Dall'esperienza vincente di Bottega Portici a via Indipendenza, il Gruppo Imperial (alla guida dell'hotel I Portici, e del ristorante omonimo annesso) ha tratto spunto per lanciarsi in una nuova sfida. E dopo l'acquisizione di Palazzo Bega si prepara a portare nel cuore della città un concept store che sfida Eataly. 

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La scommessa del Gruppo Imperial

Nel bene e nel male, Palazzo Melchiorre Bega è uno degli edifici più conosciuti dai bolognesi. E come potrebbe essere altrimenti, visto l’impatto urbanistico che il progetto inaugurato nel 1954 in piazza Ravegnana ha continuato a esercitare nei decenni a venire sul contesto storico che lo circonda? Proprio all’ombra delle Due Torri simbolo della Bologna medievale, e destinato in origine a ospitare la Casa del Rotary, il palazzo è stato a lungo di proprietà di Banca Carisbo, e solo recentemente un’importante operazione immobiliare ha determinato il passaggio di consegne al Gruppo Imperial, che in città gestisce l’hotel I Portici, quattro stelle, un ristorante blasonato (1 stella per la Michelin, e Due Forchette sulla guida del Gambero Rosso) e un’attitudine all’ospitalità di lusso che non esclude la voglia di esplorare nuove possibilità. E fare bene. In questo contesto è nato il progetto di Bottega Portici, street food 100% italiano (e di più, profondamente legato alla tradizione emiliana) proposto in chiave contemporanea quanto basta per garantirgli la stima dei bolognesi e l’attenzione mediatica. E infatti la Bottega aperta qualche anno fa in via Indipendenza, proprio accanto al ristorante I Portici (dove Agostino Iacobucci guida la brigata dopo aver preso il testimone da Guido Haverkock), è presenza fissa nella guida Street food del Gambero Rosso, soprattutto per merito dell’idea vincente che fa della pasta fresca all’uovo emiliana un perfetto cibo da passeggio.

 

La bottega della pasta. Il precedente

Chi arriva in bottega oggi può acquistare tortellini e brodo a portar via (ma anche ordinarli online), confezionati sottovuoto e pronti all’uso; ma pure riscaldarsi a zonzo per le strade del centro città con una cup di tortellini in brodo (anche nella variante crema di provolone o burro fuso e parmigiano) serviti fumanti. Il packaging, studiato nei minimi dettagli, favorisce il compito, anche quando nella confezione a portar via finiscono tortelli di ricotta o tagliatelle fatte a mano. Ecco perché, ampiamente consolidata l’apertura di esordio, il gruppo ha deciso di scommettere su una sfida ben più ambiziosa, declinando il modello del concept store che si muove sul confine tra bistrot, bottega e street food in uno spazio imponente come quello di Palazzo Bega.

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Bottega Portici a Palazzo Bega

In piazza Ravegnana i lavori sono già iniziati, ma questa nuova versione di Bottega Portici 2.0 sarà pronta per presentarsi a bolognesi e turisti che affollano la città solo a partire dalla primavera 2017, con l’idea di strutturare “un nuovo prestigioso palcoscenico di buona cucina della tradizione all’ombra delle Due Torri”. In partnership “con importanti attori dell’enogastronomia bolognese… caffetterie, pasticcerie…” rivela Riccardo Bacchi Reggiani, general manager di Bottega Portici. I nomi? Gino Fabbri che firmerà tentazioni dolci e salate (i suoi panettoni saranno in vendita a Natale in via Indipendenza), dalla colazione fino al tè del pomeriggio, ma pure la consulenza per i corsi di formazione della futura Bottega Portici Academy;  Caffè Terzi di Bologna; il Birrone di Vicenza per la messa a punto di una birra artigianale in esclusiva per Bottega; lo stilista Ernesto Venia per il merchandising. “Abbiamo a disposizione uno spazio che non ha nulla da invidiare alle dimensioni di un Eataly, e in una posizione estremamente favorevole – prosegue – L’idea è quella di sfruttare questa grande visibilità per rodare ulteriormente il format, con la prospettiva di replicarlo in altre città per portare un nuovo marchio di fabbrica legato alla tradizione che più ci contraddistingue, quella di uova e farina”. Sì, perché anche lo store di piazza Ravegnana scommetterà sulla pasta fresca, core business dell’attività, concedendosi però un respiro più ampio sulla vendita a scaffale e la proposta di ristorazione (100 coperti, senza servizio al tavolo), che spazierà dalle zuppe alla gastronomia fredda, dalle insalate agli immancabili primi della tradizione.

 

Lo spazio. Food market, laboratorio e bistrot, con terrazza

Articolato su due piani – più terrazza con vista – l’edificio ospiterà al piano strada il food market e l’area del laboratorio con vendita diretta della pasta e proposta street food, da consumare in loco o a portar via: “In questa nuova avventura c’è la consapevolezza che dietro al successo di Bottega Portici non ci siano soltanto buoni ingredienti e rigore produttivo, ma tutta l’autorevolezza di un nuovo concept food, che propone un modello di street food contemporaneo, 7 giorni su 7, da mattina a sera”. E non a caso le sfogline emiliane manterranno quel ruolo trainante già evidente in via Indipendenza (dove sono Carla e Lisa le regine della casa), lavorando sotto gli occhi del pubblico e foraggiando la cucina per garantire agli avventori una pausa pranzo veloce o il piacere di godere di un piatto di tortellini in brodo ben eseguiti a qualunque ora della giornata. Ma la nuova sfida contemplerà anche la messa a punto di una linea di caffetteria e pasticceria per la colazione e l’ampliamento del reparto a scaffale dedicato alla vendita delle specialità territoriali, dal ragù al parmigiano reggiano, alla mortadella artigianale. Molti disponibili anche per il ready to fly.

Tutto questo, promette Bacchi Reggiani “al giusto prezzo”. Con apertura dalle 7 alle 22 e possibilità di fermarsi a mangiare in terrazza o nel dehors.

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www.bottegaportici.it 

 

a cura di Livia Montagnoli