Secondo la stima dell'Ovse si consumeranno 50 milioni di bottiglie, ma un ritocco al ribasso dei prezzi potrebbe rilanciare le vendite, in calo del 45% rispetto a sei anni fa.
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Ulteriore calo dei consumi durante le festività, anche se più contenuto degli anni precedenti. Un consumatore su tre non rinuncerà allo spumante, ma i tempi delle 91 milioni di bottiglie degli anni 2008/2009 sono decisamente lontani.
Pertanto, il consumo di bollicine nell’intervallo 8 dicembre – 6 gennaio è stimato in 50 milioni di bottiglie, per un valore di 420 milioni di euro, stabile sul 2013. La stima è dell’Ovse, osservatorio sui vini spumanti ed effervescenti guidato da Giampietro Comolli, che sottolinea come rispetto a sei anni fa la diminuzione per le sole festività di fine anno sia di circa il 45%.
Giù anche lo Champagne, con gli italiani che non sono stimolati all’acquisto dai prezzi decisamente sostenuti negli scaffali e in enoteca. Negli ultimi tre anni, sottolinea l’Ovse, i prezzi sono stabili o in crescita (prezzo medio 6,4 euro, che sale a 7,9 euro poco prima delle feste), ma un ritocco al ribasso aiuterebbe le vendite. “Due italiani su tre” fa notare Comolli “dichiarano di ridurre la spesa alimentare per Natale rinunciando ai beni non indispensabili, come gli spumanti, a causa del costo, e non per spese alternative o per motivi salutistici o di sicurezza stradale“.
A perdere terreno sono le bollicine meno note, mentre il mercato è positivo per Franciacorta tra 20-25 euro, Valdobbiadene Docg, Cartizze tra 12 e 15 euro.Le fasce che calano, dice l’Ovse, sono quelle generiche fra 8 e 16 euro, stabile il consumo fra 4 e 8 euro a scaffale. Gli italiani regaleranno più confezioni miste e un po’ meno etichette di grandi Champagne. Come recuperare sui consumi interni? “Una nuova programmazione di marketing e strategie di lungo periodo, ovvero più promozione commerciale e contatto diretto con il consumatore finale“.