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Si prospetta un match alcolico nel girone G dei golosi, il più impegnativo della competizione. Da una parte il maggiore produttore mondiale di caffè, semi di cacao e olio di palma. Rispondono i migliori navigatori del pianeta che detengono metà della produzione mondiale di sughero.

Si scontrano due prodotti simbolo: i

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l vino da palma contro il vino tradizionale “portuguese” da vitis vinifera. Sulla carta sembra uno scontro impari, ma il mondiale fa testo a sé.

Qui Costa d’Avorio. La linfa di palma, chiamata Bangui, viene estratta due volte al giorno incidendo il tronco della palma che in alcuni casi viene abbattuta per facilitare l’operazione. Il liquido che fuoriesce, decisamente dolce, viene raccolto in un contenitore e inizia a fermentare al contatto con l’ossigeno. Il processo è molto veloce, un paio di ore, dopo le quali si ottiene un vino aromatico con una gradazione alcolica vicina ai 4%. A questo punto un esperto enologo bloccherà la fermentazione per non avere un vino acido e spigoloso.
Ho avuto il piacere di degustarlo: non proprio un tre bicchieri. In ogni caso è un prodotto naturale, biodinamico azzarderei. Vale la pena provarlo. Ha un piccolo inconveniente, non ha la capacità d’invecchiamento di un barolo. Deve essere bevuto poco dopo la “spillatura”, esattamente come una birra. E di “birra” in corpo i giocatori della Costa d’Avorio sembrano averne tanta: forza fisica, velocità e buona tecnica. Insidiosi.

Qui Portogallo. Siamo davanti a una miniera di vitigni autoctoni con una propria identità. A nord, nella valle del Douro, le quintas sono il luogo di produzione del Porto, uno dei più pregiati vini da meditazione al mondo. La peculiarità maggiore del Porto è la sua fermentazione incompleta (bloccata precocemente), proprio come la squadra della Nazionale: ricca di mezze punte e qualità, ma priva di un grande finalizzatore. Quanto servirebbe un Inzagao.

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Tra i vitigni portoghesi a bacca rossa convochiamo il Touriga Nacional, il Trincadeira, il Baga e il Periquita. Con la casacca bianca troviamo il Roupeiro e l’Alvarinho, tipico della regione del VinhoVerde dove dà luogo a vini molto piacevoli, freschi e spiccatamente erbacei (ricorda vagamente il Sauvignon). Provatelo con il baccalà, rimarrete stupiti.
La scritta reserva sull’etichetta segnala che le uve provengono da una singola annata. Il riferimento all’invecchiamento è indicato con il termine garrafeira: almeno due anni in botte e un anno in bottiglia. Non aspettatevi miracoli dal vinho de mesa, equivale al nostro vino da tavola.

 
Sintesi. La punta di diamante della Costa d’Avorio è Didier Drogba, Mastro “spillatore” di palme. Risponde Cristiano Ronaldo, uno splendido Madeira.

Pronostico: Portogallo

Battuta del giorno nel girone G
Jong Tae-se, attaccante Corea del Nord: “Possiamo battere il Brasile”.

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Lorenzo Ruggeri
15/06/2010