[caption id="attachment_86257" align="alignnone" width=""]http://med.gamberorosso.it/media/2010/07/247535_web.jpeg[/caption]

Si è spento Guido Cocci Grifoni, figura emblematica della viticoltura in generale e di quella picena in particolare: fondatore della Tenuta Cocci Grifoni nel 1970, è sempre stato un outsider dell’enologia, sostenendo con forza la produzio

Pubblicità

ne autoctona anche quando il mercato andava nella direzione opposta.

Dal 1970, anno cui è legata la prima produzione di Rosso Piceno Superiore (annata 1969), il suo lavoro si traduce in un’infaticabile attività di ricerca, riscoperta e valorizzazione dei vitigni autoctoni: è grazie a questo spirito che nei primi anni ’80 si mette alla ricerca di un vitigno a bacca bianca che si credeva andato perduto.

Si tratta del Pecorino, che metterà a produzione fin dai primi anni ’90 e per il quale si batterà per il riconoscimento della DOC, arrivata soltanto nel 2001. Dopo il Pecorino è la volta del recupero del vino da vitigno Passerina, un altro bianco autoctono.

Pubblicità

Un’attività imprenditoriale coraggiosa che si è rivelata una scelta di successo e che non sarebbe stata possibile senza l’uomo che Guido Cocci Grifoni è stato, un esempio che negli anni è diventato punto di riferimento per tutta l’azienda grazie alla sua forza d’animo mai venuta meno, alla profonda integrità morale e soprattutto al coraggio di credere e di portare avanti le proprie scelte.

È per questo motivo che la moglie Diana e le figlie Marilena e Paola credono che il modo migliore per ricordarlo sia continuare a coltivare ciò che egli ha lasciato in eredità, nel pieno rispetto dei valori e della filosofia che in tutti questi anni ha incarnato con la sua testimonianza di vita.

13/07/2010