Gli esperti italiani di GVC Onlus e il personale tecnico dello UAWC-, collaborano con gli olivicoltori palestinesi di 9 villaggi a Nablus e Tulkarem, per migliorare le condizioni socio-economiche della popolazione rurale della Cisgiordania.

Il programma di attività ha come obiettivo il supporto al settore olivicolo-oleario palestin

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ese tramite attività di formazione e assistenza tecnica sul terreno che hanno interessato tutte le fasi della filiera, dalla coltivazione degli oliveti, alla raccolta e spremitura delle olive, fino alla conservazione e al sostegno nella fase di negoziazione dei prezzi di vendita dell’olio prodotto.

Grazie alla presenza di esperti italiani del settore, le buone pratiche per la produzione di olio di oliva di qualità vengono così introdotte e progressivamente assimilate, con una continua collaborazione che va oltre la semplice formazione e la distribuzione di attrezzature agricole. Riuniti intorno a questa visione comune, i produttori hanno avviato le procedure di registrazione delle loro associazioni informali, con l’inclusione di membri provenienti da altri villaggi.

La formazione di queste cooperative è un processo che parte dal basso e rappresenta un esempio da imitare per altri agricoltori palestinesi, mezzo per introdurre e diffondere le buone pratiche per la produzione olearia e per aumentare l’informazione sulle potenzialità del settore olivicolo nazionale.

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Il programma è cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Emilia-Romagna.
Sono coinvolti i villaggi di Iktaba, Kofr Allabad, Anabta, Rameen, Beit Leed (distretto di Tulkarem) and Aureef, Boreen, Madama, ‘Asira al Qibliya (distretto di Nablus).

GVC e UAWC sostengono gli agricoltori per la produzione di olii di oliva extravergine e di categoria superiore e con notevoli potenzialità di commercializzazione.
La produzione, che nasce dalla collaborazione tra gli olivicoltori palestinesi, il frantoio Abu Nasser di Boreen, nel distretto di Nablus, GVC Onlus e UAWC, include 4 varietà di Olio Extravergine d’oliva monovarietale: il Nabali Mohassan (sin. Nabali migliorata), Shami (sin. Ascolana tenera), Manzolino (sin. Manzanilla) e Nabali Baladi (sin. Nabali). . L’estrazione di questi oli rappresenta il primo tentativo, in Palestina, di produzione pianificata di oli monovarietali.
Assistiti tecnicamente da esperti italiani, tutte le fasi, dalla raccolta all’imbottigliamento, sono state seguite accuratamente: la raccolta anticipata –eseguita a fine settembre, le più appropriate condizioni igieniche nei frantoi, il monitoraggio durante la molitura, la conservazione dell’olio e la filtrazione prima dell’imbottigliamento e, nel complesso, i notevoli sforzi prodotti dagli agricoltori, dai frantoiani e dallo staff GVC/UAWC, hanno permesso l’estrazione di questi oli monovarietali.
Il termine monovarietale viene utilizzato in olivicoltura quando si coltivano piante con le stesse caratteristiche genetiche e lo stesso modello di crescita. Gli oli estratti da singole varietà di olivo conservano le loro caratteristiche peculiari e le fragranze tipiche della varietà da cui provengono.
All’olfatto e al gusto, differiscono tra loro per la sensazione di amaro e piccante, in diverse intensità, e per il sapore erbaceo accompagnato da piacevoli sensazioni di mandorla amara, foglia di pomodoro e reminiscenze di carciofo, a seconda della varietà considerata.

Sono tre invece le varietà di Olio Extravergine d’oliva Blend (Boreen Blend, Rameen Blend-vincitore del Go.