[caption id="attachment_128498" align="alignnone" width=""]Brunello Riserva, Biondi Santi[/caption]

Brunello Riserva di Biondi Santi, Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno e Masseto di Bolgheri: sono questi i primi tre vini nell’edizione 2016 della classifica Grand Cru d’Italia, ovvero le 30 etichette italiane più ricercate al mondo. A stilarla è la prima casa d’asta dello Stivale specializzata in vino, la Gelardini & Romani Wine Auction.

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I vini italiani più ricercati al mondo

Due vini toscani e uno piemontese – non certo una sorpresa – sono fra le etichette italiane più ricercate al mondo, apprezzate da collezionisti e investitori di ogni Paese. Sono il Brunello Riserva di Biondi Santi, il Masseto di Bolgheri e il Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno. Prodotti che superano i 300 euro sul mercato delle aste e arrivano a toccare i 1000 euro in carta dei ristoranti più blasonati. Un mercato, quello dei vini “di lusso” che sembra guardare sempre di più verso i Paesi asiatici, come spiega Flaviano Gelardini della Gelardini & Romani Wine Auction: “Il mercato dei vini pregiati è in forte espansione grazie al crescente interesse che arriva dall’estremo Oriente. Un interesse che aumenta di pari passo con lo sviluppo delle classi alte in Cina e nelle sue economie satellite, Hong Kong, Taiwan, Singapore, Indonesia, Vietnam, Corea, dove oggi si concentra una buona parte della ricchezza mondiale”. Se fino a qualche anno fa era il mercato occidentale a trainare il settore dei fines wines, negli ultimi anni le economie orientali hanno giocato un ruolo sempre più importante. “La principale differenza fra il mercato occidentale e quello dell’estremo Oriente risiede nella quantità e frequenza del consumo, nettamente superiore ad est, mentre in Occidente è maggiore la propensione all’investimento”. Per dirla in breve, si comprano più vini pregiati in Asia, ma sono ancora gli europei a fare i maggiori investimenti nel settore. “Ma se il mercato dei fine wines e i relativi prezzi crescono – ha spiegato Gelardini – è solo grazie a quella parte di pubblico che i grandi vini li beve, quotidianamente”.

Seconda e terza fascia: dai 100 ai 300 euro

Nella fascia dei vini fra i 200 e i 300 euro, il Barbaresco Riserva di Bruno Giacosa, già protagonista di un trend positivo fra il 2013 e il 2015 che gli aveva permesso l’upgrade dalla terza alla seconda fascia, continua sulla scia del successo, con un +5% sui prezzi dell’ultimo anno. Buone notizie anche per il Redigaffi, un merlot in purezza di Tua Rita– cantina che produce appena 10 mila bottiglie l’anno – che rientra nella seconda fascia dopo essere stato sospeso nel 2015 per mancanza di aggiudicazioni.

Protagonista di una decisa corsa in avanti è Fiorano Rosso Boncompagni Ludovisi, con una rivalutazione media dei prezzi del 30%, che si classifica nella terza fascia – vini fra i 100 e i 200 euro – segnando la migliore performance in assoluto dell’edizione 2016 della classifica Grand Cru d’Italia. Cresce, nella “fascia più economica”, anche il Barolo Riserva Granbussia di Aldo Conterno, con una rivalutazione media del 5% nell’ultimo anno, mentre il Montepulciano d’Abruzzo di Valentini subisce un brusco stop, con una diminuzione dei prezzi medi del 16% solo nell’ultimo anno.

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a cura di Francesca Fiore