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Nei viaggi intercontinentali poter scegliere i piatti da un menù curato e vini da una lista ben fatta è importante quasi quanto la comodità delle poltrone.... E questo vale ancor di più per chi viaggia frequentemente ed è spesso alle prese con jet-lag e problemi di fuso. Un buon bicchiere di vino aiuta, ins

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omma. Esaminiamo allora le carte dei vini delle classi business e superiori delle maggiori linee aeree.

Il problema di tutti, è evidente, oltre a quello dello stoccaggio è quello del budget. Ma anche con somme limitate si può fare bella figura. Ci vogliono intelligenza, cultura della materia e gusto. Doti queste, che non mancano, ad esempio, ad Andrea Robinson, celebre campionessa dei sommelier, una figura assai nota agli appassionati di enogastronomia statunitensi.

Con le risorse a disposizione la nostra ha scelto sette etichette che ruotano ogni due mesi per la classe Business Elite della Delta Airlines. Ovviamente largo spazio al nuovo Mondo, con cinque delle sette proposte. Il fattore chiave, va sottolineato, è scegliere vini dal gusto deciso, perché ad alta quota si distinguono meno le sottili nuance dei vini più delicati e aristocratici.

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Ed ecco allora un Sauvignon neozelandese, uno Chardonnay californiano, un Malbec argentino e ancora un Merlot californiano. Due vini da meditazione, un Muscat australiano e una selezione di Porto Ferreira, e infine un buon Champagne non millesimato, il Piper Heidsieck. Vini “entry level” ma di ottime caratteristiche.

Da Lufthansa troviamo anche una bella selezione di vini, distillati e infusi, che testimonia intelligenza e sensibilità. Anche qui non ci sono vini di particolare pregio, ma le aziende sono scelte con grande cura. Intanto uno Champagne, Louis de Sacy, un domaine di famiglia indipendente, che è poco scontato e di eccellente livello. Poi Tre bianchi e tre rossi di buon livello pescati in giro per il mondo (c’è un Riesling della Rheingau, Robert Weil), e poi vini californiani, argentini sudafricani, un italiano (il Monferrato Rosso Montemareto di Michele Chiarlo), un piccolo Bordeaux e un vino dolce ancora tedesco. Non male davvero.

Eccellente il lavoro che ha fatto Iberia, che si è affidata al team della guida Todovino e in particolare al celebre sommelier Custodio Zamarra. Sono tutte ottime etichette spagnole, precedute da un paio di pagine di un mini corso di degustazione. Sono tre rossi “bandiera” come il Cabernet Sauvignon di Jean Leon i nel nedès (parete dell’impero Torres, un equivalente dei supertuscan italiani) e poi Rioja, Ribera del Duero, e ancora due ottimi bianchi uno della Mancha e l’altro del Somontano. E poi tre ottimi Jerèz per aperitivo, un Cava di livello, due ottimi vini dolci e una bella selezione di distillati. Per ogni vino una bella scheda che racconta sommariamente e semplicemente la storia dell’azienda e le caratteristiche del vino, per una divertente sessione di degustazione guidata… Il vero “plus” di questa ottima carta.

Di altissimo profilo la selezione di Cathay Pacific. Sei grandi etichette, a partire dal Krug Grand Cuvée come bollicina di benvenuto… E poi un Meursault Grand Cru, un grande chardonnay australiano, un “super second” bordolese, un Pinot Nero emergente dalla Nuova Zelanda e un Supertuscan di ottimo lignaggio. Ottimo il Porto Tawny, bella la selezione di distillati e liquori. Il tutto ha una rotazione veloce ma è una scelta di vero prestigio.

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Emirates con la First Class propone cinque etichette di valore assoluto, con Dom Pérignon come bollicina, cinque grandi nomi del vino (Alsazia, Rias Baixas, Bordeaux Borgogna, Toscana). E poi un ottimo Vintage Port e un Sauternes per finire. Di gran livello ma con etichette un po’ meno costose la carta della Business della Emirates, che vede un ottimo Champagne come Taittinger Brut Réserve come benvenuto e altri ottimi vini come bianchi del Maconnais e sudafricani, rossi (seconde etichette) di Bordeaux e del Priorat in Spagna. A seconda delle rotte, a parità di livello, cambiano le selezioni. Non berrete lo stesso vino due volte se fate il giro del mondo con Emirates!

Air France propone una veloce selezione che cambia ogni due mesi. Uno Champagne, un bianco e un rosso per le classiu “Voyageur” e “Alizé”, la scelta tra un Borgogna (o altra regione francese) ed un Bordeaux per la Première (etichette di alto livello, aziende di riferimento) e la Affaires, che ha una selezione valida ma un po’ meno pregiata…

Anche Alitalia con la Business ha fatto una scelta “minimale” ma di rotazione continua. Quattro etichette di buon livello (due dal Lazio, con etichette di profilo elevato) un ottimo Primitivo di Manduria e un valido Franciacorta Brut. Selezione che ruota ogni due mesi.

British Airways offre una lista di ottimo livello curata da grandi professionisti. Anche qui non molte etichette, ma scelte con estrema cura per la First Class, dove il benvenuto sono un Kyr Royal o uno Champagne Laurent-Perrier millesimato. A seguire bianchi di livello Premier Cru da Borgogna o altre zone vinicole equivalenti, con puntate sull’Italia e sul Nuovo Mondo, ma sempre con ottime etichette. E poi tre rossi di “prima classe”, da Bordeaux e dal Nuovo Mondo, un pregevole vino dolce francese per chiudere, e ovviamente, un Colheita Port di rango.

Le liste ovviamente hanno leggere differenze secondo le rotte (America, Sud America, Africa, Medio Oriente). Per le liste Business troviamo due buoni Champagne, quattro bianchi e quattro rossi di medio-alto livello, dove Francia e California fanno la parte del leone. Da sottolineare le mini-schede di presentazione di ogni vino davvero ben redatte e “invoglianti”.

In generale si tratta di selezioni “pensate” per essere apprezzate in alta quota, dove olfatto e gusto vanno stimolati in  maniera più decisa. E ovviamente di pari passo con il prestigio e il costo della classe scelta migliora la qualità. La più “ricca” è per i danarosi clienti di Cathay Pacific, che non hanno problemi di budget e bevono i grandi vini del mondo. Ma anche con minori disponibilità Delta, Lufthansa e British AirwaYs dimostrano che si può far bella figura e far bere bene i propri clienti.

Iberia, infine, è un modello che potrebbe ispirare molti. I vini sono ottimi , etichette di vertice, ma anche scelte con un occhio al rapporto qualità/prezzo. E poi è una carta tutta spagnola che si configura come un viaggio del gusto nella penisola iberica che finisce con i migliori liquori e distillati. E dove ogni etichetta viene raccontata e spiegata in maniera leggera ed accattivante. Una carta che è un ottimo ambasciatore dell’enologia di quel paese. Maglia nera, purtroppo, per Alitalia. Pochi vini e mancanza di un filo conduttore.

Un’ultima considerazione: su oltre settanta vini esaminati (esclusa Alitalia con le sue quattro) solo tre etichette italiane. Un’occasione perduta per far conoscere i nostri vini da una clientela non certo priva di mezzi.

di Marco Sabellico
22/12/2010