Bloccato carico di barbatelle dall'Italia: primi segnali di allarme dalla Libia sul fronte vinicolo

25 Feb 2015, 16:58 | a cura di Livia Montagnoli
Preoccupazione per il blocco dell'esportazione a Tripoli di un lotto con 700mila piante per uva da tavola gestito dai Vivai cooperativi Rauscedo. Una partita del valore di 1,3 milioni di euro, che potrebbe essere solo la prima di una unga serie per Rauscedo, che commercializza in diversi Paesi Arabi.
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Crisi libica, i primi effetti cominciano a farsi sentire anche sul fronte vitivinicolo. Un lotto con 700 mila piante, tutte per uva da tavola - mittente Vivai cooperativi Rauscedo, destinazione Tripoli - è stato bloccato pochi giorni fa perché l' importatore in Nord Africa, Agromillora Méditerranée, ha trovato forti resistenze a oltrepassare i confini tunisini.
''C'è forte preoccupazione” ha detto Giorgio Giacomello, presidente Vcr “tra noi operatori, già penalizzati dalla scellerata scelta dell'embargo russo. Questa partita in partenza per la Libia, da colture in provincia di Udine e di Rimini, vale 1,3 milioni di euro''. Rauscedo, commercializza in 43 Paesi esteri, compresi i Paesi arabi dove l'export più significativo va in Marocco, Tunisia, e tramite partner, in Libano. Alla luce degli ultimi fatti, quale futuro si profila per gli scambi vitivinicoli, e non solo, nel Continente Nero?

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