Tom Aikens. Osteria e fast food d’autore
Tom’s Kitchen è sempre pieno. Una clientela giovane e veloce, magari non la stessa che affolla la casa madre aperta nel giugno 2003 appena qualche metro accanto. Sempre candidato alla seconda stella Michelin, Tom non cerca qui l’effetto blasonato o le prodezz

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e tecniche ma una cucina dal più che semplice bell’effettto conviviale. Su due piani, compreso lo spazio che fa più salotto british che lounge internazionale, ci si affolla per dei piatti men precisi che generosi. Pesce, verdure e carni a tutto spiano – chiedete a Tom e a suo fratello di farvi visitare la macelleria – e anche se i prezzi non son proprio da beneficienza l’assiette di charcuterie –buon salame, pessima mousse di pollo – parte come un croissant appena scesi dal letto. C’è chi punta sull’Hamburger – con tanto di onion rings – e chi passa – ma almeno fatevi un paio di salsicce Cumberland e l’agnello stracotto a bassa temperatura, che fa sempre la sua bella figura – al dessert. Bella esposizione di foto di allevatori di maiali e mostra non meno permanente di superbe figliuole di ottima famiglia che affollano il locale, Tom è sempre aperto sino a tardi, a partire dal porridge del mattino. Se volete, provate pure l’ultima trovata a portata di mano, di tasca e di gambe, un Fish & Chips made by Tom Aikens, il Tom’s Place, aperto poco prima della fine dell’anno passato.
Tom’s Kitchen | 27 Cale Street, SW3 3QP London Tel. +44 20 7349 0202 | carta 35 sterline
Tom’s Place | 1, Cale >Street | SW3 3QT Londra | tel. +44 2073 511 806 |

Gordon Ramsay.  Pub di moda e di maniera
Gordon Ramsay, che non sa più come occupare le sue giornate (però potrebbe riprendere in mano la situazione del suo ristorante newyorkese, un vero disastro) si è messo in testa di far – pure lui! – del gastro pub. The Narrow non è malvagio. Se ci capitate senza prenotare, al massimo vi beccate un piatto al bancone. Gli sgombri marinati, le patate fritte, le bistecche cotte giuste, i tocchi di maiale, la Quiche di Stilton, i Rognoncini d’agnello e anche i gamberetti speziati tirano l’affamato d’affare. Il posto, incontestabilmente, è bello, memore dei suoi trascorsi di pub popolare, ma decisamente più “borghese di sinistra” appena il sole fa capolino. E la terrazza con vista sul fiume diventa uno dei posti più gettonati di Londra. Bella carta dei vini a prezzi sorridenti – come le cameriere. Quasi quasi anche lo Steve Buscemi di Reservoir Dogs avrebbe lasciato la mancia.
The Narrow | 44 Narrow Street | E14 8DQ Londra | tel. +44 2075 927 950 | carta 30-40 sterline

Tom Pemberton. Largo alle frattaglie
Per poco non passavamo la notte nel sacco a pelo per essere i primi a varcare la soglia di Hereford Road. Quando abbiamo saputo che Tom Pemberton, lo spilungone occhialuto da sempre intravisto smadonnare nelle cucine del Saint John Bread and Wine di Fergus Henderson apriva un posto suo ci siamo precipitati. Ovviamente, la matrice è quella «del porco e dell’agnello si mangia tutto e non si getta niente». Nell’angusto locale – se vi fermate nel corridoio adiacente il bancone delle cucine – non c’è il comitato d’accoglienza dell’apprendista vegetariano. Qui i piatti sono di sostanza, carnosi come si deve, talmente importanti che van talvolta divisi in due. Il menu cambia ogni giorno anche se alcune proposte son diventate, nel giro di qualche mese, dei classici: troverete sempre le Animelle con i fagiolini alla menta, i Topinanbour arrosto col crescione e le uova sode, il Capriolo alle barbabietole, il collo d’agnello arrosto, i Rognoni di Vitello con purea e spinaci e, per i fainted hearted, anche dell’Haddock bollito con broccoletti viola. Bei dessert regressivamente ipercalorici – noi ci siam fatti la Plaieade di Bread & Butter Pudding e degli Sticky Date Pudding, ma dopo l’assaggio dei tre formaggi del dì. La prova che il posto ci è piaciuto è che a fine mese ci torniamo.
Hereford Road | 3, Hereford Road | Westbourne Grove | W2 4AB Londra | tel. +44 2077 271 144 | carta: 18-29 sterline

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Gilgamesh. Fusion a tutto campo
VI ricordate il capitolo del massacro del clone che voleva scappare dalla sua messianica prigionia nel calvinesco libro di David Mitchell, Cloud Atlas? Gilgamesh assomiglia un po’ a quella grande stanza chira, dominata da un enorme ascensore, nella quale centinaia e centinaia di persone badano alle fami proprie. Ma le somiglianze si fermano qui. Perché le stampe rimandano ai tesori del British Museum e con un nome come Gilgamesh, che vi aspettate di trovare: pappardelle? È una specie di Bollywood con influenze giapponesi, coreane, indiane, babilonesi e chi più ne ha più ne metta. Per quanto ci riguarda, i Dumplings con le uova di trota non erano poi così male.
Gilgamesh Camden Stables Market | Chalk Farm Road |  NW1 8AH Londra | tel. +44 20 7482 5757 | carta 28-39 sterline

Adam Byatt. Prodotti alti, prezzi bassi
Per trovarlo, armatevi di pazienza. Ma quando finalmente arrivate, in una zona deserta e residenziale, è come se non foste mai usciti. Anche se il giorno in cui ci siamo andati Adam Byatt era in vacanza sul Continente, poco è cambiato nel suo stile di cucina dal tempo in cui (nel 2003) vi parlanno del Thyme. Nuova location, stessi fondamenti: quelli d’una cucina da gastropub, francesizzante ma non troppo, dai prezzi stracciati e prodotti scelti: provate lo sgombro al cetriolo e rafano forte, il piatto vegetariano del dì (delle stravaganti tagliatelle), i tortellini di granchio alle capesante e brodetto di ostriche più qualche carne che non abbiamo provato. Atmosfera distesa, ma elegante, particolarmente la sera; congregazione di clienti locali ma anche venuti da ogni parte del reame festeggiare quello che Time Out dichiarò il miglior ristorante dell’anno.
Trinity | 4, The Polygon | Clapham, SW4 0JG | Londra | tel. +44 207 6221 166 | menu vino incluso 15-20 sterline (pranzo) 40-70 sterline (cena); carta: 26-39£

Andrea Petrini

 

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