Stellati, celebrati dalla critica, protagonisti della cucina d'autore. Eppure chiudono i battenti. Dopo In de Wulf anche De Karmeliet. C'è tempo fino alla fine del 2016 per visitarli. E intanto si attendono le novità della Michelin 2016 

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De Karmeliet. La storia dell’alta cucina belga

Il suo ristorante (fondato nel lontano 1983) si chiama De Karmeliet e lui è uno degli chef più apprezzati del Belgio. Certo la barriera linguistica non aiuta a memorizzare il suo nome – come spesso accade passando in rassegna i principali protagonisti dell’alta ristorazione nord europea – ma Geert Van Hecke, alla soglia dei 60 anni d’età, è considerato dalla critica locale e internazionale un caposaldo della cucina d’autore belga. Tanto che la sua cucina esclusiva in quel di Bruges – gioiello rinascimentale attraversato da canali navigabili a un’ora di treno da Bruxelles – detiene le Tre stelle dal 1996 e tiene alto il nome della ristorazione belga sulle pagine della guida Michelin, in compagnia di altre due insegne, Hof Van Cleve e Hertog Jan.

Michelin 2016. Come cambieranno gli equilibri?

Ma ora, dopo anni di onorata carriera, lo chef ha deciso di mollare. Almeno la sua cucina più blasonata, che chiuderà i battenti tra circa un anno, il prossimo autunno; mentre la seconda insegna, il bistrot Refter aperto nel 2009, resterà operativa, e presto Van Hecke potrebbe lanciarsi in una nuova avventura insieme a sua moglie. Nessun desiderio di appendere la giacca al chiodo, quindi, ma pur sempre una decisione spiazzante, destinata a far clamore proprio all’alba dell’uscita della guida Michelin 2016 di Belgio e Lussemburgo.

Quest’anno la presentazione della Rossa si fa attendere più del dovuto – anche per il rinvio della cerimonia a seguito degli attentati di Parigi – ma indiscrezioni parlano della possibilità che un nuovo tristellato possa unirsi alla triade a comando, mentre le dichiarazioni dello chef potrebbero far perdere terreno al De Karmeliet.

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In de Wulf. Kobe Desramaults lascia

Decisamente un momento turbolento per la ristorazione belga, che solo qualche settimana fa aveva incassato il colpo sferrato da Kobe Desramaults, presente e avanguardia della scena gastronomica locale, fautore di una cucina di ricerca che si nutre dell’isolamento quasi magico delle campagne di Dranouter, che circondano il ristorante In de Wulf, nelle Fiandre. A differenza di un veterano come Van Hecke, con i suoi 35 anni Kobe rappresenta il futuro della cucina d’autore belga e negli ultimi anni ha saputo guadagnare molto credito agli occhi della critica internazionale (oltre a conquistare una stella Michelin). D’altronde, nonostante la giovane età lo chef guida il ristorante di famiglia da quando di anni ne aveva solo 23, quando ereditando il testimone impresse una decisa svolta alla classica proposta da bistrot francese.

Una scalata costante verso il successo che a distanza di 12 anni l’ha portato alla decisione di ritirarsi dalla scena, almeno temporaneamente. Così l’ultimo servizio di In de Wulf è già segnato per dicembre 2016. E poi? Nessun progetto concreto, ma tante idee per la testa. Senza dimenticare le due insegne parallele che Kobe gestisce a Gand, il Bistrot de Vitrine e la panetteria De Superette.