Bocuse d'Or 2017: Mathew Peters dagli USA vince il contest culinario di Lione

26 Gen 2017, 08:52 | a cura di Michela Becchi

Ha chiuso i battenti ieri, 25 gennaio 2017, una delle competizioni internazionali più prestigiose del settore, che ogni due anni porta a sfidarsi chef di mezzo mondo. È il Bocuse d'Or, che quest'anno ha visto la vittoria dell’americano Mathew Peters.

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L'evento

Sono in ventiquattro. Tutti esperti, motivati, agguerriti. Sono i 24 chef che si sono sfidati per la finale mondiale del Bocuse d'Or a Lione, negli spazi del Sirha il 24 e 25 gennaio 2017. Tra le gare di settore più temute, il contest francese è quello che più di tutti mette a dura prova i partecipanti con ben 18 mesi di eliminatorie e prove nazionali e continentali in Europa, Asia, America Latina. In concomitanza con le sfide ai fornelli, a Lione quest'anno si sono festeggiati anche i 30 anni del Bocuse d'Or: la competizione nasce infatti nel 1987 da un'idea di Paul Bocuse, con l'intenzione di sottolineare ed evidenziare il talento degli chef. Una grande novità che ci riguarda è che Torino ospiterà la finale europea del 2018. Appuntamento al Lingotto Fiere, l'11 e il 12 giugno.

30 anni di Bocuse d'Or

Un'edizione tutta speciale quella del 2017, quindi, che per il suo trentennale ha scelto degli ingredienti particolari che, meglio di tutti gli altri, identificano la cultura culinaria di Lione: Pollo alla Bresse con molluschi. Questo il piatto tipico francese che gli chef hanno dovuto proporre alla giuria, elaborandolo e interpretandolo secondo il proprio gusto, ma conservando tutta l'essenza della cucina d'Oltralpe. Non finisce qui: altra novità di questa edizione è l'attenzione verso le verdure e, più in generale, la dieta vegetariana e vegana. I concorrenti hanno dovuto infatti preparare un piatto d'alta cucina interamente a base di frutta, verdure, cereali, semi o legumi. Altra ricetta da presentare è stata infine quella basata su un prodotto di alta qualità (carne o pesce) imposto dalla giuria, diverso per ogni concorrente. Per conquistare i giudici, gli chef hanno dovuto valorizzare al meglio l'ingrediente principale con abbinamenti armonici e ben bilanciati, in grado di restituire tutto il sapore del prodotto ed esaltarlo, rendendolo protagonista assoluto della ricetta.

I risultati

È l'americano Mathew Peters, classe '83, a conquistare l'oro, seguito dal norvegese Christopher William Davidsen e, in terza posizione, Viktor Andrésson dell'Islanda. A convincere i giudici è stato il suo pollo ripieno di funghi, foie gras e gamberi, ma anche il piatto vegetariano con asparagi californiani e crema di mandorle tostate, dal gusto deciso e originale. Al fianco di Peters in questo lungo percorso che ha portato gli Stati Uniti alla vittoria (per la prima volta), il suo commis Harrison Turone. Un team già rodato nella cucine del celebre ristorante Per Se di New York, dove i due giovani cuochi lavorano fianco a fianco da otto anni (senza contare la breve parentesi di Matthew al The French Laundry).

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Mathew Peters

Il neocampione si era già fatto le ossa in altre prestigiose realtà della ristorazione internazionale. Originario di Meadville, Pennsylvania, a 19 anni Peters si iscrive alla scuola di cucina Le Cordon Bleu di Pittsburgh e, subito dopo il diploma, si trasferisce a Naples in Florida, dove lavora per il ristorante del Ritz Carlton. È poi la volta dell'Adour di Alain Ducasse a New York City, dove Mathew rimane fino al 2009, anno in cui gli viene offerto un posto nella cucina di Per Se. Un'occasione da cogliere al volo che il giovane chef non si lascia sfuggire. Dopo poco, Peters diventa sous chef ed è allora che chef Keller gli offre un posto fisso al The French Laundry. Passano due anni e, dopo questa esperienza, Perers torna al Per Se in qualità di Executive Sous Chef nel febbraio 2012, ruolo che ricopre ancora oggi.

a cura di Michela Becchi

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