Nella campagna modenese da qualche giorno si può visitare un insolito parco a tema dedicato alla più celebre delle eccellenze locali, l'aceto balsamico Igp. L'idea è venuta alla famiglia De Nigris, che il segreto del balsamico lo custodisce da oltre 120 anni. Ecco cosa troverete. 

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Fare promozione enogastronomica. L’esempio della food valley

Di eccellenze enogastronomiche la food valley emiliana non è certo avara. Se a questo si aggiunge la capacità di fare sistema e la voglia di comunicare il saper fare impresa mantenendo costante l’attenzione per la qualità e l’identità territoriale, il successo del “brand” emiliano anche oltreconfine è più che giustificato. Anche perché, da tempi non sospetti, le piccole, medie e grandi imprese regionali del food hanno intuito più di tante altre enclave gastronomiche della Penisola le potenzialità culturali del cibo, tanto che oggi il fatturato di ognuno beneficia non solo di vendite ed esportazioni in crescita, ma pure dei proventi di un circuito turistico che è fatto di iniziative culturali, manifestazioni di piazza e percorsi museali interattivi per tutta la famiglia. E mentre il sistema dei Musei del Cibo macina numeri, presto l’hinterland bolognese si arricchirà di una nuova attesa meta per turisti gourmet, a firma Oscar Farinetti, che dietro al vessillo di F.I.C.O sta costruendo un vero e proprio parco dei divertimenti tematico. Per food addicted. Ma di casi meno altisonanti l’Emilia di oggi è piena. Un esempio concreto? Da qualche giorno fare rotta su Carpi, nella bassa modenese, significa imbattersi nel primo Balsamico Village mai concepito.

 

Il parco dedicato al balsamico

A ideare questo parco tematico dedicato alla più celebre gloria locale – l’aceto balsamico, statistiche alla mano l’indicazione geografica italiana più esportata nel mondo – la storica acetaia De Nigris, che nel progetto ha investito ben 20 milioni di euro. E il tempo saprà dire con quale lungimiranza. Per ora la realtà dei fatti parla di 40mila metri quadri ricavati tra i vigneti di proprietà dell’azienda per creare uno spazio didattico e produttivo che è al contempo scuola e museo a cielo aperto. L’obiettivo dichiarato è quello di intercettare i flussi turistici, con un occhio di riguardo ai visitatori stranieri affascinati dalla storia gastronomica millenaria del nostro Paese, condivisa da oltre 120 anni dall’acetaia della famiglia De Nigris. Oggi alla guida dell’azienda c’è Armando, il fatturato supera i 70 milioni di euro, la produzione raggiunge i 35 milioni di bottiglie all’anno. Con un dato sull’esportazione davvero incoraggiante: De Nigris, leader indiscusso del mercato interno, copre il 27% dell’export di aceto balsamico italiano, raggiungendo 70 Paesi nel mondo. E allora perché non raccontare in modo semplice e divertente la storia di questo grande successo?

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La visita al parco

Del resto lo spazio non manca, ed è pure particolarmente suggestivo, proprio nel cuore della campagna dove crescono i sette vitigni trasformati in mosto per produrre il balsamico Igp e attiguo a Villa Grimelli, abitata nell’Ottocento dal chimico Geminiano Grimelli che per primo codificò la ricetta dell’aceto balsamico. Insomma, i conti tornano. E il percorso “museale” rende giustizia al progetto, tra l’orto verticale multisensoriale e l’anfiteatro che espone le ceramiche artistiche della tradizione locale, fino all’accademia deputata all’assaggio, per degustare e valorizzare in cucina l’oro nero modenese. Oltre al cuore del villaggio, la sala di invecchiamento che custodisce in botti di rovere 7 milioni di litri di aceto. L’obiettivo è fissato a 20mila visitatori nei prossimi due anni e il progetto ha già meritato l’Italian Talent Award, per la promozione del lifestyle made in Italy sulla scena internazionale. Con l’auspicio “che altri imprenditori raccolgano il nostro esempio e possano sorgere in Italia altre realtà dedicate a Dop e Igp simili a questa”.

 

Balsamico Village | Carpi (MO) | via Carrobbio, 3 | tel. 059 664777 | www.balsamicovillage.it

 

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a cura di Livia Montagnoli