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Le importazioni vitivinicole, secondo quanto annunciato dal presidente dell'Italian Wine & Food Institute (Iwfi) Lucio Caputo hanno infatti avuto, nei primi sette mesi dell'anno, un incremento del 19,6% in quantita' ed una riduzione del 13,6% in valore, confermando l'interesse dei consumatori americani al vino ma di prezzo piu' contenuto.

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In questo contesto, l’Australia ha mantenuto la sua posizione di leader negli States, superando l’Italia di oltre 230 mila ettolitri, mentre il Cile, con +124,4%, la Nuova Zelanda, con +29,4% e l’Argentina con +22,4% hanno rafforzato le loro posizioni.

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Le importazioni Usa di vini italiani sono complessivamente ammontate, precisa l’Iwfi, a 1.168.160 ettolitri per un valore di 558,32 milioni di dollari contro 1.270.670 ettolitri e 689,41 milioni di dollari del corrispondente periodo del 2008, con una diminuzione dell’8,1% in quantità e del 19,0% in valore.

 

Caputo ha tuttavia ricordato che, depurando dai totali i vini sfusi, l’Italia ”mantiene la sua posizione di leader fra i paesi fornitori del mercato Usa e che questo e’ certamente un fattore positivo per l’immagine del vino italiano”.

Nel periodo in esame infine i prezzi medi all’origine dei vini imbottigliati (quindi depurati dai vini sfusi che hanno creato e continuano a creare una notevole turbativa del mercato), importati nel periodo in esame, sono stati di $9,42 per i vini francesi (contro $12,66 dei primi sette mesi del 2008); di $4,96 per i vini italiani (contro $5,71); di $3,87 per i vini argentini (contro $4,04); di $3,55 per i vini australiani (contro $3,75) e di $3,38 per i vini cileni (contro $3,33).

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18/09/2009