio ideale a/r della (buona) Italia che vuole esprimersi nel mercato internazionale, nell’hub globale per eccellenza qual è Londra. Welcome è il benvenuto/auspicio di chi ha già accettato lo scambio globale e si appresta ad approfondirne affinità di valori, gusto e palato.
Welcome Italia ha un precedente, La Dolce Vita: una fiera analoga tenuta fino lo scorso anno al Business Design Centre di Islington, in forma più estesa. Una kermesse dai grandi numeri, ma forse per questo meno controllabile.
WI nasce con l’intento di rivedere quella esperienza su basi più concrete, fatte di rapporti umani e del valore della gente, posto a garanzia del valore dei prodotti. WI nasce dalla tenacia di chi ha ben chiaro che promuovere l’Italia in mercati importanti e globalizzati, sia un obiettivo fondamentale, sebbene dalla realizzazione non facile, per la crescita di un paese in crisi.
La sfida è partita solo sei mesi fa. Seduti intorno al tavolo erano Leonardo Simonelli Santi, presidente della Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito e di Assocamerestero; Helen Girgenti, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito; Stefano Potortì, Segretario Generale alla Federazione Italiana Cuochi in UK, CEO e presidente a Sagitter One (società specializzata nella consulenza per ristorazione ed eventi) e Francesco Fanelli, CEO di B2B.
L’idea era entusiasmante e i partner ben consapevoli di quanto quell’idea fosse ancora ben lontana da una realistica fattibilità. Energie da impiegare, persone e aziende da coinvolgere: tutto era ancora da definire. Sei mesi dopo i risultati, le testimonianze e i numeri, premiano quel tentativo di sfidare una realtà doppiamente complessa: di qua, nell’Italia, il Paese di provenienza, a causa di una crisi che smorza ogni tentativo di crescita e creatività; di là, nel Regno Unito di accoglienza, dove la partita si gioca a livelli alti, di qualità elevatissima, in concorrenza giusta, ma proprio per questo spietata.
Il valore di Welcome Italia, oltre alle scelte manageriali, all’eccellenza dell’organizzazione, dei partners e degli espositori coinvolti, consiste in una svolta di metodo importante. Un cambio di rotta nel praticare strategie realisticamente sostenibili, di rilancio di uno dei settori trainanti dell’economia italiana quale è l’agroalimentare, in tutte le sue forme ed espressioni, inteso come cultura da diffondere. Con questo evento si è potuto mostrare sul campo quanto sia importante modificare i comportamenti, ripartire da altre angolazioni, modificare punto di vista e prospettiva, e anche costruire progetti (a conti fatti) apparentemente irrealizzabili. Magari anche con un po’ di ingenuità, tutta a vantaggio del miglioramento in progress.
La Misura 48 di Destinazione Italia dice “Costruirsi una migliore reputazione nel mondo”; la 49 recita “Mobilitare gli italiani globali”, da non intendersi come fuggitivi all’estero, ma da vedere come una leva per la crescita del Paese. E l’organizzazione di Welcome Italia è fatta proprio da “italiani globali mobilitati” che hanno risposto con energia ed entusiasmo alla sfida di un nuovo modello di ripresa economica basato sulla partecipazione volontaria, anche a costo zero, di chi vuole agire il cambiamento, nell’assunzione condivisa di un rischio collettivo. Un investimento sul futuro. C’è apertura, ottimismo, voglia di farcela.
A Welcome Italia, si respirava aria italiana. C’era La Piazza della degustazione; il Cookery Theatre per le performance live dei migliori chef italiani e inglesi dei migliori ristoranti a Londra come L’Anima, Latium, L’Osteria all’Arancio. A guida del gruppo degli chef c’era il famoso Francesco Mazzei, ambasciatore della cucina italiana in UK. C’erano molti espositori, circa 70, molti dal meridione d’Italia, molti collegati alla rete SIAFT Southern Italy Agri Food and Tourism.
Welcome Italia è anche un progetto “social” 2.0: la partecipazione registrata, in rapporto ai tempi di preparazione e diffusione dell’evento, testimonia l’uso intelligente dei mezzi della rete. Innovazione e sostenibilità – di risorse umane ed economiche – è il messaggio ricevuto stando lì. Dettaglio non secondario che rimescola i ruoli di utenti, promotori e protagonisti, in uno scenario nuovo in cui (anche) partner e sponsors di nota statura, solitamente avvezzi a mercati dal prestigio precostituito, si sono riconosciuti parte della nuova onda democratica del “fare Italia” in senso contemporaneo.
L’evento è organizzato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana per il Regno Unito , con la collaborazione della Commissione Italiana del Commercio (ICE), dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra , con ENIT, con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana di Londra e con Sagitter One. Welcome Italia è sostenuto anche da FIC – Regno Unito, Federazione Italiana Cuochi Delegazione del Regno Unito.

Welcome Italia www.welcome-italia.co.uk

a cura di Emilia Antonia De Vivo

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