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Per la prima volta, ieri sera, da Figline Valdarno, a sud di Firenze, terra di Chianti e olio, il cantante ha svelato tutti i dettagli di come e perche' sono 15 anni che qui vive e fa il contadino.

Barba folta di un morbido color marrone, non un solo pelo grigio, unica concessione al look uno stivaletto in renna. La versione contadina

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in terra di Toscana di Sting ci consegna un poeta del rock che sa impastare la terra come un giro di blues, sa scavare un solco sul vinile di grano.

”Faccio l’agricoltore per curare la terra, per nutrirla, non per depredarla – ha raccontato dinanzi ai microfoni di Rtv38 -. Per rispettare questa terra ho scelto la coltura biologica e la monocoltura, il rispetto dei tempi, la ricerca. Ma sono arrivato qui e ho deciso di fermarmi anche perché avevo bisogno e sentivo il dovere di nutrire la mia famiglia con prodotti genuini e di qualità, in un ambiente sano.

Tutti conoscono il mio impegno ambientalista soprattutto in favore delle foreste del Sudamerica. Con questa attività in Toscana cerco di aiutare me stesso e chi mi sta vicino a vivere meglio inseriti in un contesto naturale e armonico ”.

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A Figline Sting – come informa l’Ansa – è proprietario di una tenuta di oltre 300 ettari che comprende una grande villa, una collina boscosa con all’interno 6 piccoli laghi, vigne e oliveti. Per l’attività agricola ha fondato la società Tenuta Il Palagio.

Durante le sue escursioni in bici nelle ‘sue terre’ ha avuto anche un incidente che ha rivelato stasera:

”Per guardare il paesaggio avevo dimenticato di avere i pedali legati e tentato di mettere il piede a terra sono cascato rovinosamente fratturandomi il pollice sinistro. Per fortuna posso ancora suonare ma in bici non ci vado piu”’.

A parte questo inconveniente, Figline è ormai il posto dove ha scelto di vivere con la famiglia: ”Da gennaio ho girato il mondo una volta e mezza. Quando ieri sono atterrato a Firenze, ho tirato un sospiro di sollievo. Sono a casa, mi sono detto. Amo questo posto perché la natura offre spunti di riflessioni, anima la mia ispirazione artistica”.

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Durante la serata, Sting ha accolto con classico english ‘Wow!’ il dono di un contadino locale che gli ha portato un cesto con alcuni semi sotto tutela di fagioli zolfini, ceci aretini, prezzemolo minuti e cavolo nero e alla domanda sul piatto preferito ha risposto ”il cinghiale in umido”.

Nella sua azienda, che dà lavoro a 15 dipendenti fissi tutti del posto, più un numero variabile di stagionali, Sting produce olio extravergine, miele e salumi di cinta senesi con un allevamento di maiali. Ma il fiore all’occhiello dell’azienda sarà il vino che, però non è pronto e non ha un nome. Riposa da due anni in barrique. Sarà presentato a settembre.

Alla serata, organizzata nel teatro Garibaldi di Figline per parlare di terra e agricoltura, insieme a Sting c’erano, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, e il direttore dell’Accademia dei Georgofili, Franco Scaramuzzi.