Quarta volta da vincitore per lo chef indiano trapiantato a Bangkok, che fa registrare un record nella storia del premio. Con lui, sul podio, Den e Florilege, in rappresentanza di Tokyo. Per l'Italia scende Umberto Bombana, ma entra Luca Fantin: la cucina italiana che propone alla Bulgari Ginza Tower (Tokyo) gli vale il 28esimo piazzamento. 

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Ancora Gaggan Anand

E per il quarto anno consecutivo Gaggan Anand è ancora in testa alla classifica dei migliori 50 ristoranti in Asia. Lo chef indiano che ha portato la sua cucina progressista a Bangkok non smentisce le aspettative, ed è sempre più saldo alla guida di una compagine particolarmente variegata: ancora molte, tra le realtà premiate, sono le tavole che propongono cucina francese nelle grandi metropoli asiatiche, ma insieme crescono anche insegne che dall’eredità delle cucine locali prendono spunto per presentare una moderna interpretazione di ingredienti, ricette e tecniche del continente asiatico. La cerimonia di premiazione degli Asia’s 50 Best Restaurants 2018 va in scena al Wynn Palace Cotai di Macao, che ospiterà l’evento anche il prossimo anno. Sul palco, dunque, si comincia con l’enfatizzare il bel momento gastronomico di Macao: cresce il numero di hotel e ristoranti di livello, e l’isola vuole continuare a implementare gli standard di ospitalità, con la complicità di chef locali e internazionali. Inizia, poi il countdown verso la vetta, di quella che molti considerano la serata degli oscar della ristorazione asiatica. E sul podio insieme a Gaggan salgono due giapponesi, entrambi da Tokyo: secondo piazzamento per Den (l’anno scorso al numero 11), medaglia di bornzo per Florilege (in salita dal 14esimo posto). Premio alla carriera, invece, per Andrè Chiang, all’anagrafe classe, che nel 2017 aveva conquistato il secondo piazzamento, prima di annunciare la chiusura del suo ristorante.

 

Premio alla carriera per Andrè Chiang

E proprio per omaggiareil recente ritiro, il Lifetime Achievement Award 2018 (l’anno scorso al nostro Umberto Bombana) spetta a lui:“Per i prossimi 40 anni voglio dedicarmi a costruire una piattaforma di formazione per i più giovani. Ora che ho concluso questa parentesi, mi attende una missione più impegnativa”, dice “È emozionante stare qui, pensare alla mia esperienza, agli ultimi 10 anni dedicati al mio ristorante: abbiamo vissuto insieme, cucinato insieme, dormito insieme, e ora le persone mi chiedono cosa significhi questo premio per me: siamo responsabili per le prossime generazioni, siamo i loro mentori e custodi. Ringrazio Singapore che mi ha aiutato a essere differente e unico”.

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L’Italia di Bombana e Fantin

Movimenti più o meno previsti nel resto della classifica, che vede Umberto Bombana e il suo 8 ½ di Hong Kong in discesa dal quarto al tredicesimo posto. Ma per l’Italia la soddisfazione più grande è l’ingresso in lista di Luca Fantin, new entry al 28esimo piazzamento per la cucina italiana che dal 2009 promuove alla Bulgari Ginza Tower di Tokyo (Tre Forchette per la nostra Top Italian Restaurants,un anno fa lo intervistavamo a proposito). Tra gli “stranieri” più celebri in classifica, buon risultato per la cucina tedesca di Suhring, a Bangkok, che sale al quarto posto; e pure per Ultraviolet by Paul Pairet, ottavo, che a Shangai riporta anche il premio per la migliore ospitalità. Chi invece vuole scommettere sulle stelle emergenti può puntare sul Toya Eatary di Manila, premiato come “One to watch 2018”, un ristorante di cui, secondo la valutazione dell’Asia’s 50 Best sentiremo parlare, anche se ancora non accede alla lista dei migliori 50 (lo chef è Jordy Navarra, già al Fat Duck di Heston Blumenthal e da Bo Innovation, a Bangkok). Tra i premi individuali, da Bangkok arriva la miglior chef 2018, Bongkoch Bee Satongun, alla guida del ristorante Paste, al 31esimo piazzamento in classifica (“si comincia dalle basi, e poi si innesta la creatività, che pesano rispettivamente all’80% e 20% nella mia cucina” dice nel video di presentazione, che la mostra solida e volitiva al comando della sua brigata, mentre sul palco è troppo emozionata per parlare), mentre il miglior pastry chef 2018 è il francese Nicolas Lambert (Caprice). Yoshihiro Narisawa, invece, è lo chef scelto dai suoi colleghi per lo Chef’s choice Award.

 

LA CLASSIFICA

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50 Whitegrass, Singapore

49 Wasabi by Morimoto, Mumbai

48 La Maison de la Nature Goh, Fukushima

47 Shoun Ryugin, Taipei

46 Caprice, Guillaume Galliot, Hong Kong

45 Nihonbashi, Colombo

44 Jaan, Singapore

43 The dining room at the house on Sathorn Bangkok

42 Tok Tok, Sud Corea

41 Ronin, Hong Kong

40 Belon, Hong Kong

39 Issaya SiameseClub, Bangkok

38 Quintessence, Tokyo

37 Bo.lan, Bangkok

36 Corner House, Singapore

35 Jade Dragon, Macao

34 Ajime, Osaka

33 Eat me, Bangkok

32 Neighborhood, Hong Kong

31 Paste, Bangkok

30 Fu He Hui, Shangai

29 Les Amis, Singapore

28 Il Ristorante Luca Fantin, Tokyo

27 Sushi Saito, Tokyo

26 Jungsik, Seoul

25 Ministry of Crab, Colombo

24 Lun King Heen, Hong Kong

23 Waku Ghin, Singapore

22 The Chairman, Hong Kong

21 Locavore, Bali

20 L’Effervescence, Tokyo

19 Indian Accent, New Delhi

18 Mume,Taipei

17 La Cime, Osaka

16 Ta Vie, Hong Kong

15 Raw, Taipei

14 Le Du, Bangkok

13 8 ½

12 Burnt Ends, Singapore

11 Mingles, Seoul

10 Nahm, Bangkok

9 Ryugin, Tokyo

8 Ultraviolet by Paul Pairet

7 Amber, Hong Kong

6 Narisawa, Tokyo

5 Odette, Singapore

4 Suhring, Bangkok

3 Florilege, Tokyo

2 Den, Tokyo

1 Gaggan, Bangkok

 

a cura di Livia Montagnoli