Un importante documento è stato presentato il 20 ottobre nel corso dei lavori della 10°COP (Conferenza delle Parti) della Convenzione sulla diversità biologica di Nagoya – Giappone. Sono stati resi noti i risultati della più ampia ed autorevole analisi mai realizzata, sull’economia della biodiversità e

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degli ecosistemi, (Teeb, the Economics of ecosystems and biodiversity – www.teebweb.org) nel documento finale riassuntivo dal titolo “Mainstreaming the economics of nature”.

Nel Teeb alcuni esempi di come la natura sia alla base delle attività umane: le autorità locali di Canberra, in Australia, hanno piantato 400.000 alberi per regolare il microclima, ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria a livello urbano, riducendo i costi energetici derivanti dal condizionamento dell’aria e dei meccanismi economici di sequestro del carbonio.

I benefici prodotti vengono calcolati tra i 20 ed i 67 milioni di dollari per il periodo 2008-2012. Anche le barriere coralline non sono soltanto paradisi da esplorare: sebbene coprano solo l’1.2% delle aree marine le barriere costituiscono l’ambiente ideale per un totale di specie che viene calcolato da 1 a 3 milioni, incluso più di un quarto di tutte le specie di pesci marini. Circa 30 milioni di persone nelle comunità costiere ed insulari sono totalmente dipendenti dalle risorse di base che derivano dalle barriere coralline.

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2/11/10