Dopo un’annata difficile come il 2013, i viticoltori girondini si trovano ad affrontare un’ondata di maltempo che ha compromesso mille ettari di vigneto nelle zone del Médoc e del Cognac. Colpite soprattutto coltivazioni a conduzione familiare.
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Una violenta bufera di grandine e vento ha seriamente danneggiato circa mille ettari di vigneto nelle zone del Médoc e del Cognac. La grandine (che ha raggiunto un diametro di 6 centimetri) è arrivata nel momento della fioritura e, in alcuni casi, il fortissimo vento, con raffiche che hanno superato i 100 km orari, ha rovesciato i filari, sferrando un altro duro colpo alla prestigiosa regione del Bordeaux, i cui vini nell’ultimo anno non sono stati particolarmente brillanti sui mercati, a partire da quello cinese, con un calo generale nei volumi esportati del 2,4% e nei valori del 6,7%.
Maltempo che arriva dopo un 2013, lo ricordiamo, in cui la vendemmia per i viticoltori girondini è stata una delle più scarse degli ultimi 20 anni. Per alcune cantine locali, il raccolto è compromesso. Grappoli strappati via e “récolte zero”, come in molti hanno dichiarato ai media francesi. Ingenti i danni nei territori dei comuni di Lesparre, Prignac en Medoc, Saint-Yzans, Ordonnac, Saint-Christoly e Blaignan.
La grandine ha colpito a macchia di leopardo e si stimano danni dal 25% al 100% del raccolto. Sono circa 300 gli ettari totalmente distrutti. La gran parte non riguarda i grand crus classés ma coltivazioni a conduzione familiare che, tra l’altro, non risulterebbero assicurate contro i danni da grandine. Già nell’agosto 2013, il maltempo aveva interessato l’area bordolese, alle prese in seguito con una serie di fitopatie per l’eccesso di piogge. Un periodo non facile, quindi, per i transalpini, considerato anche il difficile momento sui mercati: l’indice Liv-ex che rileva 500 diverse tipologie di vini sul mercato sta proseguendo la sua discesa verso il basso: a maggio 2014 ha toccato i livelli di quattro anni fa.

A cura di Gianluca Atzeni