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Mumbai ci ha confermato che gli indiani apprezzano i ristoranti italiani di classe quali "Vetro" dell' Hotel Oberoi guidato da Thomas Heikkinen (sotto, nella foto) - finlandese naturalizzato italiano sia perché cresciuto alla scuola dell' Hassler sia perché sposato con Giulana quando ambe

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due studiavano a Londra – e “Indigo” di Rahul Akerkar.

Anche il mitico Taj Mahal recentemente restaurato riaprirà con un ristorante italiano. All’Oberoi di Delhi lo chef è il siciliano Filippo Giunta, mentre il maître si chiama Angelo Deioia ed è di Benevento.

A Delhi il top è Diva: la chef è indiana, Rithu Dalmia. Parla perfettamente italiano ed è religiosamente legata alla carbonara.  Personaggio di punta anche in tv sul canale Lifestyle NtDV che si contende il mercato con Star, del duo Murdoch-Tata.

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I cognomi tradiscono passaporti diversi dal nostro ma in ambedue i casi l’amore e la dedizione suppliscono alle orgini straniere. La conferma finale che il processo avviato dai produttori italiani di qualità è quello giusto viene dal refrain dell’elenco dei prodotti portabandiera vino-olio-formaggio insieme con ottimo pane-focaccia-pizza fatti in casa.

Il cliente viene accolto all’Oberoi (a Mumbai come a Delhi) in una splendida wine cellar di vetro e acciaio posta all’ingresso del ristorante nella quale riceve un aperitivo-lezione di tasting dei prodotti e la descrizione del menu.

Ci dicono che la formula funziona sia per la qualità dei prodotti sia perché evita che problemi di memoria o di pronuncia intimoriscano il cliente e lo facciano ripiegare solo sui pochi prodotti a lui noti o addirittura – per non sbagliare – su un vino francese.

Atterriamo a Hong Kong e – nonostante le infinite differenze – constatiamo che la musica non cambia. La Cina ha amore e curiosità per l’Italia  e i ristoranti di lusso sono italiani.

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E’ italiano il prestigioso Grissini del bellissimo Hotel Grand Hyatt che è stato uno dei primi ad aprire oltre venti anni fa. E’ diretto con maestria dallo chef Torre che insieme con Kith Massey, food and beverage manager in Cina da oltre dieci anni, aggiorna costantemente una lista di oltre duecento vini esclusivamente italiani.

 

 

Sono italiani i quattro ristoranti diretti da Pino Piano (sopra nella foto a sx) del Gaia group. E’ al Grand Millennium Plaza che lo incontriamo con lo chef Paolo Monti (sopra nella foto a dx) animatore con Rosario Scarpato dell’associazione virtuale degli chef italiani nel mondo.

Ci raggiunge il Chairman della Hong Kong sommelier association Nelson Chow (qui sopra nella foto) che ci riempie affettuosamente di consigli su come sviluppare il mercato. In sintesi: evitare prodotti di basso prezzo/qualità, evitare le fiere non specialistiche dove paesi o regioni concentrano prodotti di qualità e prezzo differenziati, educare e supportare il “trade” .

Conclude spiegandoci che la Francia ha agito così dando continuità alle azioni di marketing. Musica per le nostre orecchie e per i nostri occhi abituati spesso a vedere i preziosi prodotti del nostro paese accatastati in fiere mal rispondenti agli sforzi del produttore e poco incoraggianti per i professionisti ed amanti della qualità.

C.P.
7/12/2010